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Brexit: il Regno Unito dice no a nuovi negoziati nonostante l'Ue abbia accettato le condizioni

Brexit: il Regno Unito dice no a nuovi negoziati nonostante l'Ue abbia accettato le condizioni
Londra, 20 ott 2020 09:33 - (Agenzia Nova) - Il governo britannico ha rifiutato di ricominciare a trattare con l'Unione europea dopo che questa, attraverso un tweet del capo negoziatore Michel Barnier, aveva accettato tutte le condizioni richieste da Londra per proseguire con i negoziati. Il portavoce di Downing Street ha affermato che il primo ministro Johnson ha riconosciuto l'intenzione di Bruxelles di "intensificare" (proprio come richiesto da Londra) le trattative in una telefonata avvenuta tra Barnier e la sua controparte britannica David Frost, ma ha anche sottolineato come secondo il governo non ci siano le basi al momento per continuare con i negoziati.

Il governo del Regno Unito richiede che la negoziazione avvenga "tra pari", e che compromessi vengano fatti da entrambe le parti, ma secondo molti analisti per l'Unione europea sarebbe impossibile rinunciare ad una regolamentazione sugli aiuti di Stato sul lato britannico (dato che farebbe mancare uno dei principi base del mercato unico) e sulle quantità di pescato (Londra richiede un aumento delle proprie quote, dato fortemente osteggiato dai principali Paesi costieri sull'Atlantico). Di fatto quindi lo stallo continua, con solo 4 settimane rimaste prima che i termini scadano, anche da parte britannica, per ratificare l'accordo alla Camera dei comuni.

Il “nodo” relativo all’Irlanda del Nord nei negoziati tra Ue e Regno Unito sui rapporti dopo la Brexit non è di semplice soluzione. Da una parte vi è la prospettiva di ripristinare il confine fisico, con i relativi controlli doganali, tra Irlanda ed Irlanda del Nord modificando in maniera netta quella che era la situazione prima della Brexit. Dall’altra parte vi è la prospettiva del mantenimento dei controlli doganali tra Irlanda del Nord e Regno Unito, senza cancellare alcune previsioni degli Accordi del Venerdì Santo del 1998 ma di fatto rappresentando una limitazione alla piena sovranità britannica. Questo pone il governo di Londra di fronte a una difficile e drammatica scelta, fra minare la stabilità interna nell'Irlanda del Nord, dopo un faticoso processo di pacificazione, o perdere una parte della propria sovranità territoriale.

Il protocollo inizialmente concordato da Ue e Regno Unito punta ad evitare una frontiera fisica tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord. Mantiene d’altra parte l'Irlanda del Nord nel territorio doganale del Regno Unito in modo che possa beneficiare di futuri accordi di libero scambio che Londra concluderà con paesi terzi. L’Irlanda del Nord rimarrebbe di fatto nell’unione doganale europea e nel mercato unico. Il controllo delle merci verrebbe attuato sui prodotti considerati “a rischio” che entrano in Irlanda del Nord dal Regno Unito. (Rel)
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