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Uruguay: docenti in sciopero per 48 ore contro tagli all'educazione

Montevideo, 10 nov 2020 19:58 - (Agenzia Nova) - Il sindacato dei docenti della scuola pubblica dell'Uruguay (Fenapes), ha iniziato oggi uno sciopero di 48 ore per protestare contro i tagli all'educazione previsti dalla Legge di Bilancio 2021 del governo di Luis Lacalle Pou. Il sindacato, si legge nella pagina ufficiale del Fenapes, accusa il governo di non rispettare la legge sui contratti collettivi di lavoro e di voler tagliare migliaia di ore di didattica promuovendo inoltre la modalità pedagogica virtuale. "I tagli strutturali della Legge di Bilancio modificano le condizioni di studio e di lavoro", segnalano inoltre i docenti. Il governo da parte sua rivendica la necessità di gestire la situazione di difficoltà economica creata dalla diffusione del nuovo coronavirus. Lo sciopero viene portato avanti con manifestazioni in tutte le città del paese e si concluderà domani con una assemblea generale di delegati incaricata di decidere come proseguire la protesta.

Si tratta del primo vero e proprio sciopero che affronta il governo di Lacalle Pou, che aveva fino ad oggi goduto di un rapporto pacifico con i sindacati e di un ampio consenso della cittadinanza, anche grazie alla gestione dell'emergenza Covid. Secondo un sondaggio dell'ultima settimana di ottobre, il presidente gode di un livello di approvazione del 60 per cento: per il 19 per cento degli uruguaiani il governo è valutato come "molto positivo", mentre il 41 per cento ritiene l'operato di Lacalle Pou come "positivo". Il 22 per cento ha inoltre un'opinione neutra, "né positivo né negativo", mentre il 15 per cento ha un'opinione "negativa" ed solo il 7 per cento "molto negativa". Il presidente uruguaiano, che ha assunto l'incarico lo scorso marzo con un'approvazione del 62 per cento, riesce quindi a mantenere quasi invariato un alto livello di consenso sul suo operato.

I tagli, come detto sono parte di una più ampia manovra economica che il governo sta disegnando per fare fronte alla perdurante crisi legata al nuovo coronavirus. Il governo rinuncerà alle corpose entrate del turismo internazionale, chiudendo le frontiere proprio a ridosso della stagione estiva. "La decisione del governo tiene conto di quanto è successo nel mondo quando si sono aperte le frontiere e si è aperto al turismo, dove i casi sono sbalzati", ha detto il presidente. Si tratta di una scelta radicale che il turismo, secondo dati ufficiali, nel 2015 ha creato fino al 7,1 per cento del pil e oltre 100 mila posti di lavoro. Ciò nonostante, Montevideo conferma una previsione di proiezione di crescita del pil del 4 per cento per il 2021. Una stima che verrà aggiornata ogni sei mesi, ha spiegato la ministro dell'Economia Azucena Arbeleche ribadendo l'esigenza di poter mantenere le politiche sociali nonostante l'incremento del debito pubblico del 10 per cento del pil nel 2020. "La spesa sociale dev'essere indipendente dal ciclo economico, i settori vulnerabili sono prioritari", ha detto.

Per il 2020 la stima è quella di chiudere con un calo del prodotto interno lordo del 3,5 per cento, mentre per i tre anni successivi al 2022 si ipotizza un tasso di crescita media del 3 per cento. Nel progetto di Legge di bilancio 2020-2024 presentato in parlamento, si individua anche un deciso calo del livello di inflazione dall'attuale 9,5 per cento al 3,7 per cento nel 2024. L'esecutivo di Lacalle Pou si propone un deciso cambiamento di rotta rispetto all'impostazione delle finanziarie presentate dai precedenti governi del Frente Amplio (2005-2020), puntando ad una progressiva diminuzione del livello di spesa pubblica e di riduzione delle strutture burocratiche ed amministrative, oltre ad un alleggerimento della pressione fiscale sulle piccole e medie imprese. "L'Uruguay ha bisogno di uno Stato più efficiente che offra migliori servizi in relazione alle tasse", si legge nei fondamenti del testo di legge. Nonostante questo la finanziaria prevede il raggiungimento di un avanzo fiscale dello 0,1 per cento solamente nel 2024.

Il Fondo monetario internazionale proietta d'altra parte per l'Uruguay un calo del pil del 4,5 per cento nel 2020. E' quanto emerge dal rapporto sulle prospettive dell'economia globale World Economic Outlook (Weo) presentato a Washington nel quadro dell'assemblea annuale dell'istituzione. A contenere con successo la contrazione dell'attività economica, segnala l'Fmi, ha contribuito l'efficace politica di prevenzione della pandemia del coronavirus che ha adottato il governo che ha permesso il mantenimento in funzione di gran parte dell'apparato produttivo del paese. Per il 2021 il Fondo prevede una sostanziale ripresa con una crescita stimata al +4,3 per cento. Le politiche adottate dal governo del presidente Luis Lacalle Pou hanno determinato anche un incremento ridotto delle proiezioni sulla disoccupazione, che passerebbe dall'8,9 per cento del 2019, al 9,7 per cento nel 2020. (Abu)
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