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Regno Unito: ministro Esteri, taglio aiuti internazionali consentirà risparmio di 4,5 miliardi di euro

Londra, 26 nov 2020 10:03 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha spiegato in una lettera inviata al "Financial Times" la ratio dietro il già contestatissimo taglio agli aiuti internazionali per il prossimo anno, annunciato nella giornata di ieri ai Comuni dal cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak. Il taglio (dallo 0,7 allo 0,5 per cento del Pil britannico) comporterà un risparmio calcolato in circa 4 miliardi di sterline all'anno (circa 4,5 miliardi di euro), ma in molti temono danni permanenti alle strutture umanitarie messe in piedi negli anni dal Regno Unito nel mondo, e alla reputazione del Paese stesso a livello internazionale. Raab spiega che la decisione è stata presa per fronteggiare "la peggiore contrazione economica in oltre 300 anni", definendola come "necessaria e temporanea" ma al contempo "molto difficile", promettendo un ritorno allo 0,7 per cento del Pil dedicato agli aiuti internazionali una volta che "la situazione fiscale permetterà". Il Regno Unito, sottolinea Raab, per il prossimo anno comunque avrà un budget di oltre 10 miliardi di sterline (circa 11,2 miliardi di euro) da dedicare alla cooperazione internazionale, rimanendo il secondo Paese più "generoso" del G7 dopo la Germania in relazione al proprio reddito nazionale lordo.

Nella sua lettera, il ministro fa presente che fu proprio il partito laburista in passato a non raggiungere, in due diverse occasioni, l'obiettivo dello 0,7 per cento fissato da Wilson nel 1974, ma promette che gli aiuti (presenti e futuri) saranno dedicati a combattere la povertà nei luoghi dove possano avere "il più grande impatto possibile" e possano "cambiare vite", con un'attenzione particolare ad aiutare Paesi più poveri ad affrontare le sfide del cambiamento climatico. Altri punti importanti saranno la lotta a malattie endemiche come l'Aids, la tubercolosi e la malaria, ma anche la promozione dell'istruzione delle donne nelle aree più arretrate, con fondi che non vengono erogati solamente il budget destinato agli aiuti internazionali, ma anche attraverso altre organizzazioni sovranazionali che si occupano di sviluppo. Il ministro conclude promettendo che, a causa dei minori fondi a disposizione, il suo dicastero (responsabile anche per la cooperazione internazionale) sarà "costretto" a lavorare con maggiore efficienza, in un'ottica temporanea e tutto sommato "positiva", guardando già alla presidenza del G7 e alla COP26, di cui il Regno Unito sarà protagonista e, afferma il ministro, una "forza del bene" nel mondo. (Rel)
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