HONG KONG

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Hong Kong: Amnesty International, 12 detenuti a Shenzhen a rischio tortura (3)

Hong Kong, 30 nov 2020 18:07 - (Agenzia Nova) - Il capo esecutivo di Hong Kong Carrie Lam, rispondendo alle voci in difesa dei giovani arrestati, ha dichiarato che le 12 persone fermate in mare dalle autorità della Cina continentale non sono "attivisti pro-democrazia oppressi" ma sono tutti sospettati di aver commesso crimini nell'ex colonia britannica. Dall'ufficio di sicurezza di Hong Kong è emerso che dieci di loro erano stati accusati di reati quali produzione o possesso di esplosivi, incendio doloso, sommosse, aggressione alla polizia o possesso di armi. Secondo Lam, dovranno affrontare la giustizia nella Cina continentale e il suo governo fornirà a loro e alle famiglie l'assistenza "necessaria e possibile". "Il reato in questione rientra nella giurisdizione della Cina continentale, e il governo della regione amministrativa speciale rispetta e non interferirà con le azioni delle forze dell'ordine", ha spiegato il capo del governo dell'ex colonia britannica, esortando le famiglie ad avvalersi del servizio di consulenza legale fornito gratuitamente. Secondo il governo, tutti gli honkonesi accusati hanno potuto scegliere avvocati da un elenco approvato fornito dai funzionari della Cina continentale. Le famiglie, però, chiedono che gli arrestati possano consultare gli avvocati designati da loro e non dal governo cinese, e che sia loro permesso di chiamare i parenti a Hong Kong. Secondo la stampa locale sei avvocati hanno rinunciato all'incarico sotto la pressione dalle autorità della Cina continentale, l'ultimo il 28 settembre stando all'emittente "Rthk": l'avvocato nominato dalla famiglia di Kwok Tsz-lun, 19 anni, studente dell'Università di Hong Kong, si sarebbe ritirato dopo una richiesta della Commissione centrale per gli affari politici e legali. (Cip)
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