SPECIALE ENERGIA

 
 

Speciale energia: Friuli-Venezia Giulia, Corte giustizia Ue, nessuna infrazione su prezzi carburanti

Bruxelles, 14 gen 14:30 - (Agenzia Nova) - Lo sconto sul prezzo dei carburanti per i residenti della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia non comporta, di per sé, una violazione della direttiva sulla tassazione dell'energia e la Commissione europea non ha dimostrato che l'Italia abbia istituito una riduzione delle accise, sotto forma di rimborso dell'imposta versata. Questa la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. La vicenda risale al 1996, quando il Consiglio dell'Ue ha autorizzato l'Italia ad applicare, fino al 31 dicembre 2006, una riduzione dell'aliquota di accisa sulla benzina acquistata nel territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Questa autorizzazione mirava a contrastare la prassi dei residenti della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia di rifornirsi di carburante a minor prezzo in Slovenia. Dopo il 31 dicembre 2006, i residenti della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia hanno continuato a beneficiare di uno sconto sul prezzo alla pompa dei carburanti, grazie a una legge regionale del 2010. Secondo il sistema di contribuzione attuato da tale legge, i gestori delle stazioni di servizio concedono ai residenti, in quanto consumatori finali, riduzioni sul prezzo dei carburanti. L'amministrazione regionale rimborsa, poi, ai gestori delle stazioni di servizio un importo pari alle riduzioni concesse. Secondo la Commissione europea, questa normativa comporterebbe una riduzione non autorizzata, sotto forma di rimborso, delle accise applicabili alla benzina e al gasolio venduti ai residenti della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Si tratterebbe, pertanto, di una violazione della direttiva sulla tassazione dell'energia che stabilisce, in particolare per i prodotti energetici, aliquote di accisa minime che gli Stati membri devono applicare al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno. Le eccezioni sono possibili, ma devono essere espressamente autorizzate conformemente alla direttiva. La Commissione ha quindi proposto un ricorso per inadempimento contro l'Italia dinanzi alla Corte di giustizia. (Beb)
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