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Libia: esplode la crisi del pane a Tripoli

Libia: esplode la crisi del pane a Tripoli
Tripoli, 20 gen 13:38 - (Agenzia Nova) - E' scoppiata in Libia la crisi del pane. La recente svalutazione del dinaro libico, dovuta all’accordo sulla riunificazione del tasso di cambio tra Tripolitania e Cirenaica, ha infatti portato a rilevante svalutazione della valuta nazionale. Da un tasso di cambio ufficiale di 1,4 dinari per un dollaro, gonfiato in realtà a 3,8 dinari con una maxi-commissione del 160 per cento imposta nel 2018 dalla Banca centrale, si è arrivati a 4,48 all’inizio del 2020. E’ tornata la disponibilità di dollari, ma a che prezzo ancora non è chiaro. Le autorità libiche non sono riuscite a frenare i fenomeni speculativi che si sono innescati dopo l’accordo. Chi importa farina, infatti, la vende a un prezzo più caro con la motivazione del differenziale sul tasso di cambio riunificato. I sussidi sul pane sono stati aboliti nel 2017, ma i panifici sono obbligati a vendere a un prezzo fisso: 60 centesimi per tre pagnotte. La maggior parte delle panetterie di Tripoli ha però aumentato il prezzo a tre pagnotte per un dinaro, mentre alcune panetterie hanno invece ridotto il peso della pagnotta a 75 grammi invece del suo peso originale di 100 grammi.

Un esponente del sindacato dei panificatori di Tripoli, Mustafa Shaaban, ha affermato che "l'avidità dei mercanti è la ragione per cui il pane è così caro in questi giorni". Shaaban ha spiegato, in un comunicato stampa, che i commercianti di grano e farina, così come i proprietari dei mulini, sono responsabili del prezzo elevato del pane, poiché hanno alzato i prezzi dei materiali da cui viene prodotto il pane: farina, lievito, olio e zucchero, non appena la decisione di modificare il tasso di cambio ha iniziato ad essere attuata. Shaaban ha indicato che il sindacato ha contattato il ministero dell'Economia del Governo di accordo nazionale senza raggiungere una soluzione, sottolineando che i funzionari del dicastero hanno chiesto ai proprietari dei panifici di presentare una denuncia al Procuratore generale sulla manipolazione dei prezzi dei commercianti.

La crisi del pane in Libia ha peraltro aperto un nuovo scontro tra il capo del Governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Sarraj, e il governatore della Banca centrale, Al Sadiq al Kabir. Il titolare dell’esecutivo ha inviato domenica sera, 17 gennaio, una missiva al governatore della Banca centrale in cui ha sottolineato che "esaurire le scorte di farina significa far entrare il Paese in una crisi alimentare". Sarraj ha parlato di enormi somme di denaro usate per importare beni non importanti per la vita dei cittadini, sottolineando che l’ultima lettera di credito aperta per l'importazione di farina risale all'agosto 2020. D'altra parte, Al Kabir ha replicato attribuendo la mancanza di farina al contrabbando, sollecitando il governo ad aumentare i controlli ai confini e ai porti. Non solo. il governatore ha aggiunto che i crediti aperti nel 2020 per la fornitura di farina sono proporzionali all'ammontare del consumo abituale nel Paese, dunque in linea con il passato, rilevando che non sono stati aperti crediti per la fornitura di beni di scarsa importanza e che la farina è tra le materie prime nella fornitura. (Lit)
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