TERRORISMO

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Terrorismo: lo Stato islamico silenzia dal 2017 la propaganda contro la Cina

Pechino, 20 gen 14:57 - (Agenzia Nova) - È dal 2017 che la Cina è sparita dai messaggi di propaganda dello Stato islamico, che pure negli anni precedenti aveva minacciato di colpire duramente la Repubblica popolare per il trattamento riservato ai musulmani di etnia uigura che abitano la provincia dello Xinjiang. Lo rileva il portale specializzato “War on the rocks”, secondo cui la decisione dei leader del gruppo jihadista di ignorare il dossier uiguro potrebbe rispondere a un’esigenza strategica: “I vertici credono che la Cina può giocare un ruolo costruttivo per il raggiungimento dell’obiettivo di porre fine alla presenza militare degli Stati Uniti in Medio Oriente e in Asia meridionale”. Secondo l’analisi, inoltre, lo Stato islamico apprezza l’enfasi della Repubblica popolare “sul commercio piuttosto che sull’intervento militare” per l’allargamento della sua influenza in Medio Oriente. Un approccio che, “a prescindere dalle sue implicazioni negative nel lungo termine”, nel breve può favorire i jihadisti nel loro conflitto con gli Stati Uniti. Tali considerazioni, secondo “War on the rocks”, potrebbero aver indotto i leader dello Stato islamico ad abbandonare i toni anti-cinesi della propaganda dei primi anni. Nel luglio del 2014, l’allora leader Abu Bakr al Baghdadi inserì la Cina in una lista di 20 Paesi che “negano ai musulmani i loro diritti”. (segue) (Res)
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