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Iraq: crisi politica, si rischia lo scioglimento dell’assemblea legislativa

Baghdad, 13 apr 2016 16:35 - (Agenzia Nova) - Si è conclusa con una rissa e l’ipotesi di una dissoluzione del parlamento iracheno la sessione straordinaria che il presidente dell’assemblea legislativa Salim al Jouburi aveva convocato per oggi in risposta alle proteste di un gruppo di deputati. Oltre 100 deputati iracheni, appartenenti ai tre blocchi politici principali, sunniti, sciiti e curdi, hanno occupato ieri sera la sede del parlamento iracheno per chiedere le dimissioni delle tre più alte cariche istituzionali, presidente del parlamento, capo dello Stato e primo ministro, e protestare contro il nuovo documento di riforma nazionale siglato lunedì 11 aprile. La protesta è iniziata dopo la presentazione della lista dei nuovi ministri tecnici da parte del premier Haider al Abadi e gli avvenimenti di oggi potrebbero indurre le autorità a rimandare ulteriormente la votazione parlamentare prevista per domani sulla fiducia al nuovo esecutivo tecnico.

Al Jouburi è stato costretto oggi a sospendere la sessione a seguito di una rissa che ha coinvolto Alia Nassif, deputata dell’Alleanza per lo Stato di diritto (il partito che fa capo all’ex premier Nouri al Maliki) e parlamentari curdi. Secondo quanto riferito ad “Agenzia Nova” da una fonte vicina al dossier, la Nassif è stata colpita durante un alterco con i parlamentari curdi. “C’è stato uno scambio di accuse e una rissa con il lancio di bottiglie di plastica, dopo che alcuni deputati dell’Alleanza per lo stato di diritto sono intervenuti in appoggio alla Nassif”, ha riferito la fonte a “Nova”.

Al Jouburi ha chiesto anche al capo dello Stato, Fuad Masum, di partecipare alla sessione straordinaria e un suo portavoce ha ipotizzato uno scioglimento dell’assemblea, mentre diversi parlamentari curdi e sunniti hanno ritirato il loro appoggio alla petizione per chiedere la destituzione delle tre più alte cariche dello Stato. I deputati della Coalizione nazionale sciita (guidata dall’ex premier Iyad Allawi) continuano invece a chiedere le dimissioni dei tre vertici istituzionali. “Continuiamo a chiedere la sostituzione delle tre cariche dello Stato – ha detto a “Nova” Kazem al Shammari della Coalizione nazionale – perché sono alla base dell’odioso sistema delle quote che ha logorato il paese per oltre 13 anni”. Il riferimento è al meccanismo di spartizione del potere in Iraq che dalla fine della dittatura di Saddam Hussein nel 2003, garantisce un certo numero di posizioni politiche ai tre principali blocchi politici: sciiti, sunniti e curdi. Shammari ha aggiunto che il suo gruppo politico non intende votare la fiducia al nuovo governo tecnico proposto da Abadi.

Il premier Haider al Abadi ha presentato ieri la nuova lista dei ministri del gabinetto di governo formato da tecnici dopo quella proposta lo scorso 31 marzo in aula e respinta dalle forze politiche prima ancora di ottenere il voto di fiducia. Anche in questa occasione il primo ministro ha deciso di lasciare invariati i vertici dei ministeri della Difesa e dell'Interno che resteranno rispettivamente sotto la responsabilità di Khaled al Obeidi e Mohammed al Ghabban. Come ministro degli Esteri, Abadi ha fatto il nome dell’ex consulente per la sicurezza nazionale Faleh al Fayad, mentre ad altri due ministeri chiave, quello del Petrolio e della Giustizia, il premier ha proposto rispettivamente Jabbar Ali, già tecnico del dicastero del Petrolio (spalleggiato dal blocco sunnita), e Mohammed Jassim Mohammed, che in passato aveva già ricoperto incarichi ministeriali.

Il candidato per la guida del ministero delle Infrastrutture è Ain Nafee Awsy Balbol, anch’egli tecnico, mentre alle Risorse idriche, Abadi ha proposto il diplomatico Hassan al Janabi, ex ambasciatore dell'Iraq presso l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao). Come ministro dell’Istruzione il premier iracheno ha fatto il nome di Musa Jawad al Moussawi, rettore dell’Università di Baghdad, mentre al dicastero per le Politiche giovanili è stato proposto Alaa Abdul Qadir. Ai dicasteri dei Trasporti e della Salute Abadi ha indicato rispettivamente Yusuf Ali Asadi e Alaa Hussein. Per ricoprire l’incarico di ministro dell’Elettricità, Abadi ha proposto Salah Rashid, già funzionario dello stesso ministero. Come ministro della Pianificazione il premier iracheno ha indicato il nome dell’economista Wafaa Jaafar James Baldwin, mentre Nizar Nasser Zebra e Umid Ahmed Mohamed sono stati rispettivamente proposti per la guida del ministero del Lavoro e al Dipartimento del commercio.

Come già anticipato dal capo dell’esecutivo, per la scelta dei nuovi ministri sarà creata un’apposita commissione di esperti, formata da quattro esponenti dell’Alleanza nazionale (sciita), da due deputati dell’Unione delle forze irachene (sunnite), da due membri dell’Alleanza curda, da un membro della lista nazionalista e due rappresentanti del primo ministro. Il premier, il capo dello Stato e il presidente del parlamento hanno siglato inoltre con i leader dei tre principali blocchi politici un documento in 10 punti sulle riforme da attuare nel paese.

Il programma nazionale che il nuovo governo dovrebbe attuare prevede nuove leggi in materia economica e finanziaria, una revisione della normativa relativa al settore petrolifero e del gas, nonché una riforma del sistema giudiziario. Obiettivo principale delle riforme è la lotta alla corruzione come richiesto dai sostenitori dell’imam sciita Moqtada al Sadr. La necessità di arrivare ad un rimpasto di governo è emersa proprio dopo la serie di manifestazioni di protesta inscenate dei militanti della corrente dell'imam sciita che ha chiesto provvedimenti contro la corruzione dilagante all'interno delle istituzioni pubbliche. I sostenitori di Al Sadr hanno interrotto la protesta il giorno stesso in cui Abadi ha presentato la prima lista di candidati "tecnici" per il nuovo governo. (Irb)
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