FYROM

 
 

Fyrom: presidente parlamento Veljanoski ufficializza 5 giugno data elezioni

Skopje, 15 apr 2016 11:39 - (Agenzia Nova) - Il presidente del parlamento dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), Trajko Veljanoski, ha ufficializzato oggi la decisione di svolgere le elezioni parlamentari il prossimo 5 giugno. La firma del documento che ufficializza la data elettorale arriva dopo lo scioglimento del parlamento di Skopje, avvenuto lo scorso 7 aprile. "Sulla base delle mie competenza costituzionali e legali e nel rispetto della decisione relativa allo scioglimento del parlamento, ho firmato oggi la decisione di svolgere elezioni per scegliere i nuovi membri del parlamento il 5 giugno 2016", ha detto Veljanoski. La decisione è stata già trasmessa alla Commissione elettorale nazionale, al ministero della Giustizia e al ministero degli Esteri. Veljanoski ha inoltre auspicato che tutte le parti coinvolte nel processo elettorale "contribuiscano alla svolgimento regolare e democratico delle elezioni". La decisione arriva in un momento di grave tensione nel paese balcanico: nuove proteste di piazza si sono svolte nella capitale macedone Skopje questa notte, contro la decisione di concedere un'amnistia ai politici e funzionari indagati nell'ambito della vicenda intercettazioni telefoniche.

La manifestazione principale, organizzata dall'associazione civica 'Protestiram', si è svolta davanti al palazzo del parlamento. Non si sono registrati feriti anche se i partecipanti hanno avuto alcuni scontri con la polizia mentre tentavano di recarsi verso la sede del partito governativo Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne), dove era in corso un altra manifestazione. Gli agenti di sicurezza di Skopje hanno lanciato gas lacrimogeni per fermare i manifestanti. Intanto il presidente Gjorge Ivanov ha provato a chiarire la sua discussa decisione di concedere l'amnistia ai politici. "L'interesse dello Stato, per mettere fine alla crisi politica e organizzare elezioni democratiche, è stata la ragione che ha guidato la decisione di concedere l'amnistia ai politici indagati nell'ambito della vicenda intercettazioni telefoniche", ha detto Ivanov secondo cui "la decisione è stata presa per permettere a tutti coloro che sono inclusi nel processo elettorale di essere liberi da pressioni e di partire da un punto di partenza uguale".

"Un'altra ragione - ha evidenziato il presidente - è stata l'esplicita richiesta del leader dell'opposizione Zoran Zaev di ottenere la grazia in modo da evitare una condanna nell'ambito del caso 'colpo di stato' relativo alla diffusione illegale del materiale delle intercettazioni telefoniche". Questa richiesta sarebbe avvenuta, a detta del capo dello Stato, "lo scorso mese di maggio". "Il tempo e la storia diranno chi sta dietro tutto questo, impedendo alla Macedonia di ottenere ciò che merita", ha detto Ivanov, aggiungendo di "non voler puntare il dito contro nessuno" e richiamando tutte le parti a "dare una mano nel processo di riconciliazione nazionale". "Alcuni ambasciatori agiscono oltre il quadro legale previsto dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche", ha aggiunto inoltre il presidente macedone secondo cui "gli ambasciatori arrivano e vanno via. I nostri problemi rimangono".

Al momento quello prospettato da Ivanov non sembra lo scenario più aderente alla realtà del paese. Secondo l'Unione socialdemocratica di Macedonia (Sdsm), il partito governativo Vmro-Dpmne e l'ex premier Nikola Gruevski, "oltre ad essere i creatori della crisi politica in Macedonia sono anche coloro che stanno dietro alla decisione" sull'amnistia ai politici presa dal presidente Ivanov. "Il Vmro-Dpmne non ha firmato la richiesta di impeachment nei confronti di Ivanov, confermando che l'amnistia ai politici da lui decisa è stata ordinata da loro", si legge nel comunicato del Sdsm. (Mas)
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