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Guinea-Bissau: crisi politica, Cedeao impone sanzioni a 20 personalità vicine al presidente Vaz

Bissau, 07 feb 2018 09:55 - (Agenzia Nova) - La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Cedeao) ha imposto sanzioni nei confronti di 20 politici e uomini d'affari della Guinea-Bissau con l’accusa di minare gli sforzi per risolvere la crisi politica nel paese. Le sanzioni, si legge in una nota dell’organizzazione regionale, prevede il divieto di espatrio e il congelamento dei beni delle personalità colpite, tra cui figurano membri del partito del presidente José Mario Vaz. Il provvedimento segue di pochi giorni la nomina dell’ex ministro dell’Istruzione, Artur Silva, alla carica di primo ministro, in violazione degli accordi di Conakry dell’ottobre 2016. “Gli accordi di Conakry non sono stati attuati e, di conseguenza, è opportuno applicare sanzioni a chi li sta facendo fallire”, si legge nella dichiarazione. La nomina di Silva segue le dimissioni del primo ministro Umaro El Mocktar Sissoco Embalo, annunciate lo scorso 14 gennaio.

Secondo quanto si legge in un comunicato della presidenza, Embalo si è dimesso per facilitare il dialogo avviato con la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Cedeao) per discutere l’attuazione degli accordi di Conakry, firmati nell’ottobre 2016 sotto l’egida del presidente guineano Alpha Condé. Lo scorso 16 gennaio è scaduto l’ultimatum concesso dalla Cedeao alle autorità della Guinea-Bissau per discutere l’attuazione degli accordi di Conakry. Secondo alcune fonti citate dall’emittente francese “Rfi”, l'ostinazione del presidente José Mario Vaz avrebbe indispettito i vertici Cedeao che avrebbero perfino minacciato sanzioni nel caso di un mancato accordo. La nomina di Silva si inserisce in un contesto di grave crisi politica iniziata nell’agosto 2015, quando il presidente Vaz ha rimosso dal suo incarico il primo ministro Domingos Simoes Pereira. Da allora è iniziata una disputa fra le fazioni che sostengono il presidente Vaz e quelle dell’ex premier, che impediscono di fatto al parlamento di riunirsi.

Nell’ottobre 2016 le parti hanno siglato un accordo a Conakry, ma i punti fondamentali dell’intesa non sono stati messi in atto e le tensioni continuano. Lo scorso 19 gennaio l’ex primo ministro della Guinea-Bissau, Carlos Gomes Junior, ha fatto rientro nel paese, dove è stato accolto da un folto gruppo di sostenitori. L’ex premier ha vissuto a lungo in Portogallo dopo essere stato espulso dal paese nel 2012 a seguito del colpo di Stato che spianò la strada alla presidenza di José Mario Vaz. “Sono tornato per abbracciare i miei fratelli, i miei amici, e per incoraggiarli a trovare una via di uscita alla crisi attraverso il dialogo”, ha detto l’ex primo ministro parlando ai sostenitori del Partito africano per l'indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Paigc), al potere nel paese. “Credo che una riconciliazione sia possibile”, ha aggiunto, assicurando che non intende tornare alla vita politica. (Res)
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