ENERGIA

 
 

Energia: esportazioni di petrolio irachene pari a 3,216 milioni di barili al giorno ad agosto

Baghdad, 04 set 2017 09:41 - (Agenzia Nova) - Le esportazioni di greggio irachene sono state pari a quasi cento milioni di barili nel mese di agosto scorso, per un valore di oltre 4,6 milioni di dollari. E' quanto si legge in un comunicato del ministero del Petrolio iracheno che riporta i dati preliminari sulle esportazioni rilevati dalla Somo, la compagnia irachena per la commercializzazione del petrolio. I dati escludono le esportazioni dai siti curdi e di Kirkuk che passano per il porto turco di Ceyhan, attraverso l'oleodotto che collega Kirkuk alla città turca. Le esportazioni giornaliere nel mese di agosto sono state di 3,216 milioni di barili di petrolio, ad un prezzo medio di 46,223 dollari. Le esportazioni di petrolio dai giacimenti centrali e meridionali dell'Iraq erano ammontate a 100 milioni di barili nel mese di luglio scorso, con un ricavo di 4,4 miliardi di dollari. Il prezzo medio al barile era stato di 44 dollari. Il portavoce del dicastero, Hassem Jihad, ha detto inoltre che il greggio è stato venduto a 33 diverse compagnie internazionali dai porti di Bassora e Khor al Amayah, nel sud del paese.

L'Iraq è il secondo produttore dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) dopo l'Arabia Saudita e lo scorso 25 maggio ha aderito alla decisione del Cartello di estendere fino al marzo 2018 l’accordo sul taglio alla produzione firmato lo scorso novembre 2016 ed esteso nel dicembre dello stesso anche a 11 produttori non-Opec, tra cui la Russia. In base all’accordo, che prevede un taglio complessivo di circa 1,8 milioni di barili di petrolio al giorno per arginare il crollo dei prezzi del greggio, l’Iraq ha dovuto tagliare il suo output di 210 mila barili al giorno. Nonostante l’adesione all’accordo sul taglio alla produzione petrolifera, il governo di Baghdad sta cercando di accelerare lo sviluppo del settore energetico per aumentare la sua capacità di produzione, esportazione e raffinazione.

A inizio luglio parlando ad un evento di settore a Londra, il ministro del Petrolio iracheno, Jabar al Luaibi, ha dichiarato che l’Iraq ha il diritto di raggiungere una produzione di petrolio in linea con le sue riserve. "L'Iraq è un paese che forse in futuro avrà sicuramente riserve petrolifere che saranno uguali a quelle dell'Arabia Saudita", ha dichiarato Al Luaibi. “Perché all’Iraq deve essere impedito di aumentare la sua produzione? Per non disturbare l’Opec e il mercato, ma è comunque nostro diritto avere una produzione che corrisponda alle nostre riserve”, ha aggiunto il ministro del Petrolio iracheno. "Abbiamo gas, abbiamo petrolio, abbiamo il diritto di agire bene. È così semplice", ha dichiarato ancora Al Luaibi. Baghdad sta lavorando inoltre con alcuni partner regionali, in particolare l’Iran, per sviluppare sia i giacimenti congiunti che nuove infrastrutture per l’esportazione. Iran e Iraq hanno raggiunto un accordo per la costruzione di un oleodotto che esporterà il greggio dai giacimenti settentrionali di Kirkuk verso le raffinerie iraniane, secondo quanto annunciato dal ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zangeneh, al termine di un incontro a Teheran con l’omologo iracheno Al Luaibi. Zanganeh ha inoltre aggiunto che sono stati siglati accordi con l'Iraq per la scelta di una società internazionale che effettuerà lo studio di fattibilità del progetto. (Irb)
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