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Italia-Egitto: caso Regeni, ministro Alfano lancia appello all'unità per far luce sul caso

Roma, 04 set 2017 17:01 - (Agenzia Nova) - L’Italia deve rimanere unita per dare una "grande spinta" al lavoro della Procura della Repubblica e all’azione dell’ambasciatore italiano al Cairo, Giampolo Cantini, che assumerà ufficialmente l’incarico il prossimo 14 settembre, per far luce sul caso di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano trovato morto il 3 febbraio 2016 in una strada alla periferia del Cairo con evidenti segni di tortura sul corpo. Questo l’appello lanciato oggi dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, durante un’audizione sui rapporti tra l’Italia e l’Egitto alle commissioni Esteri di Camera e Senato. “L’appello è a che superata questa fase dell’assunzione dell’incarico dell’ambasciatore Cantini, il paese tutto e il parlamento che lo rappresenta possano recuperare quella dimensione unitaria perché la ricerca della verità attraverso la Procura della Repubblica e attraverso la nostra azione diplomatica possa avere la grande spinta di un grande paese, di una grande democrazia e di un grande popolo come quello italiano”, ha detto Alfano.

“Bisogna coniugare la ricerca della verità con un ruolo dell’Italia nel rapporto con l’Egitto”, ha aggiunto il titolare della diplomazia egiziana, dicendosi comunque soddisfatto del livello del dibattito alle commissioni riunite di Camera e Senato. “Abbiamo avuto contezza di una condivisione ben più ampia della maggioranza che sostiene il governo e questo è un elemento che mi conforta, perché se è stato impossibile raggiungere l’unanimità, il fatto di avere raccolto un consenso così ampio è molto importante”, ha detto ancora il titolare della diplomazia italiana. Rispondendo alla questione dell’articolo del “New York Times” pubblicato lo scorso agosto, Alfano ha ricordato che “Palazzo Chigi ha prontamente chiarito come nei contatti tra l’amministrazione Usa e il governo italiano avvenuta nei messi successivi all’omicidio Regeni non furono mai trasmesse prove esplosive”.

Riguardo alla decisione di inviare l’ambasciatore Cantini al Cairo adottata alla vigilia di ferragosto, Alfano ha spiegato che “la tempistica è semplicemente dovuta al fatto che il comunicato delle Procure, dove peraltro viene detto che gli ultimi sviluppi segnano ‘un ulteriore passo in avanti nella collaborazione’, è datato 14 agosto. Il nostro è stato un atto politicamente conseguente”. Un altro tema toccato da Alfano riguarda il ruolo dell’Università di Cambridge, presso la quale l’italiano stava svolgendo un dottorato di ricerca sul ruolo dei sindacati dei venditori ambulanti egiziani. A tal riguardo, Alfano ha informato che tra i compiti di Cantini ci sarà quello “di collaborare con l’ambasciatore del Regno Unito, proprio nella certezza che oltre ad essere un nostro connazionale, Giulio è stato un ricercatore universitario del Regno Unito e dunque in quella dimensione ha affrontato le sue ultime ore di vita in Egitto”.

“Noi su questa vicenda impegneremo tutta la forza politica e istituzionale del paese, lo faremo attraverso l’azione del governo nella dimensione bilaterale dell’Egitto e multilaterale in ogni circostanza che ci permetterà di esprimere la nostra rabbia, la nostra indignazione, il senso profondo della nostra coscienza ferita e il nostro bisogno e desiderio di verità”, ha detto ancora Alfano. Il ministro degli Esteri ha sottolineato che è impossibile per paesi di primo piano nel Mediterraneo come Italia ed Egitto non avere un’interlocuzione politico-diplomatica di alto livello. “Le relazioni tra Italia ed Egitto sono alimentate dalla vicinanza geografica e da una storia millenaria fatta di intensi rapporti tra i nostri popoli. Questioni come la lotta al terrorismo, la gestione ragionata e coordinata dei flussi migratori, la risposta alle crisi regionali, passando attraverso il contenzioso israelo-palestinese, la guerra in Siria, la crisi del Golfo, il tema della gestione delle acque del Nilo, toccano direttamente il nostro paese: su questi temi l’Egitto è un partner ineludibile dell’Italia, quanto l’Italia è un partner imprescindibile per l’Egitto, la cui sicurezza e stabilità economico-sociale sono per noi fondamentali”, ha detto Alfano. “Dobbiamo prendere atto che è oggettivamente impossibile per paesi dirimpettai nel Mediterraneo con così numerose e impegnative sfide in comune non avere un’interlocuzione politica diplomatica di alto livello”, ha aggiunto il ministro degli Esteri.

“Nonostante queste premesse, il giorno del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, quel tragico 3 febbraio 2016, i rapporti bilaterali hanno subito inevitabilmente un duro colpo. L’omicidio di Regeni è una grave ferita per le nostre coscienze e per l’intero paese”, ha sottolineato Alfano. “Durante questo anno e mezzo che è seguito all’assassinio, il governo ha mantenuto un costante raccordo con il parlamento: non ci siamo sottratti e in alcuni casi abbiamo promosso incontri sugli sviluppi del caso, sulle azioni diplomatiche per sostenere l’operato dei nostri investigatori e, più in generale, sugli ambiti e le prospettive del rapporto bilaterale italo-egiziano”, ha spiegato il capo della diplomazia italiana, sottolineando che “l’obiettivo di fondo di tutti noi" è chiarire "le circostanze che hanno condotto alla morte di Giulio Regeni: una verità vera e non di comodo che identifichi i responsabili”.

La posizione dell’Egitto di paese chiave nel Mediterraneo e di partner privilegiato “non potrà mai essere considerato un impedimento alla ricerca della verità” sul caso di Giulio Regeni, “ma è semmai un incentivo”, ha aggiunto Alfano. “Le indagini dovranno proseguire con vigore. Continueremo ad accertarci della piena collaborazione da parte delle autorità egiziane. Lo dobbiamo a Giulio, alla sua famiglia e a tutti gli italiani”, ha spiegato Alfano. Un nuovo incontro tra i team investigativi italiano ed egiziano sul caso di Giulio Regeni dovrebbe tenersi a breve nel mese di settembre, ha spiegato il titolare della Farnesina. “Entrambe le parti hanno assicurato che l’attività investigativa e la cooperazione continueranno fino a quando non sarà raggiunta la verità in ordine a tutte le circostanze che hanno portato al sequestro, alle torture e alla morte di Giulio Regeni”, ha detto Alfano, citando un comunicato congiunto dei due team investigativi pubblicato al termine dell’ultimo incontro avvenuto ad agosto. Il governo italiano, da parte sua, ha sostenuto “con passi politico-diplomatici” il lavoro investigativo coordinato dalla Procura di Roma in via bilaterale con le autorità egiziane, per lo più a margine di conferenze internazionali. “Al mio omologo (Sameh) Shoukry, incontrato a Washington lo scorso marzo, ho chiesto in maniera molto netta e chiara di fare in modo che gli atti su Giulio Regeni richiesti dalla Procura di Roma vengano al più presto trasmessi", ha detto Alfano.

La decisione del governo di inviare al Cairo l’ambasciatore Cantini, ha detto Alfano, rafforza l’impegno “politico e morale” del governo italiano per il “perseguimento della verità sulla tragica scomparsa di Giulio Regeni”. L’invio del diplomatico italiano al Cairo “prende anzitutto atto degli sviluppi registrati nella cooperazione tra organi inquirenti di Italia ed Egitto. Del resto il richiamo dell’ambasciatore l’anno scorso fu uno strumento di pressione per ottenere soprattutto più cooperazione giudiziaria. L’invio di Cantini costituisce un atto politicamente conseguente”, ha detto Alfano. “L’ambasciatore Cantini, grazie ai suoi rapporti al più alto livello con le competenti autorità egiziane, contribuirà a promuovere il rafforzamento della collaborazione giudiziaria e a intensificare ogni attività utile ai progressi nelle indagini affinché nessuno spazio sia lasciato in ombra”, ha detto il capo della diplomazia italiana. “Come è prassi all’inizio del mandato di un ambasciatore, Cantini ha ricevuto istruzioni precise circa gli obiettivi della sua missione: oltre alle tradizionali indicazioni sui compiti che lo attendono, dovrà seguire in via prioritaria l’evolversi delle indagini sul caso”, ha detto Alfano. “Ciò permetterà di affinare il rapporto tra procure in una fase potenzialmente significativa per le indagini”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. A Cantini, dunque, spetterà il ruolo di “integrazione” tra le attività politica e diplomatica da una parte e delle indagini dall’altra; indagini che “restano di stretta competenza delle rispettive autorità giudiziarie”, ha precisato Alfano.

La futura Università italo-egiziana e l’auditorium dell’istituto italiano di cultura al Cairo saranno intitolati alla memoria di Giulio Regeni, ha spiegato il ministro. “Contro l’oblio – ha detto Alfano - vorremmo che fosse intitolata a Giulio l’Università italo-egiziana, la cui istituzione è un progetto che auspico avrà nuova linfa con il rientro dell’ambasciatore” Giampaolo Cantini al Cairo. “A Giulio sarà intitolato l’auditorium dell’Istituto italiano di cultura al Cairo e verranno organizzate cerimonie commemorative nella ricorrenza della sua scomparsa in tutte le sedi istituzionali in Egitto. Ci stiamo attivando con il Coni affinché ai Giochi del Mediterraneo di Spagna 2018 la memoria di Giulio sia ricordata. Verrà mantenuto sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina l’avviso Regeni e ogni utile informazione sulla situazione in Egitto sotto il profilo del rispetto dei diritti della persona”, ha concluso Alfano, sottolineando che l’Italia “non rinuncerà” alla richiesta di rispetto dei diritti umani. (Asc)
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