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Egitto-Italia: deputato El Kholi a "Nova" su caso Regeni, autori omicidio saranno giudicati a prescindere dal loro ruolo

Il Cairo , 04 set 2017 17:16 - (Agenzia Nova) - I responsabili dell’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni saranno ritenuti responsabili a prescindere dal loro posizione. Lo ha dichiarato ad “Agenzia Nova” il deputo egiziano Tarek el Kholi, che ha elogiato il discorso del ministro degli Esteri Angelino Alfano in occasione dell’odierna informativa a Camera e Senato. El Kholi è il sottosegretario della commissione Esteri presso il parlamento egiziano. “Nel corso dell’ultima sessione plenaria della Camera dei rappresentanti, ho invitato il parlamento italiano a rafforzare i canali di dialogo con la controparte egiziana per superare ogni crisi che possa minare i legami tra Egitto ed Italia”, ha affermato El Kholi. Il sottosegretario presso la commissione Esteri del parlamento egiziano ha evidenziato che “i legami italo-egiziani sono stati oggetto di un sabotaggio sistematico e non soltanto di un incidente”. Riferendosi a quello che definisce un “sabotaggio delle relazioni bilaterali”, El Kholi ha affermato che “è avvenuto prima del caso dell’omicidio del dottorando italiano Giulio Regeni con l’attentato al consolato italiano” al Cairo (nel luglio 2015). Il deputato ha spiegato la sua affermazione, dicendo che il sabotaggio “è stato sistematico perché l’Italia è stato il primo paese europeo a sostenere l’Egitto dopo la rivolta del 30 giugno” 2013. “Siamo stati i primi a cercare la verità che sta dietro al caso dell’omicidio di Regeni – ha precisato El Kholi -. In Egitto oggi vi sono dei funzionari anziani in stato di detenzione per casi di corruzione, quindi non vi sono più linee rosse per indagare su un funzionario senior malgrado la sua posizione, e questo caso si può applicare al caso Regeni”. Parlando del clima che oggi si respira in Egitto, El Kholi ha detto che “è cambiato” e che “l’opinione pubblica italiana deve saperlo”. Il sottosegretario della commissione Esteri del parlamento egiziano ha precisato che “sin dall’inizio vi sono state organizzazioni che hanno lucrato su questo caso e hanno cercato di sfruttarlo per ragioni politiche”. Infine, riguardo all’insediamento dei rispettivi ambasciatori, Giampaolo Cantini e Hisham Badr, rispettivamente al Cairo e a Roma, El Kholi ha dichiarato che “avverrà appena possibile, vediamo che le misure di sicurezza nei pressi dell’ambasciata italiana al Cairo si sono intensificate”. Per quanto riguarda l'Italia, l'ambasciatore Cantini dovrebbe assumere ufficialmente l’incarico in Egitto il prossimo 14 settembre.
(Cae)
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