COREA DEL NORD

 
 

Corea del Nord: Trump apre a coinvolgimento di Mosca nel processo di denuclearizzazione

Washington, 18 lug 2018 04:37 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ieri di non voler imporre scadenze temporali al processo di denuclearizzazione completa della Corea del Nord concordato il mese scorso con il leader di quel paese, Kim Jong-un. “Le discussioni sono in corso e procedono molto, molto bene”, ha detto Trump nel corso di una conferenza stampa. “Non abbiamo limiti di tempo o di velocità”, ha aggiunto il presidente Usa. L’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato di aver discusso la denuclearizzazione della Penisola coreana con il suo omologo russo Vladimir Putin, durante il vertice a Helsinki di lunedì “Il presidente Putin sarà coinvolto, nel senso che condivide i nostri obiettivi”, ha detto Trump. Dopo il summit Usa-Corea del Nord del 12 giugno scorso il presidente Trump ha dichiarato che il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà presto; un mese più tardi, però, da Pyongyang non sono ancora giunte iniziative concrete.

Trump ha ribadito domenica il proprio giudizio positivo in merito allo storico incontro del mese scorso con il leader nordcoreano, Kim Jong-un, nonostante i dubbi sollevati dalla stampa e da diversi esperti nelle ultime settimane riguardo la reale volontà di Pyongyang di intraprendere la denuclearizzazione. Intervistato dall’emittente Cbs in vista del suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin, Trump ha definito “una buona cosa” il summit del 12 giugno a Singapore, e “fantastico” il fatto che a seguito degli sforzi profusi dalla sua amministrazione il Nord abbia interrotto i test balistici e nucleari. “Credo che incontrarci sia stata la cosa giusta. Io credo nell’importanza di incontrarsi”, ha detto il presidente Usa. “Credo che aver incontrato il presidente Kim sia stata una buona cosa. Certo non ne verrà nulla di male, ed è possibile che ne venga del bene”.

Trump ha anche replicato a quanti sostengono che l’incontro del mese scorso abbia privato Washington di leve diplomatiche nei confronti di Pyongyang. “Non c’è stato un singolo missile o un razzo lanciato dalla Corea del Nord in 9 mesi, non c’è stato alcun test nucleare e abbiamo riavuto i nostri ostaggi”, ha scritto Trump su Twitter, replicando alle recriminazioni di parte dei media statunitensi. “Nessuno può dire cosa ne verrà alla fine, ma per quale ragione la Falsa informazione non cita questi fantastici risultati? Perché è Falsa informazione!” ha scritto il presidente Usa.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pubblicato la scorsa settimana una lettera personalmente inviatagli dal leader nordcoreano Kim Jong-un, in cui questi esprime la determinazione a conseguire “un nuovo futuro” nelle relazioni bilaterali ed esprime fiducia circa il buon esito degli sforzi negoziali profusi dai due paesi. “Una lettera molto bella da parte del presidente della Corea del Nord. Stiamo facendo grandi progressi”, ha scritto ieri su twitter il presidente Usa, allegando la foto della traduzione in lingua inglese della missiva, datata 6 luglio. La lettera, indirizzata al presidente Usa, è stata consegnata al segretario di Stato Usa Mike Pompeo durante la sua visita a Pyongyang, alla fine della scorsa settimana.

“Apprezzo profondamente gli sforzi profusi da Vostra eccellenza per il miglioramento delle relazioni tra i nostri paesi e la sincera attuazione del comunicato congiunto” del 12 giugno, recita la lettera di Kim. “Sono fermamente convinto che la volontà, gli sforzi sinceri e l’approccio inedito del sottoscritto e di Vostra eccellenza, signor presidente, tesi ad aprire un nuovo futuro tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, siano destinati a produrre frutti”, prosegue la missiva. Il messaggio si conclude con l’auspicio che “la fiducia e la sicurezza” del presidente Trump “possano rafforzarsi ulteriormente durante il processo teso all’adozione di azioni pratiche”, e con un saluto di Kim “al prossimo incontro”. La lettera cita la dichiarazione congiunta firmata il 12 giugno a Singapore dai due leader, in cui Pyongyang si impegna alla “completa denuclearizzazione”. Il messaggio di Kim, però – sottolinea la stampa Usa – non fa esplicito riferimento a tale impegno.

Il secondo incontro tra i leader di Stati Uniti e Corea del Nord, Donald Trump e Kim Jong-un, potrebbe tenersi in Svizzera, a Berna, Ginevra o Davos. E’ quanto sostengono indiscrezioni rilanciate dall’agenzia di stampa giapponese “Kyodo”. Stando alle fonti citate dall’agenzia, l’incontro servirebbe ad approfondire in maniera dettagliata i termini della denuclearizzazione della Penisola coreana. Il medesimo argomento, assieme a quello della normalizzazione delle relazioni diplomatiche bilaterali, è stato in cima all’agenda dei colloqui tenuti in 6 e 7 luglio scorso a Pyongyang tra il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, e il leader nordcoreano Kim Jong-un. Stando alle fonti citate da Kyodo, entro sei mesi Pyongyang intraprenderà negoziati attivi con Washington Pechino e Seul, e funzionari nordcoreani sono stati inviati in diverse città svizzere con l’obiettivo di individuare potenziali sedi per i colloqui.

Le reazioni delle parti ai colloqui sostenuti a Pyongyang dal segretario di Stato Pompeo con Kim Yong Chol, alto funzionario vicino al leader nord coreano Kim Jong-un, sono state molto diverse. Se Washington ha parlato di "progressi" in "quasi tutte le questioni centrali", e di colloqui "condotti in buona fede", Pyongyang li ha definiti "deplorevoli": gli Stati Uniti hanno tradito lo spirito del summit del mese scorso tra il presidente Donald Trump e il leader nordcoreano Kim avanzando richieste "unilaterali e da gangster" su una denuclearizzazione completa, verificabile e irreversibile della Corea del Nord, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri citato dall'agenzia stampa centrale del Nord (Kcna). Pyongyang ha definito l'esito dei colloqui "molto preoccupante", perché ha portato a una "fase pericolosa che potrebbe far vacillare la nostra volontà di denuclearizzazione che era ferma", e sottolineato che si era "aspettata che la parte statunitense avrebbe offerto misure costruttive" per contribuire al consolidamento della "fiducia basata sullo spirito del vertice dei leader". L'atteggiamento mostrato dagli Stati Uniti nel primo incontro, invece, "è stato senza dubbio deplorevole", ha concluso.

La dichiarazione nord coreana è arrivata poche ore dopo il rientro di Pompeo, che non ha incontrato direttamente il leader nordcoreano Kim Jong-un ma si è impegnato a programmare nuovi colloqui sulla denuclearizzazione e per il rimpatrio delle spoglie dei soldati statunitensi uccisi durante la Guerra di Corea (1950-53). Prima di lasciare Pyongyang, il 7 luglio, Pompeo ha detto ai giornalisti che l'incontro con l'alto funzionario nordcoreano Kim Yong Chol era stato "produttivo", pur ammettendo che "c'è ancora molto da fare". La Corea del Nord ha ribadito il suo impegno per la denuclearizzazione, ha detto Pompeo. I negoziatori degli Stati Uniti e della Corea del Nord hanno discusso l'idea di fare una dichiarazione completa delle armi di distruzione di massa di Pyongyang e di stabilire un'agenda per mettervi fine. Secondo la stampa statunitense, la delegazione nordcoreana guidata da Kim Yong Chol ha concluso la visita di Pompeo su una nota positiva, dicendo al segretario di Stato: "Arriveremo a un risultato, a dei risultati". Per il momento, l'unico appuntamento in agenda è quello del 12 luglio, nel quale Washington e Pyongyang si sono impegnati a sottoscrivere un accordo per il rientro delle salme dei soldati statunitensi.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, crede ci sia la Cina dietro l’improvviso indurimento della retorica della Corea del Nord sul fronte della denuclearizzazione, drammaticamente emerso alla fine della scorsa settimana dopo la terza visita del segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, a Pyongyang. In un tweet pubblicato nella giornata di lunedì, Trump ha scritto che la Cina potrebbe aver esercitato “pressioni negative nei confronti di un accordo (sulla denuclearizzazione) a causa della nostra posizione sul fronte del commercio”. La visita di Pompeo, in effetti, è coincisa con l’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina, venerdì scorso, con il varo di nuovi dazi alle merci di importazione da parte dei due paesi. Trump, comunque, ha ribadito di essere fiducioso che il summit con Kim Jong-un del 12 giugno scorso a Singapore porterà alla denuclearizzazione del Nord. “Sono fiducioso che Kim Jong-un onorerà il contratto che abbiamo firmato e, cosa ancor più importante, la nostra stretta di mano”, ha scritto Trump in un secondo tweet. “Abbiamo concordato la denuclearizzazione della Corea del Nord”, ha ribadito Trump.

Il segretario di Stato Usa ha istituito all’interno del dipartimento di Stato un gruppo di lavoro sulla denuclearizzazione della Corea del Nord. Il gruppo di lavoro, però, studierà la questione indipendentemente da Pyongyang. Lo ha annunciato la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert, dopo la terza visita di Pompeo in Corea del Nord, alla fine della scorsa settimana. Pochi giorni fa Nauert aveva dichiarato che Usa e Corea del Nord avevano istituito gruppi di lavoro per stabilire i dettagli del processo di denuclearizzazione. L’ultimo annuncio potrebbe significare che Pyongyang non abbia accettato di istituire un gruppo di lavoro congiunto, a causa delle divergenze emerse tra i due paesi la scorsa settimana. Il gruppo, ha spiegato Nauert, è dedicato a dirigere “la pianificazione, le politiche e l’attuazione della denuclearizzazione della Corea del Nord da parte del dipartimento di Stato, sulla base del comunicato congiunto del summit di Singapore” del 12 giugno scorso.

Pompeo ha dichiarato nei giorni scorsi che la Corea del Nord comprende il significato e la portata della denuclearizzazione “completa” concordata con gli Stati Uniti. Pompeo ha ribadito la fiducia dell’amministrazione Trump nella volontà del regime nordcoreano di abbandonare davvero il proprio programma nucleare in misura “completa, verificabile e irreversibile”. “La Corea del Nord comprende la portata della richiesta che le stiamo facendo in merito alla denuclearizzazione e gli elementi richiesti”, ha detto il segretario di Stato nel corso di una audizione di fronte al Senato federale Usa. Pompeo ha rifiutato di fornire dettagli in merito ai colloqui attualmente in corso tra Washington e Pyongyang, ma ha assicurato che il governo Usa “è stato del tutto chiaro nelle sue conversazioni in merito al significato della denuclearizzazione completa”. (Res)
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