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Cina: il presidente cinese Xi promette un abbassamento delle barriere commerciali

Pechino, 10 apr 2018 06:10 - (Agenzia Nova) - Il presidente cinese, Xi Jinping, è intervenuto questa mattina al Boao Forum for Asia, nella provincia cinese di Heinan, ed ha tenuto un attesissimo discorso durante il quale ha annunciato nuovi sforzi di apertura dell’economia cinese e un abbassamento delle tariffe d’importazione su prodotti come le automobili. L’intervento di Xi, che ha innescato immediati rialzi sulle piazze asiatiche, preoccupate dalle crescenti tensioni commerciali tra Washington e Pechino, potrebbe appunto contribuire ad agevolare un confronto dialettico tra le due maggiori economie globali, allontanando il rischio di una guerra commerciale. Il presidente cinese ha affermato che Pechino aumenterà i limiti massimi di partecipazione straniera al capitale delle aziende automobilistiche cinesi, e intraprenderà misure di apertura del mercato finanziario annunciate in occasione del Congresso nazionale del Partito comunista, lo scorso ottobre.

“Quest’anno ridurremo considerevolmente le tariffe alle importazioni delle componenti per automobili e di altri prodotti”, ha detto il presidente cinese. Le sue parole hanno spinto al rialzo i future azionari statunitensi, il dollaro e le borse asiatiche. Xi non ha menzionato direttamente né la sua controparte statunitense, Donald Trump, né la dura disputa commerciale con gli Stati Uniti delle ultime settimane. Il presidente cinese ha fatto però riferimento a una serie di fattori di criticità nelle relazioni tra i due paesi, ribadendo l’impegno di Pechino ad aprire le industrie finanziaria, assicurativa e del banking cinese alla proprietà straniera e a garantire la protezione della proprietà intellettuale delle aziende straniere operanti in Cina. Pechino, ha detto Xi, adotterà misure tese ad ampliare considerevolmente l’accesso degli investitori stranieri al proprio mercato.

Il presidente cinese Xi Jinping ha presenziato questa mattina all’apertura dell’edizione 2018 del Forum di Boao, un summit annuale che si è guadagnato negli ultimi anni l’appellativo di “Davos dell’Asia”. Per l’occasione, Xi ha rivolto alla platea un discorso incentrato sulla progressiva apertura del mercato cinese alle aziende e agli investitori stranieri, come annunciato nei giorni scorsi dal consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. Nel corso del suo intervento, Xi ha illustrato le direttrici e i progressi del processo di riforma intrapreso da Pechino e nuove iniziative di apertura economica, con l’obiettivo di “rassicurare il mondo” in un contesto di crescenti tensioni protezionistiche. Il forum, che proseguirà sino all’11 aprile prossimo, quest’anno è dedicato all’apertura e all’innovazione delle economie asiatiche. Quella di Xi sarà la terza partecipazione al forum nella veste di presidente della Cina.

Le ostilità commerciali tra Stati Uniti e Cina si stanno intensificando, dopo la minaccia di Washington di imporre ulteriori tariffe a 100 miliardi di dollari di merci cinesi e la risposta di Pechino, che si è detta pronta a “contrattaccare con forza”. La richiesta di Trump di valutare ulteriori tariffe, dopo l’annuncio da parte di Pechino di ritorsioni alla precedente serie di Dazi annunciati dagli Usa, e non ancora approvati. Non è chiaro se Trump, che è solito auto-definirsi un maestro dei negoziati, stia bluffando, o se intenda davvero dar seguito alle sue minacce, col rischio di giungere a una guerra commerciale aperta tra le due maggiori economie del globo.

Myron Brilliant, vicepresidente esecutivo e responsabile degli affari internazionali della Camera di Commercio Usa, ha espresso nei giorni scorsi l’auspicio che il presidente cinese potesse annunciare misure “abbastanza specifiche e concrete da darci fiducia in merito all’attuazione delle riforme per l’accesso al mercato (cinese) che sono sul tavolo ormai da tempo”. Intervistato da Cnbc, Brilliant ha commentato le indiscrezioni giunte dalla Cina sottolineando che sarà essenziale valutare la specificità di quanto annunciato da Xi. “Misure di edificazione della fiducia tra Cina e Stati Uniti sono necessarie per ridurre la tensione”, ha detto il funzionario, sottolineando che impegni concreti da parte del presidente cinese sarebbero di grande aiuto per agevolare il dialogo tra i due paesi sul fronte commerciale.

Secondo Stephen Moore, ex consigliere della campagna elettorale di Trump e membro della Heritage Foundation, Pechino non riuscirà a far desistere il presidente Usa: i cinesi, che vantano nei confronti degli Stati Uniti un surplus commerciale di quasi 400 miliardi di dollari, “dovranno fare concessioni, punto”. Dalla Casa Bianca, però, giungono anche segnali di distensione. Il segretario del Tesoro, Steven Mnuchinm, intervistato dalla Cnbc si è detto “cautamente ottimista” in merito alla possibilità di un accordo tra i due paesi prima che le nuove tariffe entrino in vigore. Il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow ha dichiarato che Washington e Pechino “non sono impegnati in una guerra commerciale”, ma ha anche aggiunto che “il problema è la Cina. Prendetevela con la Cina, non con Trump”. Stando a indiscrezioni della stampa Usa, il presidente Usa è stato spronato a minacciare ulteriori dazi da Peter Navarro, principale consigliere per il commercio della Casa Bianca. (Cip)
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