ETIOPIA

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Etiopia: Grandi (Unhcr), preoccupazione per situazione umanitaria nel Tigrè (2)

Ginevra, 14 gen 16:46 - (Agenzia Nova) - Grandi ha poi espresso “estrema preoccupazione” per i molteplici resoconti di violenze in corso e per le accuse di “gravi e dolorose violazioni dei diritti umani”, tra cui uccisioni, rapimenti mirati e rimpatrio forzato dei rifugiati in Eritrea. “I rapporti di ulteriori incursioni militari negli ultimi 10 giorni sono coerenti con le immagini satellitari ‘open source’ che mostrano incendi e altri segni di distruzione nei due campi. Queste sono indicazioni concrete di gravi violazioni del diritto internazionale”, denuncia l’Alto commissario. “L'Etiopia ha da tempo dato rifugio a persone in fuga da conflitti e persecuzioni. Il governo federale ha assicurato che si stanno adottando misure per ridurre al minimo l'impatto del conflitto sui civili. Ho impresso alla leadership etiope l'urgenza di garantire la protezione dei rifugiati, prevenire il ritorno forzato e mantenere i campi profughi al sicuro da attacchi e altre minacce da parte di attori armati”, ha aggiunto Grandi. “Altrettanto angosciante per i team dell'Unhcr sul campo è stata la nostra incapacità di assistere migliaia di rifugiati eritrei che continuano a fuggire dai campi in cerca di sicurezza e sostegno. I rifugiati che arrivano a piedi nella città di Shire nel Tigrè sono emaciati e chiedono aiuti che non sono disponibili. I profughi giunti ad Addis Abeba vengono rimpatriati nel Tigrè, alcuni contro la loro volontà. Sebbene l'accesso ai campi di Mai Aini e Adi Harush sia un buon inizio, devo ribadire l'appello a livello Onu per un accesso completo e senza impedimenti, esplorando tutte le opzioni per fornire in sicurezza l'assistenza disperatamente necessaria”, prosegue la dichiarazione, in cui si ribadisce che l’Unhcr resta impegnata a collaborare con il governo etiope “per adempiere al nostro mandato di proteggere e assistere coloro che sono costretti a fuggire in linea con i principi umanitari di imparzialità e neutralità. Restiamo disponibili a cercare soluzioni - insieme - agli attuali problemi umanitari in uno spirito di collaborazione e partenariato costruttivo. Ora sono necessari un accesso sicuro e un'azione rapida per salvare migliaia di vite a rischio”. (Res)
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