ETIOPIA

 
 

Etiopia: immagini satellitari mostrano attacco a campo rifugiati di Shimelba

Londra, 18 gen 19:09 - (Agenzia Nova) - Almeno 400 strutture del campo profughi di Shimelba, nella regione etiope del Tigré, sono state gravemente danneggiate da un attacco condotto da combattenti in seguito al conflitto che ha coinvolto la regione settentrionale. Lo afferma il gruppo di ricerca della organizzazione no profit britannica DX Open Network, che giudica intenzionale l'attacco risalente allo scorso 5 gennaio. In un rapporto stilato sulla base dell'analisi di immagini satellitari del campo, Dx Open considera "probabile che gli incendi del 16 gennaio siano l'ennesimo episodio di una serie di incursioni militari nel campo", come riportato anche dall'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Le immagini satellitari mostrano "rovine fumanti, strutture annerite e tetti crollati" che corrispondono secondo i relatori al profilo delle abitazioni di mattoni di fango costruite dagli stessi rifugiati. Secondo gli analisti, "probabilmente gli aggressori si sono divisi in più gruppi andando di porta in porta per appiccare fuochi all'interno degli edifici". Con quelli di Hitsats, Mai Aini e Adi Harush il campo di Shimelba è uno dei quattro nei quali sono da tempo ospitati 96mila rifugiati dalla vicina Eritrea, strutture che sono rimaste coinvolte nei combattimenti scoppiati all'inizio di novembre tra le truppe etiopi e le forze tigrine nella regione settentrionale. La dinamica degli attacchi analizzati nel rapporto appare inoltre simile a quella registrata nel campo di Hitsats, l'altro campo situato nel nord dell'Etiopia e come quello di Shimelba tuttora inaccessibile agli operatori umanitari.

Secondo quanto confermato al quotidiano "Daily Mail" dal portavoce di Unhcr, Chris Melzer, fino a novembre nel campo di Shimelba sono stati registrati 8.700 rifugiati, mentre nel campo di Hitsats - aperto nel 2013 per rinforzare l'accoglienza fornita ad allora solo dagli altri tre - il numero di presenti sale a 25.248. Melzer è tornato a chiedere l'accesso ai due campi settentrionali, ricordando che i rifugiati che ci vivono sono senza rifornimenti ormai da due mesi e mezzo. "Abbiamo anche visto immagini satellitari e sentito rapporti spaventosi. Ma poiché non abbiamo accesso non possiamo confermarli", ha aggiunto. L'Alto commissario Unhcr, Filippo Grandi, si è detto "molto preoccupato per la sicurezza e il benessere dei rifugiati eritrei" nei campi di Shimelba e Hitsats, sottolineando che le persone sono senza aiuti da molte settimane.

Giovedì scorso Grandi ha poi espresso “estrema preoccupazione” per i molteplici resoconti di violenze in corso e per le accuse di “gravi e dolorose violazioni dei diritti umani”, tra cui uccisioni, rapimenti mirati e rimpatrio forzato dei rifugiati in Eritrea. “I rapporti di ulteriori incursioni militari negli ultimi 10 giorni sono coerenti con le immagini satellitari ‘open source’ che mostrano incendi e altri segni di distruzione nei due campi. Queste sono indicazioni concrete di gravi violazioni del diritto internazionale”, denuncia l’Alto commissario. “L'Etiopia ha da tempo dato rifugio a persone in fuga da conflitti e persecuzioni. Il governo federale ha assicurato che si stanno adottando misure per ridurre al minimo l'impatto del conflitto sui civili. Ho impresso alla leadership etiope l'urgenza di garantire la protezione dei rifugiati, prevenire il ritorno forzato e mantenere i campi profughi al sicuro da attacchi e altre minacce da parte di attori armati”, ha aggiunto Grandi. (Res)
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