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Usa: gli elettori repubblicani stanno con Trump e contro McConnell. Il sondaggio

Usa: gli elettori repubblicani stanno con Trump e contro McConnell. Il sondaggio
New York, 14 gen 13:23 - (Agenzia Nova) - Gli elettori repubblicani restano dalla parte del presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, messo in stato d’accusa per la seconda volta durante il suo mandato dopo l’assalto dei suoi sostenitori al Campidoglio di Washington. Lo rivela un nuovo sondaggio condotto dall’istituto Ipsos e dal sito d’informazione politica “Axios”. La rilevazione, condotta tra l’11 e il 13 gennaio su un campione di oltre mille intervistati, mostra una forte spaccatura tra gli elettori che si definiscono trumpiani (il 36 per cento) e i tradizionali elettori del Partito repubblicano (il 56 per cento). Fra i primi, solo l’un per cento ritiene che l’attuale inquilino della Casa Bianca debba essere rimosso per il proprio ruolo nei disordini dello scorso 6 gennaio; fra i secondi, la percentuale sale al 24 per cento. La grande maggioranza dei repubblicani continua però a ritenere che Trump abbia il diritto di contestare la sua sconfitta elettorale del 3 novembre scorso, non lo ritiene colpevole per l’assalto al Congresso e lo vorrebbe candidato alla presidenza nel 2024. Uno scenario, quest’ultimo, che potrebbe essere reso impossibile dal processo in programma al Senato quando, con ogni probabilità, Trump non sarà più presidente degli Stati Uniti ma potrebbe essere interdetto dai pubblici uffici in futuro.

Il sondaggio mostra come la posizione dei Repubblicani in vista del voto al Senato sia particolarmente complicata e perché finora la maggior parte di essi abbia appoggiato le rivendicazioni di Trump rispetto ai presunti brogli elettorali del 3 novembre. Secondo “Axios”, il processo di impeachment porta con sé sia “forti rischi” che l’opportunità per gli istituzionalisti come il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell di “riprendersi il Partito repubblicano”. Gli elettori sedicenti “tradizionali” si dividono a metà nel giudizio sul ruolo di Trump all’interno del partito, mentre per i “trumpiani” la valutazione positiva è pressoché unanime. Il sondaggio – scrive “Axios” - dimostra che questi ultimi costituiscono ancora un gruppo importante all’interno della base repubblicana, in grado di dominare eventuali primarie o di abbandonare il partito in caso di uscita di Trump. “Il monopolio che il presidente ha avuto sulla base repubblicana negli ultimi quattro anni è solo leggermente più logorato che in passato”, osserva il sondaggista Chris Jackson, vice presidente di Ipsos Public Affairs. “La vera domanda è: una piccola ma impegnata base pro-Trump vale più o meno di una base più ampia ma meno accesa di elettori tradizionali?”, si chiede l’esperto.

Il sondaggio indica anche come i leader repubblicani più moderati siano sempre meno apprezzati dalla base. È il caso, per esempio, del senatore dello Utah Mitt Romney, candidato sconfitto da Barack Obama alle presidenziali del 2012 e voce molto critica nei confronti di Trump all’interno del Partito repubblicano. Gli elettori repubblicani che ne apprezzano l’operato (il 34 per cento) sono la metà degli elettori democratici che valutano positivamente Romney (il 62 per cento). Non va molto meglio a Mitch McConnell, leader dei Repubblicani al Senato duramente criticato negli ultimi giorni da Trump per avere riconosciuto l’elezione di Biden alla Casa Bianca dopo il voto del Collegio elettorale. Secondo indiscrezioni di stampa, inoltre, McConnell avrebbe confidato ai suoi collaboratori di ritenere giusto l’impeachment nei confronti del presidente. A suo favore si esprime solo il 42 per cento degli elettori repubblicani interpellati da Ipsos. (Nys)
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