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Spagna: ministro della Salute Illa, garantisco mio impegno fino a inizio campagna elettorale in Catalogna

Madrid, 17 gen 11:42 - (Agenzia Nova) - Fino a quando non inizierà la campagna elettorale in Catalogna dedicherò "il 101 per cento del mio impegno" ai compiti di ministro della Salute. Lo ha dichiarato in un'intervista al quotidiano "El Pais" Salvador Illa, attuale ministro della Salute e candidato alla presidenza per il Partito socialista (Psc) alle prossime elezioni che si terranno il prossimo 30 maggio. Illa ha evidenziato la necessità di una "riunione" della Catalogna "con se stessa, il resto della Spagna con l'Europa. "C'è un problema di divisione nella società catalana e dobbiamo andare verso un'agenda di ricongiungimento e concentrarci sui problemi che la gente della Catalogna ha", ha spiegato Illa, evidenziando che si sono due questioni "molto chiare": la tutela della salute e la ripresa economica. Gli ultimi 10 anni di governo con la Generalitat "dominata" dei partiti indipendentisti "ci ha lasciato più divisi socialmente, più impoveriti economicamente, più screditati a livello internazionale", ha spiegato Illa.

Il ministro della Salute ha poi negato di essere disposto a formare un eventuale governo locale con i partiti indipendentisti che hanno un "progetto di divisione" negando alleanze con Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc) con il quale il governo di Madrid ha trovato un'intesa per l'approvazione della legge di bilancio. Come alternativa il candidato socialista propone un miglioramento dell'autogoverno. "Credo che l'intero sistema di finanziamento debba essere rivisto. Questo è un punto all'ordine del giorno del governo spagnolo", ha sottolineato. Illa si è poi detto fiducioso che il Psc possa recuperare il voto catalano che aveva un tempo in quanto è "è sempre stato, un partito inequivocabilmente catalanista". In merito alla possibilità di indulto per i prigionieri del referendum illegale del primo ottobre 2017, Illa ha dichiarato che è obbligatorio trattare la questione quando c'è una richiesta formale ed il governo "dovrà prendere la relativa decisione" aggiungendo che le persone interessate non devono avere "nessun privilegio" ma nemmeno nessuno "svantaggio per essere chi sono". Per quanto riguarda la possibilità di disporre un nuovo confinamento generale come durante la prima ondata della pandemia del coronavirus, il ministro Illa ha ammesso che "costa molto" ridurre l'occupazione delle unità di terapia intensiva, "ma i dati che abbiamo ora ci permettono di dire che per il momento non c'è bisogno del confinamento in casa". (Spm)
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