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Perù: presidente Sagasti, non abbiamo mandato per riforma costituzionale

Lima, 30 nov 2020 19:06 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Perù, Francisco Sagasti, ha dichiarato che il suo governo non porterà avanti una riforma della Costituzione, in quanto non ha né la legittimità né il tempo per farlo. “In questo governo di transizione non abbiamo il mandato per avviare un processo di riforma costituzionale. Non abbiamo legittimità, né tempo per farlo”, ha detto il capo dello stato in un’intervista concessa ai media locali. “Quello che possiamo fare in questo momento è raccogliere informazioni, gettare le basi”, ha detto il capo dello stato. In una precedente intervista concessa al quotidiano "El Comercio" la nuova prima ministra, Violeta Bermudez, ha affermato che la prima misura del nuovo governo peruviano in carica sarà garantire elezioni libere e trasparenti. “Abbiamo programmato una prima riunione di lavoro con tutti i titolari degli organismi elettorali a questo proposito”, ha detto la premier riferendosi alle elezioni generali in programma l’11 aprile 2021. “L’impegno di questo governo è procedere a un trasferimento dei poteri ordinato il 28 luglio del prossimo anno”, ha aggiunto.

Il nuovo governo del Perù, guidato dalla premier Violeta Bermudez, si è insediato mercoledì 18 novembre dopo la contestata destituzione del presidente Martin Vizcarra, che ha fatto precipitare il paese in un vortice di proteste. Nel nuovo governo del presidente Francisco Sagasti tornano due ministri dell’esecutivo dell’ex presidente Martin Vizcarra: Pilar Mazzetti al ministero della Salute e Alejandro Neyra al dicastero della Cultura. Al ministero degli Esteri arriva Esther Astete Rodriguez, già ambasciatrice del Perù in Messico ed Ecuador; all'Economia si insedia Waldo Mendoza Bellido, già viceministro delle Finanze durante la presidenza di Alejandro Toledo, mentre la Difesa va a Nuria Esparch Fernandez, già viceministra per le risorse della Difesa sotto la presidenza di Alan Garcia.

L'insediamento del nuovo governo segue di pochi giorni le dimissioni di Manuel Merino e del suo governo, che si era insediato dopo la destituzione di Martin Vizcarra. La mozione di sfiducia nei suoi confronti - approvata con 105 voti a favore, 19 contrari e 4 astenuti - seguiva l’avvio di un’indagine per un presunto caso di corruzione riferito a quando Vizcarra era governatore della regione di Moquegua (2011-2014). Per almeno tre giorni nella capitale Lima e in diversi punti del paese si erano tenute manifestazioni per chiedere le dimissioni di Merino e denunciare un “colpo di Stato parlamentare” contro Vizcarra. Le tensioni hanno portato alla morte di due giovani manifestanti, dossier sul quale la procura ha aperto una indagine preliminare, e almeno un centinaio di feriti.

Sotto la pressione delle polemiche Merino, che si era insediato come nuovo capo dello stato, ha rassegnato domenica le sue dimissioni. Al suo posto è subentrato lo speaker del Parlamento Francisco Sagasti, che ha giurato come nuovo presidente del Perù. Diventando presidente, Sagsti ha passato la guida del Congresso a Mirtha Vazquez, della coalizione di centro sinistra, Frente amplio. La nomina di Sagasti è stata salutata con favore dallo stesso Vizcarra. "Mi congratulo con Francisco Sagasti per la sua elezione come presidente del Congresso. celebro il fatto che abbia prevalso la responsabilità dinanzi agli interessi dei singoli. Solo una persona con principi democratici potrà dare il contributo alla difficile situazione che vive il paese", ha scritto l'ex presidente in un messaggio sul proprio profilo Twitter. (Brb)
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