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Perù: avviata indagine su dieci agenti polizia per violazioni durante proteste

Lima, 15 gen 12:34 - (Agenzia Nova) - Le autorità peruviane hanno avviato un processo amministrativo per sanzionare dieci agenti della polizia nazionale per le violazioni commesse durante le proteste seguite alle dimissioni del presidente Martin Vizcarra. Lo ha detto all’emittente “Canal N” Luis Naldos Blanco, capo dell’Ufficio integrità del ministero dell’Interno. "La decisione è stata notificata alle parti interessate ed è un'indagine amministrativa disciplinare che include dieci agenti della Polizia nazionale", ha dichiarato. L’obiettivo dell’indagine, ha chiarito, è determinare l'esistenza di presunte infrazioni al codice disciplinare.

Lo scorso 12 gennaio l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha diffuso un rapporto in cui denuncia che la polizia peruviana ha fatto un uso "eccessivo e non necessario" della forza nelle proteste che sono seguite alla destituzione del presidente Martin Vizcarra, lo scorso novembre. Il rapporto è il prodotto di una missione effettuata a Lima dal 17 al 22 novembre su invito del governo peruviano. Secondo gli esperti Onu durante le proteste, che si sono svolte dal 9 al 15 novembre, gli agenti di polizia non hanno distinto tra manifestanti pacifici, che erano la maggioranza, e una minoranza che avrebbe agito in modo violento.

Secondo il rapporto la polizia ha sparato con fucili calibro 12 e lanciato gas lacrimogeni direttamente sulla testa e sulla parte superiore del corpo dei manifestanti, indiscriminatamente e da distanza ravvicinata. Due manifestanti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco e più di 200 persone, compresi i passanti, sono rimaste ferite. Nel rapporto vengono denunciati anche arresti arbitrari, violazioni durante la detenzione e minacce e attacchi ai giornalisti. "Il diritto internazionale è chiaro: le persone hanno il diritto di riunirsi pacificamente e gli assembramenti possono essere dispersi solo in casi eccezionali", ha affermato Michelle Bachelet, alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. “Il riconoscimento degli illeciti commessi è il primo passo per assicurare i responsabili alla giustizia ed evitare che queste situazioni si ripetano. E’ essenziale che anche il comando di polizia riconosca che sono state commesse violazioni dei diritti umani”, ha aggiunto.

Già l'organizzazione non governativa Human rights watch (Hrw) aveva denunciato gli abusi della polizia, chiedendo al nuovo presidente, Francisco Sagasti, al Congresso e ai vertici della polizia di adottare riforme per garantire che gli agenti rispettino il diritto alla manifestazione pacifica. "Abbiamo raccolto prove preoccupanti di un uso eccessivo della forza da parte della polizia contro i manifestanti che protestavano per la discutibile rimozione del presidente Vizcarra", ha detto José Miguel Vivanco, direttore Americhe di Human Rights Watch. "Il presidente Francisco Sagasti ha compiuto un passo importante convocando una commissione per migliorare le prestazioni della polizia. Dovrebbe guidare gli sforzi per prevenire futuri abusi contro manifestanti pacifici per mano della polizia che dovrebbe proteggerli".

Lo scorso 24 novembre il presidente del Perù, Francisco Sagasti, ha nominato Cesar Augusto Cervantes Carcenas nuovo comandante generale della Polizia, primo passo di un processo di "modernizzazione" delle forze di sicurezza. Erano state proprio le critiche all'operato della Polizia nazionale a forzare la conclusione della rocambolesca crisi istituzionale che ha portato il paese andino ad avere tre presidenti nel giro di dieci giorni: la morte di due giovani nelle proteste seguite alla sfiducia che il parlamento aveva votato contro l'ex presidente Martin Vizcarra, avevano costretto il successore Manuel Merino a rimettere il mandato, dopo soli cinque giorni di esercizio. Nel discorso alla nazione, Sagasti ha anche annunciato la nascita di una commissione coordinata dal ministero dell'Interno, che nell'arco di 60 giorni dovrà elaborare azioni e proposte per "rafforzare e modernizzare" il corpo, dando eguale spazio tanto alle esigenze di sicurezza quanto al rispetto dei diritti umani.

La nuova presidente del Congresso del Perù, Mirtha Vasquez, si è inoltre detta favorevole alla creazione di una commissione parlamentare che indaghi sugli abusi commessi durante le proteste seguite alla destituzione del presidente Martin Vizcarra per accertare eventuali responsabilità dell’ora ex presidente ad interim Manuel Merino de Lama. “Una commissione di inchiesta è assolutamente possibile. Ci sono mozioni presentate a riguardo, quello che possiamo garantire è che possiamo aiutare a costituire queste commissioni e vigilare affinché lavorino in modo obiettivo. Le sanzioni verranno stabilite a partire dalle responsabilità”, ha detto Vasquez in dichiarazioni rilasciate all’emittente “Rpp”. Quanto accaduto durante le proteste, ha aggiunto, “non può essere ignorato”.

Il Perù è entrato in una convulsa fase politica lo scorso novembre dopo l'approvazione da parte del Congresso di una mozione di sfiducia nei confronti di Martin Vizcarra, coinvolto in un caso di presunta corruzione. La mozione di sfiducia - approvata con 105 voti a favore, 19 contrari e 4 astenuti - seguiva l’avvio di un’indagine per un presunto caso di corruzione riferito a quando Vizcarra era governatore della regione di Moquegua (2011-2014). Per almeno tre giorni nella capitale Lima e in diversi punti del paese si erano tenute manifestazioni per chiedere le dimissioni di Merino e denunciare un “colpo di Stato parlamentare” contro Vizcarra. Le tensioni hanno portato alla morte di due giovani manifestanti, dossier sul quale la procura ha aperto una indagine preliminare, e almeno un centinaio di feriti. Sotto la pressione delle polemiche il presidente del Congresso, Manuel Merino, che si era insediato come nuovo capo dello stato, ha rassegnato le sue dimissioni. Al suo posto è subentrato lo speaker del Parlamento Francisco Sagasti, che ha giurato come nuovo presidente del Perù.

I manifestanti uccisi nelle proteste sono stati identificati come Jack Brian Pintado Sanchez, di 22 anni, e Jordan Inti Sotelo Camargo, di 24. Pintado è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco al volto secondo il rapporto autoptico pubblicato dalla Polizia nazionale. Camargo è stato invece colpito al torace, vicino al cuore. La stessa polizia ha assicurato in un comunicato che l’inchiesta sulle due morti si svolgerà “con la massima trasparenza, obiettività e rapidità”. Secondo stime del ministero della Salute citate da Hrw più di 200 persone hanno ricevuto cure mediche a Lima nel contesto delle manifestazioni. Di questi, 17 sono rimasti in ospedale per almeno una settimana a causa della gravità delle ferite riportate. L'Associazione nazionale dei giornalisti del Perù ha documentato almeno 10 casi di feriti tra i giornalisti che coprivano le proteste, apparentemente colpiti da proiettili sparati dalla polizia, e 13 casi in cui la polizia ha picchiato i giornalisti o ha tentato di confiscare le loro attrezzature. (Brb)
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