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Usa: "delusione" per la decisione del Messico di non perseguire ex ministro Difesa

Città del Messico, 16 gen 19:54 - (Agenzia Nova) - Il dipartimento di Giustizia degli Stati uniti esprime profonda "delusione" per la decisione della giustizia messicana di "chiudere le indagini" contro l'ex ministro della Difesa Salvador Cienfuegos, arrestato dalla Dea (Drug enforcment administration) con l'accusa di complicità nel traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro. Al tempo stesso, il dipartimento di Giustizia di Washington accusa il Messico di aver "violato il trattato di assistenza legale mutua" pubblicando la documentazione integrale del fascicolo contenente il materiale probatorio Dea. Una scelta che "mette in dubbio il fatto che gli Stati Uniti possano continuare a condividere le informazioni per appoggiare le stesse indagini criminali del Messico". Al tempo stesso, l'amministrazione Usa avverte che "i materiali diffusi oggi dal Messico dimostrano che il caso contro il generale Cienfuegos non è stato, di fatto, costruito. Questi materiali mostrano che l'informazione raccolta contro il generale Cienfuegos è stata raccolta legalmente negli Usa".

La Procura generale del Messico (Fgr) aveva deciso ieri di chiudere le indagini preliminari con il convincimento che Cienfuegos, arrestato lo scorso ottobre in California e rimpatriato a seguito di una protesta del governo messicano, non ha avuto incontri con nessuno dei componenti del cartello di narcotrafficanti Beltran Leyva, mai si è messo in comunicazione con loro o ha agito per proteggere o aiutare i loro esponenti. "Non si è neanche trovata nessuna prova che abbia utilizzato nessun apparecchio o strumento elettronico, o che abbia dato qualsiasi ordine per favorire il gruppo criminale segnalato nel caso", recita la nota della Fgr citata dal quotidiano "Milenio". "Dall'analisi della sua situazione patrimoniale e delle sue adempienze fiscali, non è apparso nessun dato o evidenza di aver ottenuto entrate illegali o accrescimenti del patrimonio oltre il normale, considerando la sua retribuzione nel servizio pubblico", prosegue la nota.

Il generale - titolare della Difesa nel sessennio dell'ex presidente Enrique Pena Nieto (2012-2018) - era stato arrestato a metà ottobre 2020 a seguito ad un atto firmato dal procuratore Richard Donahue. L'ex ministro veniva ritenuto responsabile di aver agito per produrre, distribuire e importare sostanze stupefacenti, ma anche di riciclaggio del denaro sporco. Cienfuegos Zepeda avrebbe in particolare offerto a una temuta banda criminale protezione dalla giustizia in cambio di tangenti. "L'imputato Salvador Cienfuegos Zepeda, anche conosciuto come 'Il Padrino', assieme ad altri" ha per l'accusa agito in modo cosciente e intenzionale per "cospirare, fabbricare e distribuire una o più sostanze controllate", sapendo che sarebbero finite oltre il confine nord del paese. La banda criminale coperta sarebbe il Cartello "H2", guidato da Francisco Patron - noto per l'appunto con il soprannome di "H2" - e legato ai fratelli Beltran Leyva.

La notizia dell'arresto aveva innestato un dibattito in Messico sulla qualità della cooperazione con la giustizia Usa. A fine ottobre il governo del presidente Andres Manuel Lopez Obrador aveva trasmesso agli Stati Uniti il "profondo disappunto" per non aver ricevuto informazioni sul caso. Il capo dello stato ha detto che avrebbe sollecitato la Casa Bianca a condividere tutti i dettagli dell'operazione e le prove accumulate contro il militare. Lopez Obrador ha segnalato che Città del Messico non era a conoscenza dell'operazione "Padrino", nonostante il mese prima dell'arresto, il capo "ad interim" della Dea, Timothy Shea, si fosse riunito con funzionari messicani incaricati della sicurezza. "Quello che non può essere è che loro partecipano in Messico, addirittura stabiliscono legami con il Messico, acquisiscono informazioni e procedono senza mettere il governo del Messico a conoscenza di ciò che stanno indagando", aveva sottolineato.

A seguito di trattative tra i due governi, su richiesta del dipartimento di Giustizia usa, Cienfuegos veniva rilasciato dalla giudice Carol Amon, del tribunale di New York conn l'obiettivo di poter essere giudicato in patria. Amon, ha ritenuto che non esistono "prove o sospetti" che il Messico non voglia dare seguito alle indagini nei confronti dell'ex ministro. A fine novembre il generale veniva rimandato in patria senza più nessun carico penale sul suo conto. Ad attenderlo, oltre la frontiera, gli uomini della procura messicana, pronti a notificargli l'avvio delle indagini preliminari. "Il generale Cienfuegos ha riconosciuto la notifica e fornito tutte le informazioni personali e di contatto, compreso l'indirizzo di casa e il telefono cellulare per essere localizzato e convocato per le pratiche necessarie che dovesse disporre il pubblico ministero", si leggeva in una nota. (Mec)
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