ETIOPIA

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Etiopia: conflitto nel Tigrè, chi vince e chi perde da una eventuale destabilizzazione del Paese

Addis Abeba, 16 nov 2020 18:25 - (Agenzia Nova) - Come ampiamente prevedibile, l’offensiva lanciata lo scorso 4 novembre dalle forze armate dell’Etiopia nella regione settentrionale del Tigrè si sta rapidamente trasformando in un conflitto regionale che, oltre agli attori interessati più da vicino – Eritrea, Sudan, Egitto –, vede coinvolte le potenze i cui interessi nel Corno d’Africa potrebbero essere accresciuti o danneggiati a seconda di una destabilizzazione o meno di un Paese che da anni è considerato il perno della stabilità del continente. Se il coinvolgimento dell’Eritrea nel conflitto è un fatto ormai acclarato, come dimostra il bombardamento della capitale Asmara da parte di missili sganciati lo scorso fine settimana dalla regione del Tigrè, più oscillante appare al momento la posizione di Egitto e Sudan, entrambi impegnati da anni con l’Etiopia nello spinosissimo dossier della Grande diga etiope della rinascita (Gerd), il cui processo di riempimento da parte etiope ha fatto storcere il naso alle autorità de Il Cairo e di Khartum facendo irrigidire le relazioni con i due Paesi vicini. Sullo sfondo, poi, ci sono gli Emirati Arabi Uniti, principale sponsor dell’accordo di pace Etiopia-Eritrea siglato nel luglio 2018 e che quindi avrebbero tutto l’interesse a rinsaldare tale asse al fine di agevolare la loro penetrazione economico-commerciale nella regione, già molto forte in alcune aree come il Somaliland. (segue) (Res)
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