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Brexit: problemi doganali nel Mare d'Irlanda, Johnson si dice già pronto a recedere dall'accordo

Brexit: problemi doganali nel Mare d'Irlanda, Johnson si dice già pronto a recedere dall'accordo
Londra, 13 gen 15:43 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro britannico Boris Johnson ha definito come "problemi iniziali" le difficoltà che sono state riportate dalle principali catene di supermercati nel rifornire i propri punti vendita in Irlanda del Nord, a causa dell'eccessiva burocrazia e dei controlli doganali previsti nel Mare d'Irlanda. Tuttavia, nel corso di un question time alla Camera dei Comuni, Johnson ha anche affermato che se tali problemi dovessero continuare il Regno Unito sarebbe pronto ad invocare l'articolo 16 del protocollo sull'Irlanda del Nord, che prevede il recesso unilaterale del Regno Unito dall'accordo proprio nel caso in cui le difficoltà generate nei rifornimenti tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord fossero appunto "sproporzionate".

Diverse importanti catene di supermercati britanniche negli ultimi giorni hanno lamentato crescenti difficoltà nel rifornire i propri punti vendita in Irlanda del Nord, sottolineando l'impossibilità o l'estrema difficoltà nel far superare il Mare d'Irlanda soprattutto alle merci di origine animale. Secondo l'accordo commerciale siglato con l'Unione europea infatti, allo scopo di evitare un confine fisico tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, il Regno Unito ha accettato che i controlli doganali venissero fatti al momento dell'imbarco delle merci in Gran Bretagna, lasciando di fatto che l'Irlanda del Nord continuasse a far parte del mercato unico e dell'unione doganale europea.

Questa decisione tuttavia implica che qualsiasi merce in transito tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, pur muovendosi tecnicamente all'interno dello stesso Stato, debba avere la documentazione necessaria per entrare all'interno dell'Unione europea, e sottostare alle stesse limitazioni in cui incorrerebbe se venisse esportata in qualsiasi altro Paese dell'Unione. Queste importanti limitazioni, che riguardano prevalentemente prodotti di origine animale come carne, pesce, uova e latticini, hanno causato carenze di questi beni in diversi supermercati nordirlandesi, ed hanno spinto gli amministratori delegati di tre delle principali catene britanniche (Marks & Spencer, Sainsbury's e Tesco) a scrivere una lettera al primo ministro questa mattina, chiedendo di "aprire un dialogo con l'Unione europea" e affermando che non riusciranno a rifornire adeguatamente la nazione se le difficoltà dovessero continuare. (Rel)
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