VENEZUELA

 
 

Venezuela: procura Cpi studierà rapporto Osa su presunte violazioni diritti umani

Caracas, 04 dic 2020 20:43 - (Agenzia Nova) - La procura della Corte penale internazionale (Cpi) ha riferito che esaminerà l'ultimo rapporto elaborato dall'Organizzazione degli Stati americani (Osa) su presunti reati contro l'umanità in Venezuela. In settimana il segretario generale dell'Osa, Luis Almagro, accompagnato da un panel di esperti dei diritti umani, aveva denunciato lentezze della Cpi nell'esame del fascicolo "Venezuela". "L'ufficio della procuratrice è aggiornato e studierà l'ultimo rapporto della segreteria generale dell'Organizzazione degli Stati americani", si legge in un messaggio twitter pubblicato dall'ufficio diretto da Fatou Bensouda. Nella giornata di ieri la procura aveva avvertito che non avrebbe permesso "pressioni esterne" o "interferenze" di "qualsiasi origine".

Nel rapporto "Incentivo all'immunità: l'impatto del fallimento della procura della Corte penale internazionale per aprire una indagine sulla possibile commissione di reati contro l'umanità in Venezuela" diffuso questa settimana l'Osa denuncia oltre 18 mila esecuzioni extragiudiziali e più di 15 mila casi di detenzione arbitraria avvenute in Venezuela dal 2014. L’organizzazione panamericana denuncia inoltre 724 casi di sparizione forzata nel 2018 e 2019 e 653 casi documentati di tortura dal 2014. Nell’informativa si rileva “il fallimento del procuratore della Cpi nel condurre un’indagine preliminare rapida e aprire un'inchiesta nonostante le prove schiaccianti di crimini che rientrano nella sua giurisdizione”. "Non abbiamo ancora passato la seconda delle quattro fasi utili a vedere se iniziare un'indagine sulle presunte violazioni dei diritti umani in Venezuela" si legge in un passaggio del rapporto. "Abbiamo la responsabilità di proteggere i nostri vicini quando non possono più proteggersi da soli", ha detto il segretario generale Osa, Luis Almagro. "La comunità internazionale ha la responsabilità di usare gli strumenti disponibili per appoggiare il popolo venezuelano", ha insistito l'ex ministro degli Esteri uruguayano, sottolineando che gli Stati non possono nascondersi dietro la norma della non ingerenza", scelta che per il Venezuela rappresenta "una tragedia".

Per Jared Gesner, consigliere speciale Osa, il ritmo lento e "il modo in cui è stata portata avanti la revisione sul caso Venezuela è stato contrario ai principi secondo cui la Procura deve realizzare con prontezza gli esami e le indagini del caso". Pur riconoscendo alla procura la necessità di stilare un rapporto "minuzioso", Gesner ha sottolineato che i "ritardi prolungati", hanno avuto come risultato quello di dare maggiore forza al "regime di Nicolas Maduro per commettere altri reati credendo di poter agire in totale impunità". L'ex Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Raad Al Hussein, ha da parte sua avvertito che la mancanza di interventi "è destinata a prolungare la sofferenza del Venezuela. Vogliamo giustizia per il popolo del Venezuela, dal momento che i crimini compiuti in quel posto sono di una dimensione totalmente travolgente".

Il governo venezuelano, per parte sua, ha respinto l’informativa. “L’individuo che funge da segretario generale dell’Osa non perde opportunità per mostrare il suo disprezzo per i diritti umani e applicare uno spudorato doppio standard con fini meramente interventisti”, si legge in un comunicato diffuso dal ministro degli Esteri Jorge Arreaza. L’informativa, si legge, “vuole interferire in modo tendenzioso, estorsivo e inaccettabile nel funzionamento indipendente della Corte penale internazionale”. A inizio dicembre il procuratore generale Tarek William Saab aveva consegnato alla procura della Cpi l'informativa con le ragioni di Caracas.

La richiesta di aprire un'indagine sui presunti crimini di lesa umanità commessi dal governo di Maduro è stata presentata nel 2018 da sei paesi membri dell'Osa: Argentina, Canada, Cile, Colombia, Perù e Paraguay. Il testo della petizione è accompagnato da un rapporto dell'Alto commissario per i diritti umani dell'Onu nel quale si denunciano abusi delle forze di sicurezza nelle repressioni delle proteste antigovernative della primavera del 2017. E dal dossier predisposto dal "gruppo di lavoro" voluto dalla segreteria generale Osa, secondo cui esistono prove che Maduro e altri esponenti del regime abbiano compiuto violazioni dei diritti umani. L'apertura dell'intero fascicolo è da tempo auspicata dall'ex procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, riparata in Colombia dopo aver denunciato una persecuzione politica ai suoi danni. (Vec)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE