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Med forum: Wehbi, da nuova presidenza Usa speriamo in nuovo approccio a questioni regionali

Roma, 03 dic 2020 15:06 - (Agenzia Nova) - Dalla nuova amministrazione Usa "non ci aspettiamo un cambiamento nei confronti del Libano, ma ci aspettiamo un cambiamento di approccio rispetto a due questioni: il conflitto arabo-israeliano e la questione palestinese, e la gestione dei rapporti con l’Iran, soprattutto il programma nucleare iraniano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri del Libano, Charbel Wehbi, intervenendo alla sesta edizione della Conferenza Rome Med - Mediterranean Dialogues, promossa dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dall'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). “Spero che il presidente Biden rivedrà la questione e avrà un nuovo approccio: renderà il Medio Oriente più tranquillo”, ha proseguito Wehbi, riferendosi in particolare al ritiro degli Usa dall’accordo sul nucleare del 2015. “Gli Usa sono tradizionalmente stretti amici del Libano”, ha sottolineato Wehbi. “Le relazioni fra Libano e Usa sono antiche, fin dal 19mo secolo, anche le relazioni culturali”, ha detto Wehbi, facendo riferimento alla American University di Beirut, fondata da un missionario americano nell’800. “Politicamente il Libano è sempre stato considerato come un sistema economico pro-americano, un sistema politico pro-americano e una società pro-americana e occidentalizzata”, ha aggiunto il ministro degli Esteri di Beirut. “Ciò che affrontiamo oggi è una dura decisione da parte dell’amministrazione Usa riguardo all’Iran. Teheran è un paese del Medio Oriente, non è un paese arabo. Il Libano è un paese del Medio Oriente e un paese arabo. Qui c’è una lotta fra come possiamo riuscire a mantenere le nostre buone eccellenti relazioni con gli Usa senza rompere le nostre reazioni con un paese amico chiamato Iran”, ha proseguito. Gli Stati Uniti stanno assistendo l'esercito libanese da decenni, aiutano il Libano con l’Onu e la missione Unifil, come anche l'Italia”, ha ricordato. Wehbi ha anche ricordato il “ruolo centrale” che gli Usa stanno svolgendo nella questione dei negoziati indiretti con Israele per la demarcazione dei confini marittimi fra i due Paesi, sottolineando che Beirut ne apprezza la posizione di “mediatori neutrali”. (Res)
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