ARGENTINA

 
 

Argentina: governo riattiva programma ricompense su cattura latitanti dittatura militare

Buenos Aires, 02 dic 2020 01:03 - (Agenzia Nova) - Il governo dell'Argentina ha riattivato il programma di ricerca e cattura di persone condannate per genocidio nel contesto della dittatura militare degli anni tra il 1976 e il 1983. Lo ha annunciato il nuovo direttore dell'iniziativa denominata "Buscar"che dipende  dal ministero della Sicurezza, Jonatan Firun. "Si tratta di uno strumento fondamentale del processo di giustizia", ha affermato Firun, che ha rivelato che il programma è di nuovo in funzione dalla settimana scorsa e che attualmente sono circa 20 le ricerche di latitanti che sono state riattivate. Il programma offre una ricompensa di 500 mila pesos (circa 5000 euro) a chi offre informazioni utili riguardanti le persone ricercate. Il programma, nato nel 2008 su iniziativa del governo dell'ex presidente Nestor Kirchner, era stato sospeso nel 2018 dal governo dell'ex presidente Mauricio Macri. Durante il suo funzionamento secondo dati dell'attuale governo sono stati circa 30 i responsabili di crimini di lesa umanità catturati attraverso il programma "Buscar". 

Lo scorso 2 novembre ha preso il via un processo contro 18 repressori della dittatura militare accusati di sequestri, torture, omicidi, violenze sessuali, e sparizione di minori in tre centri di detenzione clandestini conosciuti come Pozo de Banfield, Pozo de Quilmes, El Infierno, nella  provincia di Buenos Aires. Alla sbarra nel processo portato avanti dal tribunale di La Plata, alcuni dei principali esponenti dell'apparato repressivo dello Stato durante quegli anni, come il capo della polizia, Miguel Etchecolatz, già condannato per molti di questi stessi delitti in altri processi sui crimini dittatura, e l'ex ministro degli Interni della provincia di Buenos Aires, Jaime Smart. Nella prima udienza, il pubblico ministero rappresentato dai procuratori Hernan Schapiro e Juan Martin Nogueira, ha letto le richieste di rinvio a giudizio mentre sono state descritte anche le modalità di funzionamento dei tre centri. Nelle inchieste sul pozzo di Banfield e il pozzo di Quilmes, due dei più grandi centri di detenzione clandestina operanti nella provincia di Buenos Aires, sono indagati i crimini subiti da 429 vittime e si prevede che saranno circa 400 i testimoni chiamati a  dichiarare. In questi centri sono stati tenuti prigionieri e fatti scomparire anche un gruppo di studenti di La Plata rapiti nel settembre 1976, un evento noto come "La notte delle matite". Secondo le testimonianze delle vittime nel Pozzo di Banfield ha funzionato inoltre anche una "maternità clandestina", motivo per cui gli imputati vengono giudicati anche per il rapimento, la detenzione e l'occultamento di almeno sette minori detenuti illegalmente in quel luogo. Per quanto riguarda El Infierno, situato nel distretto di Avellaneda, vengono giudicati i crimini commessi ai danni di 62 persone illegalmente private della libertà e sottoposte a vari tormenti e umiliazioni, oltre all'omicidio di Luis Adolfo Jaramillo.

Etchecolatz è imputato per privazione illegale della libertà commessa da un pubblico ufficiale in abuso delle sue funzioni nel Pozzo di Banfield, in 116 casi, aggravata per essere stata condotta con violenza e minacce e per essere durata più di un mese, oltre che per l'applicazione di tortura a una persona politicamente perseguitata. Etchecolatz, si legge inoltre nei documenti della causa, "nella sua qualità di direttore della direzione generale delle indagini è stato accreditato di aver fatto parte di un apparato di potere organizzato che ha rapito, trattenuto e nascosto i seguenti bambini di età inferiore ai dieci anni: María José Lavalle Lemos e Martín Ogando Montesano, detenuti illegalmente" nel Pozzo Banfield, come dichiarato nella richiesta di processo. L'ex capo della polizia è inoltre accusato di abuso sessuale con accesso carnale a scapito di Nélida Ester Lastreto e Valeria del Mar Ramírez. (Bua)
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