LIBIA

 
 
 

Libia: i proventi petroliferi riaccendono lo scontro tra gli alti funzionari di Tripoli

Tripoli, 30 nov 2020 09:51 - (Agenzia Nova) - L'amministratore delegato della National Oil Corporation (Noc) in Libia, Mustafa Sanallah, ha lanciato un duro attacco al governatore della Banca centrale, Al Sadiq al Kabir, accusandolo di sprecare centinaia di miliardi di entrate petrolifere a proprio vantaggio e a beneficio dei suoi alleati della Fratellanza musulmana. In un video messaggio, Sanallah ha annunciato la decisione di congelare i fondi petroliferi e di non consegnarli alla Banca Centrale fino a quando non verrà raggiunto un accordo politico tra le parti in conflitto che assicurerà un'equa distribuzione di questi fondi. Questa accusa è un nuovo capitolo nello scontro tutto interno al Governo di accordo nazionale libico (Gna) che ruota attorno al controllo della gestione delle entrate petrolifere e alla leadership delle principali istituzioni finanziarie ed economiche in Libia. Uno dei fronti è guidato dal capo del Consiglio di presidenza del Gna, Fayez al Sarraj, e dal suo ministro delle Finanze, Faraj Bumtari, e con loro Sanallah, mentre il secondo fronte è rappresentato dal governatore della Banca centrale, Al Kabir affiancato dai leader della fratellanza musulmana, che controllano il consiglio di amministrazione della Banca centrale, e da vari funzionari e imprenditori di Misurata che beneficiano dei crediti del governatore. In un videomessaggio pubblicato ieri sera, il capo della National Oil Corporation, Sanallah, ha difeso la sua decisione di congelare i fondi per la vendita di petrolio nei conti della Libyan Foreign Bank fino a quando non ci sarà trasparenza e un meccanismo chiaro sull'esborso delle entrate da parte della Banca Centrale e un audit finanziario completo sull’impiego in passato dei proventi petroliferi. Sanallah ha sottolineato di aver preso tale decisione a seguito della "fallimentare politica monetaria perseguita dal governatore della Banca Centrale" che "ha causato la chiusura dei siti petroliferi in più occasioni. (Lit)
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