GIAPPONE

 
 

Giappone: Tokyo registra il peggior crollo dell’inflazione da otto anni

Tokyo, 27 nov 2020 06:07 - (Agenzia Nova) - L’indice core dei prezzi al consumo di Tokyo, che include i prodotti petroliferi ma esclude quelli degli alimenti freschi, ha registrato una contrazione dello 0,7 per cento a novembre, rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Lo ha certificato oggi, 27 novembre, il governo del Giappone. Il dato, che risente dei danni economici arrecati dalla pandemia di coronavirus, rappresenta la contrazione annua dei prezzi al consumo più consistente da più di otto anni a questa parte. Sull’andamento dell’indice hanno influito soprattutto la contrazione dei prezzi dei carburanti, e la campagna del governo a sostegno del turismo domestico, che ha compresso i prezzi nel settore.

Il segretario capo di Gabinetto e portavoce del governo del Giappone, Katsunobu Kato, ha dichiarato che l’esecutivo continuerà a valutare correzioni o modifiche al piano nazionale di incentivi per il turismo “Go To Travel”, sulla base dell’evoluzione del quadro pandemico nel paese. Kato ha risposto così alle crescenti polemiche in merito al piano, teso a incentivare il turismo interno minato dalla pandemia, ma che in molti giudicano pericoloso in un contesto di rinnovato aumento della curva dei contagi nel paese. Nei giorni scorsi il governo del premier Yoshihide Suga ha annunciato la sospensione del piano nelle città di Sapporo e Osaka, due dei principali epicentri della pandemia nel paese. Oggi Kato ha smentito le indiscrezioni secondo cui il governo starebbe valutando una misura analoga a Tokyo, dove la governatrice, Yuriko Koike, ha deciso di ripristinare l’ordinanza per la chiusura dei locali alle ore 22.

Il governo del Giappone ha deciso di sospendere il piano di sussidi per il turismo interno “Go Travel” nelle città di Sapporo e Osaka, due dei principali epicentri della pandemia di coronavirus in quel Paese. Lo ha annunciato il 24 novembre il ministro dell’Economia, Yasutoshi Nishimura. La decisione definitiva in merito all’esclusione delle due città dal piano di incentivi è stata formalizzata ieri; l’esclusione delle due città potrebbe durare per tre settimane, in attesa di valutare l’andamento dei contagi a livello locale.

L’aumento dei casi di positività al coronavirus in Giappone potrebbe costringere il governo a sospendere il piano di sussidi al turismo interno, o addirittura a dichiarare una nuova fase di emergenza. Lo ha anticipato il 13 novembre il primo ministro del Giappone, Yoshihide Suga, commentando il numero record di nuovi contagi registrato nel paese ieri: 1.616, con un conseguente aumento dello stress sul sistema ospedaliero nazionale. Il precedente record giornaliero, registrato lo scorso 7 agosto, era stato di 1.591 casi. “Sono estremamente preoccupato che il paese possa trovarsi a fronteggiare una grande ondata paragonabile a quella del periodo luglio-agosto”, ha dichiarato il ministro incaricato della Rivitalizzazione economica, Yasutoshi Nishimura, a margine di un incontro con esperti del settore sanitario.

La campagna di sussidi al turismo “Go To Travel” lanciata dal governo del Giappone per sostenere uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi di coronavirus ha finanziato ben 25,18 milioni di pernottamenti sul territorio nazionale nei circa due mesi seguiti all’inaugurazione dell’iniziativa, secondo i dati preliminari pubblicati dal ministero del Turismo di quel Paese lo scorso 20 ottobre. Il governo giapponese ha stanziato in due mesi un totale di 109,9 miliardi di yen (circa un miliardo di dollari) sotto forma di sconti per soggiorni alberghieri e acquisti in località turistiche. Al momento, il governo giapponese prevede di far proseguire il programma sino alla fine di gennaio 2021. Il piano “Go To Travel” prevede uno scontro del 35 per cento applicato automaticamente ai pernottamenti in tutti gli alberghi del paese e ai pacchetti viaggio, con una spesa media da parte del governo di 12.000 yen (circa 100 euro) a turista. (Git)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE