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Indonesia: banca centrale ottimista su prospettive economiche nonostante coronavirus

Giacarta, 03 mar 2020 06:03 - (Agenzia Nova) - L’economia dell’Indonesia può conseguire una crescita del 5,4 per cento nel 2020, nonostante l’emergenza internazionale causata dalla diffusione del nuovo ceppo di coronavirus. E’ il parere espresso dalla banca centrale dell’Indonesia, che ha confermato la previsione per quest’anno, recentemente rivista al ribasso di un decimo di punto entro una forbice compresa tra il 5 e il 5,4 per cento. Lo scorso anno il pil indonesiano è cresciuto del 5,02 per cento, il dato peggiore da quattro anno a questa parte. “La diffusione della Covid-19 ha un impatto, ma la banca centrale è ottimista che l’economia possa crescere del 5,4 per cento quest’anno”, ha dichiarato il direttore del dipartimento di Politica economica e monetaria di Bank Indonesia, Igp Wira Kusuma. Il funzionario aggiunto che la decisione della banca centrale di ridurre il tasso di riferimento di 25 punti base, al 4,75 per cento, è stata una delle misure adottate per aiutare il paese a conseguire l’obiettivo di crescita economica.

Bank Indonesia, la banca di emissione dell’Indonesia, ha annunciato il 20 febbraio un taglio del tasso di riferimento, nel tentativo di mitigare l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus originata in Cina. Il consiglio dei governatori della banca ha deciso, al termine di un meeting politico di due giorni, di abbassare il tasso di riferimento di 25 punti base, al 4,75 per cento, dopo averlo mantenuto invariato il mese scorso. “La politica monetaria resta accomodante e coerente con le proiezioni relative al tasso di inflazione. (Il taglio del tasso chiave) E’ una misura preventiva tesa a mantenere la traiettoria di crescita dell’economia domestica, in un contesto di stagnazione nella ripresa economica globale a causa del coronavirus”, ha spiegato il governatore della banca centrale, Perry Warjiyo. La banca ha anche abbassato il tasso sui depositi al 4 per cento. Il ministro delle Finanze indonesiano, Sri Mulyani, ha dichiarato mercoledì che una riduzione del tasso di crescita economica cinese nell’ordine di un punto percentuale, come previsto da diversi economisti, si rifletterebbe in una decelerazione dell’economia indonesiana compresa tra lo 0,3 e lo 0,6 per cento.

L’economia dell’Indonesia ha subito un rallentamento nel 2019 per la prima volta da quattro anni a questa parte, adeguandosi a una tendenza che ha interessato gran parte delle economie del Sud-est asiatico. Il prodotto interno lordo reale del paese è cresciuto del 5,02 per cento lo scorso anno, in calo rispetto al 5,17 per cento del 2018, e meno del 5,3 per cento fissato come obiettivo ufficiale dal governo. Lo attestano i dati pubblicati ieri, 4 febbraio, dall’ente statistico nazionale dell’Indonesia (Bps). Singapore e Filippine hanno registrato lo scorso anno i tassi di crescita più bassi nell’arco di dieci e otto anni, nel contesto delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il difficile scenario tracciato dai dati ufficiali relativi al 2019 rischia di essere ulteriormente complicato dall’emergenza sanitaria del nuovo ceppo di coronavirus.

Per quanto riguarda l’Indonesia, in particolare, il rallentamento della crescita è giunto a dispetto di un relativo isolamento dalle catene di fornitura globali e dagli shock commerciali. Non è stato sufficiente nemmeno l’intervento della banca centrale, che nel corso del 2019 ha tagliato il tasso chiave di un totale di 100 punti base. La crescita dei consumi delle famiglie, che rappresentano oltre la metà del pil nazionale, è rimasta sostanzialmente invariata nel 2019, con una crescita del 5,04 per cento, contro il 5,05 per cento dell’anno precedente. Il calo del potere d’acquisto si è riflesso in un calo delle vendite di automobili del 10,5 per cento. Il rallentamento dell’economia cinese ha influito negativamente sul prezzo delle materie prime, che costituiscono una delle voci chiave dell’export indonesiano. Sull’economia ha pesato anche lo scarso apporto degli investimenti diretti esteri, nonostante la rielezione del presidente Joko Widodo abbia perlopiù rimosso le incognite di carattere politico.

Il tasso di approvazione del presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, è in aumento all’inizio del suo secondo mandato quinquennale: la maggior parte degli elettori indonesiani esprime apprezzamento per l’operato del capo dello Stato, secondo un sondaggio pubblicato da Indo Barometer, che attribuisce un tasso di fiducia del 70,1 per cento al suo governo 100 giorni dopo l’inizio della nuova legislatura. L’esordio appare assai più positivo rispetto ai primi 100 giorni del primo mandato presidenziale di Widodo, nel 2015, quando i sondaggi attribuivano al presidente indonesiano un tasso di approvazione del 57,5 per cento. Gli elettori del quarto paese più popoloso del pianeta esprimono soddisfazione soprattutto in merito al processo democratico del paese, inclusa la libertà di parola. Il sondaggio sprona Widodo ad accelerare le riforme economiche tese ad aumentare gli investimenti esteri e dare impulso all’occupazione.

Il governo dell’Indonesia ha compiuto un ulteriore passo verso una serie di radicali riforme che rafforzeranno nei fatti il controllo del presidente Joko Widodo sulle decisioni di politica economica. L’Esecutivo ha presentato al parlamento il cosiddetto “disegno di legge omnibus”, una vasta riforma tesa a flessibilizzare il mercato occupazionale e ad attrarre maggiori investimenti esteri, dopo settimane di ritardo segnate dalle proteste di lavoratori e sindacati. Un secondo disegno di legge relativo alla tassazione, che tra le altre cose punta ad abbassare la pressione fiscale sulle aziende, è già stato sottoposto all’attenzione dei legislatori: l’obiettivo del governo è di ottenere l’approvazione di entrambe le riforme entro 100 giorni. Widodo punta a semplificare l’ambiente normativo e il sistema fiscale indonesiano, con l’obiettivo di attrarre capitale straniero ed accelerare la crescita economica: l’Indonesia punta a conseguire un’economia da 7mila miliardi di dollari entro il 2045. (Fim)
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