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Cile: recuperati 300 mila posti di lavoro nel trimestre agosto-ottobre

Santiago del Cile, 27 nov 2020 22:18 - (Agenzia Nova) - L'occupazione in Cile nel trimestre mobile agosto-ottobre ha segnato un forte miglioramento con la creazione di oltre 300 mila posti di lavoro rispetto al trimestre precedente, secondo dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica (Ine). Il 64 per cento dei nuovi posti di lavoro, 196 mila in termini nominali, appartiene tuttavia al settore informale, mentre sono 106 mila i nuovi posti in bianco. Il tasso di disoccupazione scende nel complesso all'11,6 per cento contro il 12,3 per cento del periodo giugno-settembre, ma ancora 4,5 punti al di sopra del livello di ottobre del 2019. In dodici mesi sono state 1,3 milioni le persone che hanno perso il loro impiego. "Le cifre mostrano chiaramente che stiamo assistendo a una ripresa sostenuta anche se c'è ancora molto lavoro da fare per tornare ai livelli precedenti alla crisi", ha dichiarato per parte sua il ministro del Lavoro Maria José Zaldivar, commentando le cifre dell'Ine. 

L'attività economica in Cile nel terzo trimestre ha segnato un calo del 9,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente secondo l'ultimo rilevamento della Banca centrale (Bcl). Il risultato del periodo luglio-settembre rappresenta un miglioramento sostanziale rispetto al -14,5 su anno registrato nel trimestre precedente. "Questa ripresa dell'attività economica è in linea con l'allentamento graduale delle misure di prevenzione (quarantene o confinamenti) messe in atto contro la pandemia della Covid-19, e con le misure economiche di sostegno alle famiglie e il prelievo del 10 per cento dei fondi pensione", si legge nel documento della Bcl. In questo contesto, afferma la Banca centrale, le attività più colpite sono state i servizi alla persona, l'edilizia, i trasporti, i ristoranti e gli alberghi e i servizi alle imprese. Dal punto di vista della spesa, l'impatto della pandemia si è riflesso principalmente nel calo dei consumi e degli investimenti delle famiglie. La domanda interna è infatti diminuita complessivamente del 7,8 per cento su anno, con un calo dell'8,8 per cento dei consumi delle famiglie e del 3,7 per cento dei consumi pubblici. Ancora lenta la ripresa degli investimenti invece che hanno subito calo su anno del 18,5 per cento.

Il ministro delle Finanze, Ignacio Briones, recentemente ha definito per parte sua come "incoraggianti" gli ultimi dati dell'attività economica della Banca centrale relativi al mese di settembre che segnavano un incremento di oltre il 5 per cento rispetto al mese precedente. "Se uno guarda a come è cambiata l'economia rispetto al mese precedente si vede un miglioramento dell'attività che conferma una tendenza iniziata nel mese di giugno", ha affermato Briones. Il titolare delle Finanze ha sottolineato ad ogni modo che "manca ancora molto" e che ritornare ai livelli pre-pandemia "sarà difficile". Secondo Briones il miglioramento corrisponde in gran parte "all'aumento della mobilità delle persone" dovuto all'allentamento delle misure di quarantena. Secondo stime del governo "a settembre il 20 per cento delle persone è stata in quarantena mentre ad ottobre dovrebbe essere il 10 per cento, per cui è lecito aspettarsi un ulteriore miglioramento dell'attività", ha aggiunto il ministro. 

Nel suo ultimo World economic outlook, l'Fmi aveva rivisto al rialzo le proiezioni di crescita per il Cile nel 2020, portandole ad un -4,4 per cento dal -5,2 stimato lo scorso giugno. A giustificare il miglioramento della stima sulla crescita, si legge nel documento, è essenzialmente la congiuntura legata all'aumento del prezzo internazionale del rame, principale voce dell'export cileno. Il prezzo del cosiddetto oro rosso, sottolinea l'Fmi, ha infatti registrato un incremento del 14,4 per cento nel contesto della pandemia alimentato dalla crescente domanda dalla Cina. Sul fronte dell'inflazione il Weo indica per il 2020 un indice del +2,9 per cento che passerebbe nel 2020 al +2,7 per cento. Forte la crescita della disoccupazione stimata dall'Fmi che passerebbe dal 7,2 per cento del 2019, all'11,4 per cento del 2021. Leggero miglioramento previsto invece sul fronte del conto delle partite correnti, che registrerebbe nel 2020 un -1,6 per cento contro il -3,8 per cento del 2019.

La stima dell'Fmi è sostanzialmente più ottimista di quella diffusa in precedenza dalla Banca Mondiale (Bm), secondo la quale il paese chiuderà il 2020 con una contrazione del 6,3 per cento del Pil. Nel rapporto semestrale della Bm dal titolo "Il costo di mantenersi sano", centrato sugli effetti causati dalla pandemia del nuovo coronavirus nella regione latinoamericana si afferma che nonostante un massiccio pacchetto di stimoli introdotto dal governo di Sebastian Pinera, "la crisi del Covid-19 ha precipitato l'economia in una profonda recessione, aumentato la povertà e ridotto le dimensioni della classe media". La crescita, si legge nel documento, "è prevista in forte ripresa nel 2021", con un rimbalzo stimato al +4,2 per cento. La ripresa avverte tuttavia la Bm, è "subordinata ad un efficace contenimento della pandemia che possa consentire una graduale riduzione degli incentivi e della spesa". L'impatto della pandemia e la forte crisi sociale scoppiata a fine del 2019 dimostrano inoltre secondo la Bm "l'importanza di rafforzare una crescita equa aumentando la produttività e riducendo le disparità di opportunità pur mantenendo una sana gestione macroeconomica".  (Bua)
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