MYANMAR

 
 

Myanmar: elezioni, la vittoria di Suu Kyi non ha entusiasmato gli investitori

Naypyidaw, 24 nov 2020 05:29 - (Agenzia Nova) - La schiacciante vittoria del partito di Aung San Suu Kyi alle elezioni generali che si sono tenute a Myanmar lo scorso 8 novembre ha suscitato grande entusiasmo tra i sostenitori del consigliere di Stato birmano, ma è stata accolta invece con freddezza da investitori e governi stranieri che chiedono una accelerazione della riforma politica ed economica in quel Paese. Lo scrive il quotidiano “Nikkei”, ricordando che la Lega nazionale per la democrazia (Nld), il partito di Suu Kyi, ha conquistato 396 seggi nelle due camere del parlamento birmano, pari ad oltre l’80 per cento dei seggi contesi. La Costituzione birmana prevede voti delle Camere congiunte in caso di disaccordo tra i due rami del parlamento: la forza combinata di un partito nelle due Camere è dunque misura diretta della sua influenza politica. Suu Kyi formerà il suo nuovo esecutivo il prossimo marzo, ed ha dichiarato di voler compiere progressi sui fronti della riforma costituzionale e dei negoziati di pace tra i gruppi armati etnici attivi nel paese.

Sul piano economico, però, la riforma necessaria ad attrarre investimenti stranieri pare essersi arenata dopo il Codice degli investimenti del 2017 e quello aziendale dell’anno successivo, entrambi esito, secondo “Nikkei”, del lavoro impostato già dalla precedente giunta militare. Durante i primi 4anni e mezzo della leadership di Suu Kyi, le autorità birmane hanno approvato in media 5,3 miliardi di dollari di investimenti esteri annui, meno dei 5,5 miliardi di dollari durante il precedente governo affiliato alle Forze armate. Il processo di democratizzazione del Myanmar, inoltre, non ha comportato come sperato un aumento significativo degli investimenti da parte degli Stati Uniti e dei Paesi europei: la maggior parte degli investimenti esteri continua a provenire da paesi asiatici come Cina, Giappone e Corea del Sud.

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha definito le elezioni generali che si sono tenute nel Myanmar, un “importante passo verso la democratizzazione” di quel Paese, m ha anche espresso riserve in merito al processo elettorale. “Gli Stati Uniti continueranno a monitorare da vicino il processo elettorale nel Myanmar”, ha dichiarato Pompeo tramite un comunicato. “Chiediamo a tutte le autorità coinvolte di garantire la tabulazione dei voti e la risoluzione delle controversie in maniera credibile e trasparente”, prosegue la nota. Nella serata di ieri il consigliere di Stato birmano, Aung San Suu Kyi, ha pronunciato il so primo discorso pubblico post-elettorale, ringraziando “tutti gli elettori per il successo del processo elettorale”, e promettendo di “accelerare gli sforzi per contenere la Covid-19 nelle prossime settimane”. Le operazioni di spoglio dei voti sono ancora in corso, ma la Lega nazionale democratica di Suu Kyi pare diretta verso una vittoria schiacciante.

I cittadini del Myanmar si sono recati alle urne domenica, 8 novembre, per le elezioni politiche che decreteranno la leadership del paese per i prossimi cinque anni. Si tratta delle secondo elezioni generali, nell’ambito dell’attuale Costituzione, cui prende parte la Lega nazionale per la democrazia (Nld) del consigliere di Stato Aung San Suu Kyi. Nel 2015 il partito di Suu Kyi ottenne una schiacciante vittoria elettorale, e oggi l’Nld punta a mantenere la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea dell’Unione, il parlamento bicamerale, che conta in tutto 664 seggi, 500 dei quali interessati dalle elezioni di ieri. Controllare i due terzi del parlamento è cruciale per l’Nld, perché l’attuale costituzione attribuisce alle Forze armate il potere di nomina del 25 per cento dei seggi di entrambe le camere. Lo spoglio dei voti potrebbe richiedere giorni; una volta eletti i nuovi parlamentari, una sessione congiunta delle due Camere si riunirà per eleggere il presidente. (Inn)
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