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Giappone: difesa, l’alternativa navale all’Aegis Ashore sarebbe più costosa

Tokyo, 25 nov 2020 05:23 - (Agenzia Nova) - Dotare il Giappone di due nuovi cacciatorpediniere lanciamissili con sistema Aegis, in sostituzione delle batterie terrestri Aegis Ashore, richiederebbe cinque anni, e costerebbe oltre 500 miliardi di yen (4,8 miliardi di dollari), più di quanto previsto per i sistemi di terra cui ha rinunciato il governo dell’ex premier Shinzo Abe. Lo riferiscono fonti “vicine alla questione” citate dall’agenzia di stampa “Kyodo”. All’inizio di quest’anno il governo giapponese ha deciso di abbandonare il piano per l’installazione di due batterie terrestri Aegis Ashore nel Nord-est e Ovest del Paese, a causa di problemi tecnici, delle resistenze delle comunità locali e del progressivo aumento dei costi. Secondo le fonti citate da “Kyodo”, l’acquisizione e installazione delle due batterie antimissile terrestri sarebbe costata circa 400 miliardi di yen. Il governo giapponese, che nei mesi scorsi ha studiato le possibili alternative al progetto iniziale, presenterà le proprie valutazioni a una commissione del Partito liberaldemocratico nella giornata di oggi.

Il nuovo piano di difesa nazionale che verrà presentato dal governo giapponese il mese prossimo non farà riferimento all’acquisizione di capacità di proiezione della forza tese a colpire preventivamente basi militari in territorio nemico, una questione spinosa dibattuta dai decisori politici di quel Paese nei mesi scorsi. L’omissione è conseguenza diretta delle riserve avanzate dal partito Komeito, alleato di governo del Partito liberaldemocratico del primo ministro Yoshihde Suga. L’acquisizione di missili da crociera ed altri sistemi d’arma in grado di colpire basi missilistiche e aeree in territorio straniero costituirebbe una evidente forzatura della Costituzione pacifista post-bellica del Giappone; l’ex premier giapponese, Shinzo Abe, ha lavorato per anni nel tentativo di riformare la costituzione, ampliando formalmente il ruolo delle Forze di autodifesa giapponesi.

Ad oggi il Giappone può reagire ad eventuali attacchi balistici o aerei da parte di avversari regionali soltanto passivamente, intercettando missili o velivoli militari tramite i propri cacciatorpediniere lanciamissili con sistemi Aegis o le batterie terrestri di difesa Pac-3. Il governo dell’ex premier Abe intendeva affiancare a tale complesso difensivo anche sue sistemi terrestri di difesa Aegis Ashore, ma il piano è stato abbandonato per ragioni di costi, e per la difficoltà nell’individuare i siti adatti allo schieramento dei sistemi. Il governo Abe aveva invece avviato discussioni in merito un “percorso alternativo”, che includesse l’acquisizione di capacità di proiezione della forza; tali discussioni si sarebbero però arrestate dotto la guida del successore di Abe, Yoshihide Suga. (Git)
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