KIRGHIZISTAN

 
 

Kirghizistan: attivisti protestano contro la riforma costituzionale proposta da Japarov

Bishkek, 19 nov 2020 14:07 - (Agenzia Nova) - Attivisti e politici dell’opposizione in Kirghizistan stanno protestando in questi giorni contro la bozza di riforma della Costituzione presentata lo scorso 17 novembre dal capo del governo Sadyr Japarov, nuovo uomo forte del Paese centrasiatico dopo i disordini seguiti alle elezioni legislative dello scorso 4 ottobre. Lo riferisce “Radio Free Europe”, secondo cui il documento proposta accentrerebbe eccessivamente i poteri sul futuro presidente, carica per la quale si è candidato lo stesso Japarov. Nella bozza, attualmente sostenuta da 80 parlamentari su 120, si propone un allargamento delle prerogative presidenziali e la creazione di un nuovo organismo esecutivo chiamato Congresso del popolo, al quale parlamento e governo dovrebbero rispondere. Verrebbe inoltre ridotto da 120 a 90 il numero di deputati e il governo passerebbe sotto la supervisione diretta del presidente e della sua amministrazione. Il portavoce della presidenza Nurgazy Anarkulov ha precisato che il testo pubblicato è solo una bozza e che i cambiamenti proposti sono legati alla necessità del Kirghizistan di dotarsi di “un leader”. “La bozza finale della Costituzione sarà basata su tutte le opinioni e le proposte. È diventato chiaro che per lo sviluppo economico e sociale del Paese serve un leader. In passato nessuno era responsabile per ciò che accadeva e questo ha portato all’anarchia. La popolazione è stanca di questa situazione e chiede cambiamenti”, ha spiegato Anakrulov in un comunicato.

L’ex primo ministro Feliks Kulov ha tuttavia osservato a “Radio Free Europe” che il principale obiettivo della riforma sembra essere il rafforzamento del potere del presidente. “Il parlamento e il primo ministro sembrano perdere tutte le prerogative, mentre quelle presidenziali saranno significativamente incrementate”, ha affermato Kulov, secondo cui il proposto Congresso del popolo assomiglia a un organismo turkmeno che si chiama Consiglio del popolo. Secondo l’ex deputato Sadyk Sher-Niyaz, i deputati “probabilmente non hanno realizzato quello che hanno firmato”. “Da quello che ho compreso, i parlamentari non hanno neanche visto il testo della bozza di costituzione che ci riporterebbe indietro di 20 o 30 anni. La mia domanda è: perché il nostro parlamento, eletto dal popolo, dev’essere controllato dal Congresso del popolo? Imporre un organo di supervisione, secondo me, è un modo per stabilire un regime totalitario”, ha aggiunto Sher-Niyaz. La proposta è stata criticata duramente anche dalla giurista Sania Toktogazieva, secondo cui la riforma porterebbe a un “sistema di governo superpresidenziale”. (Res)
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