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Usa: i tre nomi sulla scrivania di Biden per il ruolo di capo della Cia

Usa: i tre nomi sulla scrivania di Biden per il ruolo di capo della Cia
New York, 26 nov 2020 16:13 - (Agenzia Nova) - È corsa a tre per la direzione della Central Intelligence Agency (Cia), una delle ultime caselle che il presidente eletto Joe Biden è chiamato a definire per completare l’architettura istituzionale di sicurezza della futura amministrazione degli Stati Uniti. In pole position c’è senza dubbio Tom Donilon, già consigliere alla Sicurezza nazionale dell’ex presidente Barack Obama: lo confermano due fonti menzionate dalla rivista “Politico” e vicine alla squadra di transizione di Biden. Classe 1955, Donilon conosce Biden da molti anni – i due vengono ritratti nella stessa stanza nella famosa foto scattata alla Casa Bianca durante il blitz che il primo maggio del 2011 portò all’uccisione di Osama Bin Laden, immagine nella quale compare anche il futuro segretario di Stato Tony Blinken – e vanta esperienze di governo che risalgono all’amministrazione di Jimmy Carter. Durante il primo mandato di Obama fu tra gli architetti della nuova strategia di Washington per l’Estremo Oriente, che promosse forti investimenti nei Paesi vicini della Cina. Suo fratello, Mike Donilon, ha contribuito alla campagna elettorale di Biden e figura tra i futuri consiglieri della Casa Bianca.

Una parte dell’ala progressista del Partito democratico non sembra tuttavia a favore di Tom Donilon, in parte a causa del suo ruolo di presidente di BlackRock Investment, istituto che ha forti interessi nell’industria dei combustibili fossili. Un altro nome sul quale si sta concentrando l’attenzione dei media è quello di Micheal Morell, che ha già ricoperto ad interim l’incarico di direttore della Cia tra il 2012 e il 2013. Anche in questo caso si tratta di una figura che vanta una lunga esperienza ai vertici dell’establishment di sicurezza statunitense ma che è osteggiata dai democratici progressisti. Morell è infatti accusato di aver difeso in passato l’uso della tortura da parte della Cia. La questione riguarda in particolare gli interrogatori nei confronti di sospetti utilizzati negli anni successivi agli attacchi dell’11 settembre 2001, durante i quali venivano utilizzate tecniche come la privazione del sonno e l’annegamento simulato, o “waterboarding”. “All’epoca – ha spiegato nel 2014 Morell – il dipartimento di Giustizia ci disse che era tutto legale. Quando la gente parla di tortura reagisco duramente, perché i miei agenti non hanno mai torturato nessuno”. Il democratico Ron Wyden, membro della commissione Intelligence del Senato, è tra i più accesi oppositori dell’ipotesi che vorrebbe Morell a capo della Cia. “Nessun apologeta della tortura può essere confermato come direttore della Cia”, ha detto Wyden al “Daily Beast”.

Un altro nome che circola in questi giorni a Washington è quello di Jeh Johnson, già segretario alla Sicurezza nazionale di Obama tra il 2013 e il 2017. “Politico” ricorda come Johnson tentò senza successo di chiudere il carcere di Guantanamo, a Cuba. L’ala progressista del Partito democratico, che chiede a Biden di tagliare le spese sulla difesa, potrebbe tuttavia tentare di sabotare la nomina dell’ex procuratore federale in ragione del suo ruolo nel consiglio dei direttori di Lockheed Martin. Secondo fonti citate dalla “Cnn”, per tutte queste ragioni all’interno della squadra di transizione di Biden sarebbero ancora in corso intense discussioni sul futuro capo della Cia e al momento la nomina non appare vicina.

Diversi osservatori si aspettavano che l’annuncio arrivasse martedì 24 novembre, quando il futuro presidente ha reso pubblico, tra gli altri, anche il nome della prossima direttrice dell’Intelligence nazionale, ovvero Avril Haines. Quella al vertice della Cia è tuttavia una nomina più delicata, dal momento che l’agenzia resta un attore dominante nella comunità d’intelligence statunitense e che i suoi direttori entrano occasionalmente in rotta di collisione con la Direzione dell’intelligence nazionale (Dni). Ecco perché, come scrive ancora una volta “Politico”, è possibile che la stessa Haines venga coinvolta nel processo di selezione del futuro direttore della Cia. In questo caso, secondo fonti informate, la Haines potrebbe privilegiare il nome di Morell e scartare quello di Donilon, sotto il quale ha lavorato come funzionaria del Consiglio di sicurezza nazionale. (Nys)
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