ENERGIA

 
 

Energia: la visita di Di Maio in Israele rafforza la diplomazia economica dell'Italia nel Mediterraneo

Roma , 29 ott 2020 18:30 - (Agenzia Nova) - La visita di oggi in Israele del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, rafforza le relazioni bilaterali e la diplomazia economica in chiave energetica nel Mediterraneo orientale. Oggi, infatti, Di Maio e l’omologo israeliano, Gabi Ashkenazi, hanno firmato il rinnovo dell’accordo di collaborazione tra Israele e l’Italia nei settori dell’istruzione, della scienza, della cultura e dello sport. L’accordo è stato inizialmente firmato nel 1973 ed è la base della lunga collaborazione tra i due paesi in diversi ambiti, tra cui le coproduzioni cinematografiche, la ricerca congiunta, l’educazione per il ricordo della Shoah, e altro. Parallelamente, Snam entra nel mercato israeliano con l’avvio di nuove collaborazioni nella transizione energetica, in particolare nella mobilità sostenibile a gas naturale, biometano e idrogeno e nelle nuove tecnologie di produzione dell’idrogeno verde.

Snam ha firmato oggi tre accordi di cooperazione con aziende. Il primo accordo, sottoscritto con Delek Drilling, la maggiore società israeliana nell’esplorazione, sviluppo, produzione e vendita di gas naturale, e Dan, la principale azienda nazionale di trasporto pubblico, prevede attività finalizzate a sviluppare la filiera del gas naturale liquefatto per il trasporto sostenibile, in particolare per autobus e mezzi pesanti. Le tre aziende, in particolare, avvieranno studi di fattibilità relativi alla possibile realizzazione di un impianto pilota di liquefazione small-scale e di infrastrutture di rifornimento, facendo leva sulle tecnologie di Snam e sulle competenze della controllata Snam4Mobility, nonché sull’accesso alle riserve di gas naturale di Delek Drilling. Questo accordo dimostra l’interesse della società verso Israele, in particolare per lo sviluppo del mercato del gas e per le aziende del paese. Questo accordo abbraccia tutta la filiera, perché collega Delek Drilling, che fornisce il gas, il cliente finale, Dan, che si avvalgono dell’infrastruttura di distribuzione e della tecnologia.

Contestualmente, Snam ha firmato un memorandum d’intesa con Dan per valutare progetti di mobilità sostenibile basati su gas rinnovabili (biometano e idrogeno) ed elettricità, oltre che eventuali iniziative congiunte per lo sviluppo dell’idrogeno. Le attività potrebbero riguardare la possibile conversione di parte della flotta e la realizzazione di infrastrutture di rifornimento e ricarica, anche attraverso progetti pilota. Snam ha inoltre firmato un accordo di collaborazione e ricerca con la start-up israeliana H2Pro, che ha sviluppato una innovativa tecnologia (E-TAC – Electrochemical, Thermal Activated Chemical) per produrre il 30 per cento in più di idrogeno verde dalla scomposizione dell’acqua rispetto all’elettrolisi tradizionale. La partnership prevede attività di ricerca congiunte, eventuali applicazioni delle tecnologie di H2Pro e la partecipazione a bandi sia in Israele che in Europa.

H2Pro è stata costituita lo scorso anno dagli esperti di idrogeno di Technion (Israel Institute of Technology) in collaborazione con i fondatori di Viber e Juno. Questi due accordi dimostrano l’interesse verso l’aspetto delle nuove tecnologie sull’idrogeno, attraverso le start-up. Inoltre, indicano l’interesse della società verso le tecnologie offerte dalla start-up nation, ovvero Israele. In tal modo, Snam, e di riflesso l’Italia, ha rafforzato la presenza internazionale nell’area del Medio Oriente e del Mediterraneo orientale, dove è già presente sia in Grecia, sia nell’ambito del Tap, sia negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, gli accordi annunciati oggi indicano come la società, parallelamente al business tradizionale, porti avanti anche nuovi business, ovvero la mobilità, l’idrogeno, e, a livello più ampio, la transizione energetica.

“Con questi accordi – commenta l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà – sviluppiamo ulteriormente la presenza internazionale di Snam per rafforzare il nostro contributo alla transizione energetica e al raggiungimento degli obiettivi climatici globali. Le partnership con Delek Drilling, Dan e H2Pro, avviate nel quadro della crescente collaborazione italo-israeliana, ci permettono di affacciarci in un nuovo mercato con progetti in settori di nostro interesse come la mobilità sostenibile e l’idrogeno e, contestualmente, di accrescere il nostro know-how in uno dei contesti più innovativi al mondo”. I tre accordi odierni potranno essere oggetto di successivi accordi vincolanti, con i quali le parti definiranno i termini e le condizioni di implementazione dei progetti.

Gli accordi annunciati oggi “sono strategicamente importanti perché segnano un ruolo ancora più accentuato dell’Italia nel campo dell’energia come veicolo di diplomazia economica e multilaterale, che vede l’Italia nel Mediterraneo come attore energetico coinvolto”, ha dichiarato ad “Agenzia Nova”, Giuseppe Dentice, Associate Research Fellow del programma Medio Oriente e Nord Africa presso l’Ispi. Con la visita del titolare della Farnesina a Gerusalemme “si è rafforzata la diplomazia economia a sfondo energetico che l’Italia sta portando avanti da diverso tempo e ha avuto un’accelerazione nel 2015”, ha spiegato l’esperto. Dentice ha chiarito che l’Italia “attraverso i suoi operatori è un player molto importante con cui diversi attori regionali si confrontano”. Analizzando nel dettaglio gli accordi firmati oggi, l’esperto ha evidenziato un altro aspetto, ovvero la “scelta di investire nell’Lng, che a oggi è il principale mercato energetico che ha subito i contraccolpi forse minori rispetto ad altri”. Inoltre, le intese di oggi dimostrano anche come l’Italia sia in prima fila per legare “l’attività energetica all’innovazione tecnologia, in cui Israele è un attore importante”.

In ambito energetico, Italia e Israele sono legate anche da Forum del gas del Mediterraneo orientale (Emgf), l’organismo che mira a garantire la sicurezza energetica nel Mediterraneo e vede coinvolti anche Grecia, Cipro, Giordania, Egitto e Autorità nazionale palestinese. Proprio alla vigilia della sua visita in Israele, Di Maio ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano “Israel Hayom” l’importanza dell’Emgf "per sviluppare il mercato del gas naturale liquefatto". Al contrario, nella stessa intervista ha definito il progetto per la costruzione del gasdotto East-Med, l’infrastruttura che dovrebbe pompare gas da Israele verso l’Italia attraverso Cipro e Grecia e di cui sempre meno si parla a livello industriale, “un progetto a medio termine, che dipende dalla quantità di risorse che le trivellazioni esistenti individueranno. In altre parole, è una delle tante opzioni".

L’intenzione di rafforzare le relazioni economiche con Israele è stato espresso dal titolare della Farnesina durante la conferenza stampa con l'omologo. L'obiettivo prioritario dell’Italia è accrescere il nostro interscambio commerciale, rafforzare la cooperazione nei settori più innovativi, incoraggiare le nostre imprese a essere più presenti sul mercato israeliano, ha detto il titolare della Farnesina. “Israele è un partner strategico, anche nel settore economico e commerciale, in particolare nei settori ad alto valore di innovazione tecnologica”, ha spiegato il titolare della Farnesina, annunciando che "la firma di vari accordi fra Snam, una delle nostre eccellenze, e diverse aziende israeliane”. Di Maio e Ashkenazi hanno “convenuto sul fatto che la nostra collaborazione può essere rafforzata anche costruendo nuove partnership, che possono trarre complementarietà dai sistemi economici, mettendo insieme le eccellenze del settore manifatturiero con la grande capacità innovativa delle start-up israeliane”. (Res)
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