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Ecuador: Consiglio elettorale convoca ufficialmente le elezioni politiche per il 7 febbraio

Quito, 18 set 2020 20:13 - (Agenzia Nova) - Il Consiglio elettorale nazionale dell'Ecuador (Cne) ha ufficialmente convocato le elezioni presidenziali e legislative per il 7 febbraio 2021. Oltre 13 milioni di cittadini saranno chiamati a eleggere presidente e vicepresidente della Repubblica, cinque rappresentanti al parlamento andino e 137 deputati dell'Assemblea nazionale (parlamento). Il voto in Ecuador è obbligatorio per coloro che hanno più di 18 anni e meno di 65 anni, comprese le persone private della libertà (prigionieri) senza una condanna definitiva. Il voto è facoltativo anche per i disabili, gli analfabeti, i membri delle forze armate e della polizia nazionale in servizio attivo. Il Cne ha sottolineato che nel corso del processo saranno rispettate le misure di igiene e sicurezze elaborate dal Comitato nazionale per le operazioni di emergenza (Coe), così come suggerite dalle organizzazioni internazionali come l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il calendario elettorale fissato dalla Costituzione e dalla legislazione prevede che la registrazione dei candidati inizierà questo venerdì e durerà fino a mercoledì 7 ottobre. La campagna elettorale si svolgerà tra il 31 dicembre e il 4 febbraio 2021.

Alle presidenziali del 7 febbraio 2021 correranno in tutto quindici candidati. La lista degli aspiranti alla presidenza si presenta come la più corposa degli ultimi anni e riflette il momento di trasformazioni che vive il paese andino. Diversi analisti avvertono che solo pochi dei candidati hanno reali chance di ottenere la vittoria finale e che molte delle candidature, oggi presentate per erodere spazi elettorali, verranno ritirate in corso d'opera. Le cronache si sono a lungo concentrate sul caso di Rafael Correa, capo dello stato dal 2007 al 2010, la cui candidatura a vice presidente in ticket con l'ex presidente della Banca centrale, Andrés Arauz, è stata esclusa al termine di una complessa vicenda politico-giudiziaria che lo ha portato anche ad abbandonare il paese. Il suo posto, nel binomio proposto dal Centro Democratico, è preso dal giornalista e imprenditore Carlos Rabascal.

A Correa, indagato in patria e da tempo riparato in Belgio, è stato negato il diritto a candidarsi perché non presente fisicamente alla presentazione dei documenti presso le autorità elettorali. Poco dopo la Corte di Cassazione dell'Ecuador ha confermato in via definitiva la condanna a otto anni di carcere nei confronti di Correa e di tutti gli altri imputati nell'inchiesta per corruzione "Subornos 2012-1016". Per effetto del verdetto Correa ha perso i diritti politici, e quindi la possibilità di candidarsi, per tutta la vita. Si tratta dell'effetto di una norma aggiunta all'articolo 233 della Costituzione nell'ambito dell'emendamento costituzionale approvato nel 2018. Correa denuncia un asservimento della giustizia al volere del suo ex sodale politico, l'attuale presidente Lenin Moreno.

Tra i nomi più in vista ci sono quelli del banchiere Guillermo Lasso che, accompagnato dal medico Alfredo Borrero come candidato vice, rappresenterà il Movimento politico creando opportunità (Creo). Per il leader del partito liberale e conservatore, sarà la terza candidatura dopo le sconfitte alle precedenti elezioni nel 2013 (vinte da Rafael Correa) e nel 2017 (vinte da Lenin Moreno). Altro nome di rilievo è quello di Gustavo Larrea, già ministro di Correa e oggi vicino a Moreno: in ticket con Alexandra Peralta, viceministro dell'Agricoltura, è la scommessa del partito Democrazia Sì (Democracia Si). Ai nastri di partenza anche un ex presidente, Lucio Gutierrez, che ha guidato l'Ecuador dal gennaio del 2003 all'aprile del 2005. In coppia con David Norero, Gutierrez concorrerà per il partito Società Patriottica (Sociedad Patriotica). Si tratta del terzo "assalto" alla presidenza, dopo la candidatura nel 2009 (perse contro Rafael Correa), e quella nel 2013 (terzo classificato). Il partito di governo Alleanza paese (Alianza pais) presenterà la deputata di Ximena Pena e il giornalista Patricio Barriga come aspirante vice.

Il deputato Guillermo Celi rappresenterà il partito Società unita più azione (Suma), da lui fondato, in coppia con l'imprenditrice turistica Veronica Sevilla. Il partito Ecuatoriano Unido ha indicato il pastore evangelico Gerson Almeida con Martha Villafuerte, attivista anti aborto, come proprio ticket. Giustizia Sociale (Justicia Social) ha invece indicato Fabricio Correa - oggi in rotta con le posizioni del fratello Rafael - e Marcia Yazbek. Sinistra democratica (Izquierda Democratica) punta sull'imprenditore Xavier Hervas come presidente e l'avvocato Sara Jijon come vice. Il partito Amico (Amigo) ha invece ufficializzato la coppia Pedro José Freile e Bryron Solis. Il movimento indigeno Pachakutik ha ufficializzato le candidature di Yaku Pérez e Virna Cedeno. Libertà è popolo (Libertad es Pueblo) correrà con Esteban Quirola per la presidenza e Juan Carlos Machuca per la vicepresidenza. Insieme possiamo (Juntos Podemos) ha ufficializzato la coppia Paul Carrasco e Frank Vargas Anda. I partiti di centrodestra Concertazione (Concertacion) e Avana hanno rispettivamente proclamato i ticket Cesar Montufar e Julio Villacreses, Isidro Romero e Sofia Merino. (Brb)
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