ALGERIA

 
 

Algeria: le dichiarazioni di Macron sul Paese suscitano rabbia fra i politici

Algeri, 23 nov 2020 15:02 - (Agenzia Nova) - Le recenti dichiarazioni del presidente della Francia, Emmanuel Macron, riguardo alla "fase di transizione" che starebbe vivendo l’Algeria hanno provocato vive reazioni politiche nel Paese nordafricano. Secondo vari esponenti politici algerini, le dichiarazioni di Macron – rilasciate lo scorso 20 novembre al settimanale “Jeune Afrique” – hanno rappresentato un’ingerenza flagrante e inaccettabile negli affari algerini, e vari politici algerini hanno fatto appello al capo dello Stato francese affinché cessi di esprimere opinioni sulle questioni interne all’Algeria. La condanna più severa è giunta dal Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd), partito d’opposizione. “Emmanuel Macron non si è trattenuto dal dare lezioni di democrazia e governo. Rivolgendosi ai dirigenti africani, si è permesso di distribuire certificati di legittimità ai leader degli ‘indigèni’ che siamo”, ha scritto sul suo profilo Facebook Mohsen Belabbas, presidente del partito. “Quando ha evocato l’Algeria, si è sentito autorizzato a dare un certificato di fiducia al capo dello Stato”, ha aggiunto Belabbas. “Si dice pronto ad aiutarlo in quello che chiama periodo di transizione. Non si tratta semplicemente di un intervento, ma piuttosto di una prova del fatto che la Francia amministra un foglio di via per il nostro paese”, ha detto.

Belabbes si è rivolto al presidente Macron, chiedendogli di porre un termine all’ingerenza francese negli affari nazionali. “Sono precisamente i ripetuti interventi della Francia nelle scelte sovrane dei paesi africani che rappresentano un problema. La Francia postcoloniale è parte del nostro problema, pur facendo parte del passato doloroso di Algeria e Africa. E l’Africa non può restare per sempre in posizione subalterna, al servizio dei nuovi interessi coloniali”, ha aggiunto. Belabbes ha poi fatto appello ai leader africani, “in particolare a quelli eletti dal loro popolo, affinché annullino la loro partecipazione al vertice Francia-Africa, al quale sono stati convocati per ricevere direttive e ordini. Gli africani sono capaci di creare da se stessi il futuro a cui aspirano”. Per parte sua Zoubida Assoul, presidente del partito Unione per il cambiamento e il progresso (che fa parte insieme all’Rcd del Patto per l’alternativa democratica, Pad), ha egualmente criticato le dichiarazioni del presidente francese. Assoul ha indicato sul suo profilo facebook che la Francia di Macron vuole sostenere (l’attuale presidente Abdelmajid) Tebboune, mentre è malato, per tentare di “rieditare l’esperienza dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika”. “La Francia difende solamente i suoi interessi”, ha aggiunto Assoul.

Il Partito dei lavoratori ha ugualmente criticato le dichiarazioni di Macron. Il responsabile del partito, Samir El Orabi, ha indicato in un comunicato che “le dichiarazioni di Macron provano una volta di più il fermo sostegno dell’imperialismo francese, in particolare, il suo sostegno continuo a regimi non democratici e la posizione politica di Macron, che riafferma pubblicamente il suo sostegno indefettibile al regime algerino attuale, che garantisce gli interessi francesi e occidentali nel nostro paese”. Il deputato algerino Kamal el Arabi, autore del progetto di legge per il crimine di colonialismo, ha qualificato le dichiarazioni di Macron come “provocatorie”, indicando che “l’Algeria è uno Stato pienamente sovrano, le sue istituzioni funzionano normalmente, non c’è nessun periodo di transizione. Ma ciò non si è dato e non si darà: il presidente Tebboune non gestisce una fase di transizione”. Lo scopo delle dichiarazioni di Macron, ha detto El Arabi, è “creare discordia e seminare confusione nell’opinione pubblica”.

Nello stesso contesto il leader del Movimento per la società della pace (Msp, partito islamico), Nasreddine Hammadouche, ha risposto in un comunicato alle dichiarazioni del presidente francese, sottolineando che “l’autorità algerina deve prendere una posizione ferma, franca e forte contro questo intervento francese”. “Macron è l’ultimo ad avere il diritto di offrire lezioni di democrazia e transizione democratica, e il vero cancro dell’Algeria e la ragione del suo fallimento democratico e di sviluppo è la Francia, grazie alla sua influenza, i suoi strumenti, i suoi clienti in Algeria”.

Nell’intervista a “Jeune Afrique”, Macron ha dichiarato: “farò tutto ciò che è in mio potere per aiutare il presidente Tebboune in questo periodo di transizione. E’ coraggioso (…), non si cambiano un paese, istituzioni e strutture di potere in qualche mese”. “C’è stato un movimento rivoluzionario, che esiste ancora, in forma differente. C’è anche una grande volontà di stabilità, in particolare nella zona più rurale dell’Algeria. Bisogna fare tutto affinché questa transizione riesca. Ma c’è un fattore-tempo importante”, ha aggiunto il presidente francese. Oltre a una volontà francese di correggere certe posizioni ambigue prese da Parigi dopo le elezioni presidenziali che hanno avuto luogo in Algeria il 12 dicembre 2019, e che hanno portato al potere l’attuale presidente Tebboune, gli osservatori hanno interpretato queste dichiarazioni come una risposta complementare a precedenti dichiarazioni del capo dello Stato algerino su Macron. Tebboune in effetti aveva dichiarato all’emittente “France 24”: “mi fido di Macron, della sua integrità, della sua logica e del suo modo di vedere le cose”. Le dichiarazioni dei politici francesi sull’Algeria suscitano spesso polemiche e rifiuto cocente nel Paese, a causa della sensibilità delle relazioni passate fra i due paesi e delle circostanze storiche che hanno condotto lo Stato nordafricano all’indipendenza. (Ala)
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