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Sudan: fonti stampa, ex ministro degli Esteri Ghandour rischia la pena di morte per tentato golpe

Mosca, 19 nov 2020 15:58 - (Agenzia Nova) - L'ex ministro degli Esteri sudanese Ibrahim Ghandour potrebbe essere giustiziato o condannato all'ergastolo per il suo coinvolgimento nella formazione dell'opposizione militare contro le autorità di transizione del Paese. Lo ha riferito a "Sputnik" una fonte importante dell'ufficio del procuratore generale sudanese. Ghandour è stato ministro degli Esteri dal 2015 al 2018 e, secondo i resoconti dei media, avrebbe svolto un ruolo decisivo nei negoziati tenutisi nell'ottobre 2017 per revocare le sanzioni statunitensi imposte a Khartum. Successivamente è stato licenziato dal suo incarico per ordine dell'allora presidente Omar al Bashir in seguito al mancato pagamento dei diplomatici sudanesi residenti all'estero. L'ex ministro è stato arrestato nel giugno 2020, senza spiegazioni ufficiali sul suo caso. Alcuni organi di stampa hanno riferito nel frattempo che la detenzione di Ghandour sarebbe stata collegata al sospetto di un suo coinvolgimento nella pianificazione di "operazioni di sabotaggio" nei confronti delle autorità di transizione sudanesi. "L'ex ministro degli Esteri Ghandour e altri nove (ex funzionari) sono stati accusati di essere condannati a morte o all'ergastolo per aver tentato di usare la forza contro le autorità di transizione", ha riferito la fonte, secondo cui le accuse includono, in particolare, un presunto appello per "misure energiche" da attuare contro le attuali autorità e un tentativo di colpo di Stato. Tra gli accusati c'è Anas Omar, il capo del dissolto Partito del congresso nazionale di Bashir. "Nel corso delle indagini, alcuni imputati hanno confessato di aver tentato di avviare attacchi terroristici ed esplosioni in diversi siti a Khartum il 30 giugno (2019), quando si sono svolte proteste di massa nella capitale e in diverse province", ha aggiunto la fonte. Nel giugno 2019 il Sudan ha assistito allo scoppio di proteste di massa, con i manifestanti che chiedevano riforme e giustizia mentre commemoravano l'anniversario di una repressione mortale di un sit-in pacifico di protesta. (Rum)
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