Esteri

 
 

I fatti del giorno - Africa sub-sahariana

Roma, 25 nov 2020 12:00 - (Agenzia Nova) - Etiopia-Ue: Borrell a colloquio con vicepremier Mekonnen, ribadito appello a cessate il fuoco - L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Josep Borrell, ha incontrato il vicepremier e ministro degli Esteri dell'Etiopia, Demeke Mekonnen, col quale ha discusso degli ultimi sviluppi del conflitto nel Tigrè. “L'Etiopia sta attraversando tempi difficili. Ho espresso la mia grande preoccupazione per l'aumento della violenza mirata all'etnia, le numerose vittime e violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Ho anche trasmesso la mia analisi secondo cui questo conflitto sta già destabilizzando seriamente la regione”, ha affermato Borrell in una nota diffusa dal suo ufficio. “Ho anche discusso del deterioramento della situazione umanitaria, in Etiopia e nella regione, in particolare in Sudan. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato. A nome dell'Ue, ho chiesto una circolazione sicura e libera e la protezione dei civili, dei gruppi vulnerabili e degli sfollati interni. Il messaggio dell'Ue è chiaro: chiediamo a tutte le parti di porre in essere le condizioni che faciliteranno l'accesso senza ostacoli alle persone bisognose, la cessazione delle ostilità, la non interferenza di qualsiasi parte esterna e la libertà dei media. L'impegno con gli inviati di alto livello nominati dal presidente dell'Unione africana dovrebbe aprire la porta a un dialogo che è l'unica via da seguire per evitare ulteriori destabilizzazioni”, conclude la nota.

Etiopia: Guterres (Onu) “preoccupato” per offensiva prevista su Macallè, “proteggere i civili” - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto "profondamente preoccupato" per la situazione nella regione del Tigrè, in Etiopia, e sostiene gli sforzi dell'Unione africana per calmare la situazione. Lo ha dichiarato in una nota il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. "Stiamo seguendo con grande allarme le segnalazioni della possibile azione militare intorno a Macallè (capitale del Tigrè). Il segretario generale è molto preoccupato per l'impatto che avrà sulla popolazione civile, sulla nostra capacità di fornire aiuti umanitari in un'area dove è quasi impossibile farlo”, ha detto Dujarric, ribadendo l’appello di Guterres per garantire la protezione dei civili in vista dell’annunciato assalto a Macallè da parte dell'esercito etiope. Il segretari generale, conclude la nota, “esorta i leader dell'Etiopia a fare tutto il possibile per proteggere i civili, sostenere i diritti umani e garantire l'accesso umanitario per la fornitura dell'assistenza necessaria”.

Niger: morto a 82 l’ex presidente Mamadou Tandja - L'ex presidente del Niger, Mamadou Tandja, è morto all'età di 82 anni. Ha governato il Paese dal 1999 al 2010, quando fu rovesciato con un colpo di Stato dopo aver cercato di rimanere al potere oltre il limite consentito di due mandati. Dopo la sua deposizione fu incriminato e incarcerato con l’accusa di corruzione per poi essere rilasciato un anno dopo quando tutte le accuse contro di lui furono ritirate.

Etiopia: premier Ahmed, comunità internazionale “non interferisca” nel conflitto del Tigrè - Il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha chiesto alla comunità internazionale di astenersi dall’interferire nel conflitto del Tigrè “fino a quando il governo dell'Etiopia non presenterà la sua richiesta di assistenza”. In una dichiarazione diffusa dal suo ufficio, Ahmed affermato di apprezzare le preoccupazioni della comunità internazionale ma di voler andare avanti con l’offensiva, respingendo ancora una volta l’offerta di mediazione internazionale. “Vorrei, tuttavia, sottolineare che l'Etiopia è molto capace e disponibile a risolvere questa situazione in conformità con le sue leggi e i suoi obblighi internazionali”, si legge nella nota. L’Etiopia, ha aggiunto il premier, “rifiuta qualsiasi interferenza nei nostri affari interni” e chiede alla comunità internazionale di “rispettare i principi fondamentali di non intervento ai sensi del diritto internazionale”. La dichiarazione arriva tra le preoccupazioni delle Nazioni Unite circa possibili crimini di guerra dopo la minaccia dell'esercito etiope di iniziare un assalto alla capitale del Tigrè, Macallè. Scade oggi, infatti, l’ultimatum di 72 ore concesso dal governo etiope ai combattenti del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) per arrendersi.

Somalia: ciclone Gati, almeno 42 mila persone sfollate - Oltre 42 mila persone risultano sfollate in Somalia dopo il passaggio del ciclone tropicale Gati. Lo rende noto l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), secondo cui le operazioni di soccorso e assistenza sono rese ancora più difficili a causa delle strade bloccate per via delle inondazioni. Secondo le stime delle autorità dello Stato del Puntland, nel nord della Somalia, il ciclone potrebbe aver colpito direttamente o indirettamente fino 180 mila persone. Almeno otto persone sono morte nel nord della Somalia a causa del ciclone tropicale Gati che ha colpito le coste del Paese.

Somalia: al Shabaab attacca basi militari keniote e ugandesi - Miliziani del gruppo jihadista al Shabaab hanno attaccato nella notte le basi di Hosingow e Abdalla-Birole, situate nella regione somala del Basso Giuba e che ospitano militari kenioti. Lo riferisce "Morad News", precisando che nelle stesse ore i jihadisti hanno attaccato anche basi militari ugandesi nelle città di Brava, Genale e Bulomarer, situate nel Basso Scebeli. Le posizioni militari attaccate sono considerate strategiche per l'azione jihadista e negli ultimi dieci anni sono state sottratte ai miliziani grazie all'intervento delle forze dell'Unione africana, la missione Amisom. Non è ancora noto il bilancio delle vittime. Gli attacchi intervengono inoltre in settimane molto calde da punto di vista della sicurezza, con ripetuti attacchi sferrati dai jihadisti contro i militari internazionali.

Congo-Brazzaville: al via oggi consultazioni fra maggioranza e opposizione - Si aprono oggi a Madingou, nel sud della Repubblica del Congo, le consultazioni convocate dal presidente Denis Sassou-N'Guesso con i rappresentanti delle diverse forze politiche del Paese in vista delle elezioni presidenziali del prossimo marzo. L'incontro, al quale partecipano oltre 100 rappresentanti di partiti politici, è stato al centro nelle ultime settimane di un certo malcontento fra le ali dell'opposizione, che ha messo in discussione tanto le intenzioni quanto i criteri di partecipazione dell'evento, inizialmente previsto dal 23 al 25 novembre e la cui apertura è poi stata rimandata a oggi. Come riferisce "Brazza News", il leader del Raduno per la democrazia e lo sviluppo (Rdd), Jean-Jacques Serge Yhomby-Opango, ha finalmente accettato di partecipare all'incontro, dopo averlo respinto domenica. In un comunicato, l'oppositore aveva denunciato come motivo della sua assenza la presunta emarginazione del suo partito negli equilibri dell'Opposizione politica congolese (Opc), la coalizione di cui l'Rdd fa parte e che è guidata da Pascal Tsaty-Mabiala. L'incontro cade inoltre dopo che sabato l'ex ministro delle Finanze Mathias Dzon si è ufficialmente candidato alla presidenza per l'Alleanza per la Repubblica e la Democrazia (Ard), il suo partito.

Angola: governo, privatizzeremo parzialmente Sonangol e Endiama entro il 2022 - Il governo dell'Angola prevede di vendere le azioni delle due compagnie pubbliche Sonangol ed Endiama, rispettivamente produttrici di petrolio e diamanti, entro il 2022. Lo ha annunciato la ministra delle Finanze, Vera Daves de Sousa, in un'intervista rilasciata a "Bloomberg Live", nella quale ha spiegato che l'operazione si inserisce nel processo di privatizzazione delle imprese pubbliche avviato dal governo di Luanda per rilanciare l'economia nazionale. “Puntiamo ad avviare il processo di privatizzazione di grandi gruppi, come Sonangol ed Endiama, tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022", ha dichiarato De Sousa, aggiungendo che il successo dell'operazione dipenderà dalla velocità con la quale il governo potrà riorganizzare le due società in modo da garantire gli investimenti. Secondo la ministra la vendita parziale di azioni statali potrebbe essere effettuata tramite un'offerta pubblica iniziale (Ipo).

Belgio-Etiopia: ministra Esteri Wilmes riceve omologo Hassen - La ministra degli Esteri e vicepremier belga, Sophie Wilmes, ha accolto l'omologo etiope Demeke Mekonnen Hassen a Bruxelles. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri belga con un comunicato. "La vice prima ministra ha avuto uno scambio costruttivo con il suo omologo sulla situazione nella regione del Tigrè, in merito alla quale ha espresso al più grande preoccupazione del Belgio. Consapevole delle pesanti conseguenze umanitarie e del potenziale di destabilizzazione di questa parte del continente africano, il Belgio vuole veramente che un accordo tra le parti possa essere raggiunto nel più breve tempo affinché venga applicato un cessate il fuoco", si legge in un comunicato. Wilmes si è espressa a favore "di un urgente accesso delle organizzazioni umanitarie nella zona del conflitto e per una preservazione assoluta dei civili nel quadro delle operazioni militari", continua la nota. La ministra belga ha inoltre sottolineato che il dialogo è "la sola via possibile per assicurare un'uscita duratura di questo conflitto. (Wilmes) ha espresso il suo sostegno alle iniziative di mediazione, in particolare di quella iniziata dall'Unione africana, e ha incoraggiato il suo interlocutore a cogliere questa opportunità", ha fatto sapere Bruxelles.

Nigeria: polizia, 102 persone uccise nelle proteste EndSars - È di almeno 102 morti, di cui 37 agenti di polizia, il bilancio ufficiale delle proteste ribattezzate EndSars (dal nome della contestata unità di polizia) scoppiate il mese scorso in diverse città della Nigeria. Lo ha reso noto oggi l'ispettore generale della polizia, Mohammed Adamu, che ha fornito il nuovo bilancio in un incontro con i governatori e i leader regionali di alcuni Stati della Nigeria meridionale a Port Harcourt. Negli scontri, ha inoltre aggiunto Adamu citato dalla stampa nigeriana, sono inoltre rimaste gravemente ferite 196 persone. Non è chiaro se il bilancio includa anche le vittime del massacro avvenuto nel sobborgo di Lekki, a Lagos, dove secondo ong ed attivisti le forze di sicurezza avrebbero aperto il fuoco sui manifestanti disarmati. L’accusa, rivolta per prima da Amnesty International, non è stata finora confermata dal governo. Le stime precedenti fornite dal governo parlavano di 69 morti, tra cui 51 civili. (Res)
 
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