SARDEGNA

 
 

Sardegna: 311 mila visite mediche specialistiche saltate in tutta la regione a causa dell'emergenza Covid

Cagliari, 25 nov 2020 10:25 - (Agenzia Nova) - Un totale di 311.642 visite mediche specialistiche cancellate in Sardegna dal primo gennaio a metà novembre. Sono i dati del Cupweb riferiti alle Aziende Sanitarie della Sardegna che fanno capo all'Ats regionale (sono escluse le aziende ospedaliere universitarie e il Brotzu) che fotografano gli "effetti collaterali" (se così possono definirsi) dell'emergenza Covid nell'Isola. L'attività medica ordinaria ha subito un fortissimo rallentamento che rischia di ripercuotesi pesantemente sulla salute di tanti cittadini. E a proposito di cancellazioni, a fare la parte del leone sono le visite cardiologiche (87.207 quelle saltate) e, a seguire, quelle di radiologia diagnostica (77.021). Sul terzo gradino di questa poco invidiabile classifica, la gastroenterologia con 34.903 visite annullate. Segue a ruota l'oculistiche che si ferma a quota 31.063. Dati preoccupanti, specchio di una situazione sulla quale occorre intervenire al più presto, come sottolinea il commissario straordinario dell'Ats Sardegna, Massimo Temussi: "So bene che le visite specialistiche si sono ridotte e le liste d'attesa allungate – spiega – è una questione che dobbiamo prendere in mano al più presto. Ora la concentrazione massima è sul Covid e non si poteva fare diversamente. Il sistema è saltato ovunque a causa della pandemia, della necessità di aprire posti letto Covid e perché tanti operatori sanitari sono stati contagiati. Puntiamo al rafforzamento di tutti gli ospedali, la riorganizzazione è in atto".

La situazione preoccupa anche Anaao Assomed, il sindacato dei medici che si interroga sulla possibilità di una futura regolare ripresa dell'attività ordinaria una volta ultimati gli spostamenti da un ospedale all'altro. Il problema per il sindacato dei medici è rappresentato dallo spostamento verso reparti Covid di medici che, per la loro formazione non possono offrire assistenza adeguata a pazienti con patologia infettivologica, respiratoria e rianimatoria e dal fatto che, contemporaneamente, si sguarniscono gli organici di specialisti creando grosse difficoltà nell'assistenza di base e nella copertura delle urgenze, costringendo chi rimane a turni massacranti e rischi elevati. I medici denunciano anche la cancellazione di tutti gli interventi chirurgici programmati. Che la situazione sia allarmante lo testimonia anche la denuncia della Federazione degli oncologici, cardiologi ed ematologi per i quali "si riducono i posti letto cardiologici per far posto ai pazienti Covid, addirittura vengono chiuse intere unità di terapia intensiva cardiologica e convertite in terapia intensiva Covid. Il rischio è di avere più morti per infarto che per Covid". (Rsc)
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