VENEZUELA

 
 

Venezuela: Covid, superata quota centomila contagi

Caracas, 24 nov 2020 11:12 - (Agenzia Nova) - Sono 873 i morti per patologie riconducibili al contagio da nuovo coronavirus in Venezuela, due dei quali registrati nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito via Twitter Freddy Nanez, ministro della Comunicazione e Informazione, segnalando che il totale dei contagi è salito a quota 100.143, 308 in più rispetto al giorno precedente. Del totale dei contagiati, 4.285 sono ancora attivi. Il maggior numero di nuovi contagi è stati registrati nel stati Yaracuy 80 e Miranda, 46. Il governo del presidente Nicolas Maduro parla di un progressivo livellamento della parabola dei contagi, rivendicando numeri bassi rispetto a quelli registrati in altri paesi, ma invitando comunque a "non abbassare la guardia". L'Accademia nazionale delle Scienze parla da parte sua di una sottostima del fenomeno, complice un basso numero di test, e di una crescita costante di contagi. I dati diffusi dal governo venezuelano sono contestati da diverse organizzazioni non governative. Tra queste l'organizzazione Human rights Watch (Hrw), secondo cui le autorità venezuelane perseguono medici e giornalisti che diffondono informazioni reali sulla pandemia.

Dai primi di giugno, l'emergenza sanitaria viene gestita con uno schema "7+7" presentato come strategia di controllo del virus senza congelare del tutto il paese. Si tratta di alternare una settimana di "quarantena radicale", durante la quale possono muoversi solo i lavoratori impiegati in settori ritenuti indispensabili e chi abbia bisogno di comprare medicinali e alimenti, e una settimana di relativo rilassamento delle restrizioni al movimento. Di recente, il governo ha ampliato il numero di attività per le quali è consentito il movimento, aggiungendo alcune zone turistiche, parchi divertimenti, strutture e complessi alberghieri e vinerie. Maduro ha inoltre annunciato che da dicembre, grazie a una riduzione dei contagi, si procederà a rendere ancora più flessibile la quarantena. Le settimane "aperte" non riguardano peraltro tutto il territorio nazionale, ma solo le zone con minore trasmissione di contagio mentre in alcune zone come il Distretto capitale e l'adiacente stato di Miranda si osserva una flessibilità parziale.

La quarantena radicale rimane invece in alcune zone di frontiera: è il caso degli stati di Zulia, Apure e Tachira, al confine con la Colombia e di Bolivar, che condivide un ampio tratto di frontiera col Brasile e la Guyana. Le autorità venezuelane denunciano da tempo una "invasione" del virus causata dalla migrazione illegale che i cittadini fanno di ritorno dalla Colombia, approfittando di passaggi clandestini noti con il nome di "trochas". Un fenomeno che causerebbe secondo Maduro almeno un terzo dei contagi nel paese e che viene imputato anche a precise responsabilità del vicino. Il protrarsi dell'emergenza ha ad ogni modo convinto il governo a disporre la chiusura fino a tutto il 2020 delle lezioni scolastiche in presenza.

Nel frattempo, Caracas rivendica progressi sul fronte del contrasto al virus. Maduro ha annunciato la scoperta di una molecola, estratta da una pianta medicinale, in grado di annullare gli effetti della Covid-19. "Posso ufficialmente dire che questa molecola, applicata in passato per l'epatite C, virus del papilloma umano, è stata provata per la Covid-19. Sono state fatte tutte le ricerche", ha detto Maduro parlando di studi durati sei mesi che hanno "dato come risultato l'azzeramento al 100 per cento del virus Covid-19". "Voglio dire che il Venezuela ha ottenuto una medicina che annulla al cento per cento il coronavirus", ha sottolineato il capo dello stato in un discorso trasmesso da "Vtv", rilanciando il lavoro fatto dall'Instituto Venezolano de Investigaciones Cientificas (Ivic) sulla molecola TR10.

A metà ottobre, inoltre, il capo dello stato ha detto che tra dicembre e gennaio il paese potrà iniziare un percorso completo di vaccinazione grazie allo "Sputnik V" messo a punto dalla Federazione Russa e a un non meglio precisato farmaco cinese. Maduro ha invitato gli amministratori locali ad attivarsi per ricevere il presidio. "Valutate voi quali sono le priorità, persone con malattia, anziani. Noi vaccineremo tutto il popolo del Venezuela, tutti", ha aggiunto. Il paese caraibico ha ricevuto a inizio ottobre un primo stock di "Sputnik V". Nell'occasione Maduro aveva segnalato che il Venezuela si è offerto di "partecipare alle prove cliniche e scientifiche di un vaccino che salverà vite dal nuovo coronavirus", iniziando la selezione di "duemila volontari", pur senza fornire un calendario preciso. (Vec)
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