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Perù: presidente Sagasti nomina nuovo comandante e promette di "modernizzare" la Polizia nazionale

Lima, 24 nov 2020 18:32 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Perù, Francisco Sagasti, ha nominato Cesar Augusto Cervantes Carcenas nuovo comandante generale della Polizia, primo passo di un processo di "modernizzazione" delle forze di sicurezza. Erano state proprio le critiche all'operato della Polizia nazionale a forzare la conclusione della rocambolesca crisi istituzionale che ha portato il paese andino ad avere tre presidenti nel giro di dieci giorni: la morte di due giovani nelle proteste seguite alla sfiducia che il parlamento aveva votato contro l'ex presidente Martin Vizcarra, avevano costretto il successore Manuel Merino a rimettere il mandato, dopo soli cinque giorni di esercizio. nel discorso ala nazione pronunciato lunedì sera, Sagasti ha anche annunciato la nascita di una commissione coordinata dal ministro dell'Interno, Ruben Vargas, che nell'arco di 60 giorni dovrà elaborare azioni e proposte per "rafforzare e modernizzare" il corpo, dando eguale spazio tanto alle esigenze di sicurezza quanto al rispetto dei diritti umani.

Intervistato dalla testata "Rpp", il ministro dell'Interno Vargas ha "scagionato" il comandante generale uscente, Orlando Velasco, da qualsiasi responsabilità per gli incidenti che per alcuni giorni hanno attraversato il paese. Nel momento più duro della crisi, ha detto il ministro, Velasco era alle prese con la Covid-19. Al comando delle operazioni c'era il vicecomandante Jorge Lam Almonte, ha detto il ministro segnalando che lui, al pari di altri alti gradi della Polizia "si dimetteranno e dovranno affrontare le indagini del caso". Al tempo stesso Vargas si è impegnato ad escludere il gruppo "Terna" (unità specializzata della polizia finito al centro delle polemiche per presunte violazioni nell'uso della forza) dalle operazioni di controllo delle manifestazioni.

La scorsa settimana la nuova presidente del Congresso del Perù, Mirtha Vasquez, si è detta favorevole alla creazione di una commissione parlamentare che indaghi sugli abusi commessi durante le proteste seguite alla destituzione del presidente Martin Vizcarra per accertare eventuali responsabilità dell’ora ex presidente ad interim Manuel Merino de Lama. “Una commissione di inchiesta è assolutamente possibile. Ci sono mozioni presentate a riguardo, quello che possiamo garantire è che possiamo aiutare a costituire queste commissioni e vigilare affinché lavorino in modo obiettivo. Le sanzioni verranno stabilite a partire dalle responsabilità”, ha detto Vasquez in dichiarazioni rilasciate all’emittente “Rpp”. Quanto accaduto durante le proteste, ha aggiunto, “non può essere ignorato”.

Il Perù è entrato in una convulsa fase politica dopo l'approvazione da parte del Congresso di una mozione di sfiducia nei confronti di Martin Vizcarra, coinvolto in un caso di presunta corruzione. La mozione di sfiducia - approvata con 105 voti a favore, 19 contrari e 4 astenuti - seguiva l’avvio di un’indagine per un presunto caso di corruzione riferito a quando Vizcarra era governatore della regione di Moquegua (2011-2014). Per almeno tre giorni nella capitale Lima e in diversi punti del paese si erano tenute manifestazioni per chiedere le dimissioni di Merino e denunciare un “colpo di Stato parlamentare” contro Vizcarra. Le tensioni hanno portato alla morte di due giovani manifestanti, dossier sul quale la procura ha aperto una indagine preliminare, e almeno un centinaio di feriti.

Sotto la pressione delle polemiche il presidente del Congresso, Manuel Merino, che si era insediato come nuovo capo dello stato, ha rassegnato le sue dimissioni. Al suo posto è subentrato lo speaker del Parlamento Francisco Sagasti, che ha giurato come nuovo presidente del Perù. Diventando presidente, Sagsti ha passato la guida del Congresso a Mirtha Vazquez, della coalizione di centro sinistra, Frente amplio. La nomina di Sagasti è stata salutata con favore dallo stesso Vizcarra. "Mi congratulo con Francisco Sagasti per la sua elezione come presidente del Congresso. celebro il fatto che abbia prevalso la responsabilità dinanzi agli interessi dei singoli. Solo una persona con principi democratici potrà dare il contributo alla difficile situazione che vive il paese", ha scritto l'ex presidente in un messaggio sul proprio profilo Twitter.

I manifestanti uccisi nelle proteste sono stati identificati come Jack Brian Pintado Sanchez, di 22 anni, e Jordan Inti Sotelo Camargo, di 24. Pintado è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco al volto secondo il rapporto autoptico pubblicato dalla Polizia nazionale. Camargo è stato invece colpito al torace, vicino al cuore. La stessa polizia ha assicurato in un comunicato che l’inchiesta sulle due morti si svolgerà “con la massima trasparenza, obiettività e rapidità”. Secondo il Coordinamento nazionale dei diritti umani, organizzazione non governativa che riunisce decine di associazioni umanitarie nel Paese latino americano, dopo gli scontri tra polizia e manifestanti sono scomparse almeno 43 persone. Mar Perez, portavoce del Coordinamento, ha dichiarato all’emittente “Canale N” che almeno 112 persone sono rimasti feriti nei disordini di sabato 14 novembre , più dei 94 indicati dal ministero della Salute. “È stata la notte più nera che la nostra democrazia abbia vissuto negli ultimi 20 anni”, ha dichiarato Perez. L’avvocato ha chiesto alla procura di raccogliere tutte le prove necessarie a garantire che le vittime abbiano giustizia. (Brb)
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