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Imprese: Di Stefano, settore ingegneria italiana ha retto a onda d'urto del Covid

Roma, 24 nov 2020 12:27 - (Agenzia Nova) - L'ingegneria italiana all'estero dimostra di poter reggere all'onda d'urto del Covid grazie alle capacità tecnologiche e di innovazione. Lo ha dichiarato il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, intervenendo alla presentazione del Rapporto Oice sulla presenza delle società di ingegneria, architettura e consulenza tecnico economica all'estero. Di Stefano ha rilevato come il contesto attuale sia profondamente segnato "da una sfida ben più grande di noi", in cui "cerchiamo di dare il meglio per risollevare l'apparato produttivo di questo Paese". "In questi mesi difficilissimi abbiamo provato a interloquire" con le organizzazioni delle imprese italiane, e con l'Oice in particolare, perché il settore delle costruzioni e dell'ingegneria sono "fondamentali". Il sottosegretario ha ricordato come la strategia per il Made in Italy sia stata rivista dopo le tavole di dialogo settoriali, tenute già a partire dall'aprile scorso. Di Stefano ritiene sia necessario "ripartire con strumenti innovativi", in particolare un dialogo sempre aperto, fra cui i nuovi tavoli con le associazioni per discutere il Piano Straordinario di Promozione del Made in Italy per il 2021-2022. L'obiettivo è quello di andare oltre i livelli di export degli anni precedenti, nella consapevolezza che su "ogni euro speso" si deve avere una cognizione degli obiettivi da raggiungere.

Le richieste per i fondi erogati alle imprese attive all'estero sono incrementate notevolmente nell'ultimo anno, laddove dai 239 milioni erogati nel 2019 si arriva alle richieste per 4 miliardi arrivate finora da gennaio a ottobre 2020. "Puntiamo forte sulla sostenibilità e la digitalizzazione" per modernizzare i sistemi produttivi e semplificarli ulteriormente, ha detto ancora Di Stefano. Per il sottosegretario non si tratta solo della risposta alla pandemia "ma della prospettiva futura": in questo contesto, il rapporto presentato "è molto interessante perché il settore è in forte espansione", in un contesto di export italiano che cresce ormai dal 2010. L'export "è un fattore di back-up", ma deve esserci anche una crescita in contemporanea della domanda interna. Di Stefano ha infine ricordato il dialogo con l'Asia Centrale, instaurato dopo una serie di visite dello stesso segretario fra 2018-e 2019 e poi con la conferenza tenuta alla Farnesina nel dicembre scorso, "con un enorme riflesso" sulla politica dei Paesi dell'area. Le imprese italiane possono ora avere un migliore accesso "alle amministrazioni locali, che sono abbastanza complesse" e avviare un dialogo nei Paesi in questione (Kazakhstan, Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan e Kirghizistan). (Frm)
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