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Libia: è scontro tra le istituzioni a Tripoli sulla gestione dei proventi del petrolio

Libia: è scontro tra le istituzioni a Tripoli sulla gestione dei proventi del petrolio
Rabat, 23 nov 2020 09:20 - (Agenzia Nova) - Una nuova disputa è scoppiata tra la Banca centrale di Tripoli e la National Oil Corporation (Noc), con accuse reciproche di corruzione e manipolazione del denaro pubblico, che si è conclusa con il congelamento dei proventi della vendita di petrolio fino alla formazione di una nuova autorità esecutiva e un accordo politico. L’emittente televisiva “Al Arabiya” - di proprietà saudita e con sede a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, Paese che sostiene le autorità non riconosciute della Libia orientale - le divergenze sono iniziate quando la Banca centrale, guidata da Al Sadiq al Kabir, ha accusato la National Oil Corporation di manipolare i dati degli ultimi anni e ha chiesto che fossero rivisti e verificati, denunciando corruzione, manomissioni di numeri e una discrepanza tra entrate petrolifere e spese.

In una dichiarazione di ieri sera, la Banca centrale di Tripoli ha affermato che le entrate petrolifere hanno registrato un ammanco di 2,599 miliardi di dinari (1,615 miliardi di euro), poiché le entrate stimate secondo le disposizioni finanziarie erano 5 miliardi di dinari (3,11 miliardi di euro), mentre le entrate effettive sono state di 2,4 miliardi di dinari (1,49 miliardi di euro), aggiungendo che le spese effettive totali ammontavano a 26,788 miliardi di dinari (16,65 miliardi di euro) e le spese stimate erano 32,084 miliardi di dinari (19,94 miliardi di euro), con un deficit di 5,296 miliardi di dinari (3,29 miliardi di euro).

Da parte sua, la Noc ha definito le accuse della Banca centrale in merito alle entrate e alle spese della società dall'inizio di quest'anno fino alla fine dello scorso ottobre"false e fuorvianti". La Noc ha osservato in una dichiarazione che non trasferirà i proventi delle esportazioni di greggio sul conto della Banca centrale fino a quando non sarà chiaro e trasparente, agli occhi del popolo libico, il meccanismo di esborso delle entrate petrolifere negli anni precedenti e su coloro chi ha beneficiato di queste entrate in valuta estera, che in totale ha superato i 186 miliardi di dollari negli ultimi nove anni. La Noc ha confermato che "l'intransigenza e la mancanza di impegno per la trasparenza della Banca Centrale della Libia ha creato un ambiente adatto per chiudere la produzione di petrolio, poiché le sue politiche sono state usate come scusa per le parti che hanno chiuso i terminal".

La compagnia petrolifera libica ha aggiunto in una dichiarazione che le entrate del petrolio durante il periodo dall'inizio di gennaio di quest'anno fino al 31 di ottobre scorso depositate presso la Banca centrale della Libia ammontano a 3,7 miliardi di dollari, equivalenti a 5,2 miliardi di dinari libici secondo tasso di cambio ufficiale, "non come indicato nel rendiconto della Banca Centrale". La Noc ha altresì indicato di essere in procinto di stipulare un contratto con un'importante azienda internazionale per la revisione dei suoi sistemi finanziari e amministrativi, sottolineando che tutte le entrate dello stato libico e i diritti dei partner stranieri sono accuratamente documentati e conservati nei conti dell'istituzione presso la Libyan Foreign Bank. (Lit)
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