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Etiopia: per la stampa turca il capo dell’Oms si muove in difesa del Tigrè

Etiopia: per la stampa turca il capo dell’Oms si muove in difesa del Tigrè
Addis Abeba, 17 nov 2020 13:24 - (Agenzia Nova) - L’agenzia di stampa turca “Anadolu” ha riportato oggi le dichiarazioni di un “alto funzionario”, probabilmente etiope, secondo cui il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sarebbe "pienamente impegnato a sollecitare il sostegno diplomatico e militare" in favore del Fronte di liberazione popolare del Tigrè (Tplf) nel conflitto in atto nella Regione dei tigrè, teatro dal 4 novembre di un’offensiva militare lanciata dalle forze armate federali di Addis Abeba. Secondo le stesse fonti, Tedros – che in passato è stato membro esecutivo del Tplf, oltre che ministro della Salute (2005-12) e degli Esteri (2012-16) per governi a guida tigrina – avrebbe chiesto in particolare alle agenzie delle Nazioni Unite di esercitare pressioni sul governo etiope affinché "interrompesse incondizionatamente la sua azione militare contro il Tplf" e avrebbe anche sollecitato il sostegno militare dell’Egitto a favore del Tplf, oltre a contattare "ripetutamente” (senza successo) alti funzionari di Paesi confinanti in Africa orientale affinché fornissero sostegno diplomatico e militare ai tigrini. La notizia, che non ha per ora trovato riscontro da altre fonti d’informazione, non susciterebbe di per sé grosso scalpore dal momento che Tedros è uno dei membri di spicco del Tplf, il partito per 30 anni al potere in Etiopia e che tuttora conserva un'enorme influenza nella vita politica, economica del Paese. Il discorso cambia, tuttavia, se a fare pressioni è il capo di un’agenzia Onu, l’Oms, da mesi al centro di speculazioni e di accuse per presunti favoritismi nei confronti della Cina per la gestione della pandemia di Covid-19, accuse che sono state cavalcate in particolare dal presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Per capire meglio il ruolo di Tedros, e la sua vicinanza con Pechino, va ripercorsa brevemente la sua carriera politica. Nato nel 1965 ad Asmara – che all’epoca era una città dell’Etiopia – Tedros si è laureato in Biologia nel 1986 all'Università della città natale per poi conseguire nel 1992 la laurea specialistica in Immunologia delle malattie infettive della Scuola di igiene e delle malattie tropicali dell'Università di Londra e il dottorato di ricerca nel 2000 all'Università di Nottingham. Dal 2005 al 2012 Tedros è stato ministro della Salute nel governo guidato da Meles Zenawi, nel luglio 2009 fu eletto per due anni alla presidenza del Fondo globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria prima di ricoprire l’incarico di ministro degli Esteri dal 2012 al 2016 nel governo guidato da Haile Mariam Desalegn e quello di direttore generale dell’Oms, incarico che ricopre dal 23 maggio 2017 (primo africano della storia). Oltre ad essere un esperto in materia sanitaria e un ricercatore di fama internazionale, Tedros è anche un diplomatico riconosciuto a livello globale e vanta una militanza politica di lunga data come membro di spicco del Tplf. Ma soprattutto, da più parti Tedros è considerato da sempre vicino alla Cina: appena eletto a capo dell’Oms, ad esempio, nominò l’allora presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, alleato di ferro di Pechino, ambasciatore di buona volontà dell'organizzazione, proposta che fu poi abbandonata per via delle numerose critiche internazionali.

Un’altra delle promesse di Tedros era quella di non abbandonare mai la politica della “One China” riguardo a Taiwan, ossia che non avrebbe avallato le richieste di Taipei dei suoi sponsor di elevare l’isola allo status di osservatore speciale – una forma di eccessiva indipendenza secondo Pechino – all’interno dell’organizzazione: aspetto confermato anche durante la crisi del Covid, quando l’Oms ha negato a Taiwan la possibilità di accedere alle informazioni sulla pandemia. Teodros ha inoltre fatto diverse dichiarazioni a favore della Cina, per esempio nel 2018, quando durante una visita a Pechino definì “un modello” il sistema sanitario cinese e invitò a rafforzare il “partenariato strategico tra Cina e Oms” e la cooperazione con l’iniziativa Nuova via della seta (“Belt and Road Initiative) nel settore della salute. Alla luce di quanto scritto, e considerate le presunte pressioni che avrebbe esercitato per sostenere il Tplf, la vicinanza di Tedros a Pechino lascerebbe così presupporre un possibile coinvolgimento cinese nel conflitto del Tigrè. Ciò che succede in Etiopia, del resto, è al centro dell’attenzione da parte della Repubblica popolare cinese: non va dimenticato, infatti, che Pechino è il primo investitore in Etiopia e che circa metà del debito estero etiope è detenuto dalla Cina. Inoltre, secondo l’agenzia “Xinhua”, sono 400 i progetti d’investimento cinesi già operativi nel Paese, per oltre 4 miliardi di dollari. (Res)
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