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Foro di dialogo politico libico, Haftar fa circolare bozze avvelenate e documenti fake

Foro di dialogo politico libico, Haftar fa circolare bozze avvelenate e documenti fake
Roma, 12 nov 2020 15:21 - (Agenzia Nova) - E’ in corso un tentativo di boicottare il Foro di dialogo politico in corso a Tunisi sotto gli auspici della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). “Agenzia Nova” ha ricevuto da fonti libiche basate in Cirenaica degli “smart fake”, cioè dei documenti in apparenza ufficiali che mischiano alcune parti effettivamente in discussione con un testo puramente inventato. Si tratta di vere e proprie “bozze avvelenate” pervenute da fonti parlamentari libiche vicine alle istanze del generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). L’intento di questa sofisticata operazione di disinformazione sembrerebbe essere quello di far saltare i negoziati portati avanti da Stephanie Williams, la rappresentante speciale “ad interim” del segretario generale delle Nazioni Unite in Libia. “Attenzione alle frodi e alla disinformazione che mirano a interrompere il corso del Foro di dialogo politico”, avverte l’Unsmil in un post su Facebook.

L’unica cosa certa, per ora, è la tempistica delle elezioni parlamentari e presidenziali: ci vorranno non più di 18 mesi, secondo quanto annunciato ieri sera dalla stessa Williams, per portare i libici alle urne. Nel frattempo si tratta sulle nuove autorità esecutive che dovranno traghettare il Paese alle urne: un Consiglio di presidenza “ristretto” composto da tre membri, ognuno dei quali in rappresentanza delle tre macroregioni del Paese (Cirenaica, Fezzan e Tripolitania) più un nuovo governo di “unità nazionale”. Per garantire l’equilibrio tra est e ovest, il meccanismo ideato dall’Unsmil assegnerebbe la guida del Consiglio presidenziale all’est e la premiership all’ovest (o viceversa). Ma i candidati in lizza sono numerosi e agguerriti, l’esito del dialogo non è scontato e potrebbero volerci diversi giorni prima che i delegati raggiungano una qualche forma di accordo concreto. Non sono ancora chiare, tra l’altro, le diverse competenze tra il Consiglio presidenziale e il governo.

Fonti negoziali delle Nazioni Unite hanno confermato ad “Agenzia Nova” la veridicità della proposta scritta, fotografata da uno dei 75 partecipanti al Forum di Tunisi, sul meccanismo di nomina del nuovo Consiglio presidenziale e del nuovo governo. I candidati in questione “non devono aver preso parte al Foro di dialogo politico libico tenuto sotto gli auspici della missione delle Nazioni Unite". Dovrebbe inoltre avere "più di 25 anni nel giorno della candidatura". Il candidato è inoltre legalmente e moralmente obbligato a presentare una dichiarazione di informativa finanziaria delle sue proprietà all'interno e all'esterno della Libia, del coniuge e dei figli. Questa dichiarazione pubblica deve essere presentata prima dell'inizio dell'esercizio delle sue funzioni".

I candidati al governo di transizione, secondo la bozza, si impegnano inoltre a "rispettare il processo democratico, nella preparazione del processo elettorale e a rispettare i tempi per la fase preparatoria per una soluzione globale della crisi libica". Per quanto riguarda chi debba autorizzare le candidature, il documento prevede due opzioni attualmente in discussione: la prima prevede che solo i partecipanti al Forum possano firmare il sostegno per la nomina; la seconda invece prevede che i partecipanti al Forum, nonché i membri della Camera dei rappresentanti (Parlamento di Tobruk) e dell'Alto Consiglio di Stato (il "Senato" con sede a Tripoli) possano sostenere i candidati. "Ogni membro del Forum (e ogni membro della Camera dei rappresentanti o dell'Alto Consiglio di Stato) firmerà il sostegno di un solo candidato al Consiglio presidenziale e di una nomina aggiuntiva per il primo ministro". (Asc)
 
 
 
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