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Libia: fumata nera al Forum di Tunisi, il dialogo riprende tra una settimana online

Libia: fumata nera al Forum di Tunisi, il dialogo riprende tra una settimana online
Tripoli, 16 nov 2020 08:51 - (Agenzia Nova) - Si è concluso ieri sera il Forum del dialogo politico libico a Tunisi senza alcun accordo sul meccanismo per l’elezione del nuovo governo. L'inviata dell'Onu in Libia, Stephanie Williams, ha annunciato il proseguimento delle consultazioni politiche tra le parti libiche tra una settimana, via Internet, alla conclusione dei lavori aperti lunedì scorso, 9 novembre, nella capitale tunisina. La responsabile della Missione di supporto Onu in Libia (Unsmil) ha aggiunto in una conferenza stampa tenuta nella tarda serata di ieri che si è deciso di continuare il dialogo politico perché è "l'unica soluzione alla crisi". Un nuovo incontro con i partecipanti si terrà tra una settimana tramite videoconferenza, per limare le divergenze esistenti tra le parti partecipanti che rappresentano le tre regioni della Libia (Tripolitania, Fezzan e Cirnaica) e raggiungere un accordo sui meccanismi di selezione dei nuovi membri del Consiglio di presidenza, del Governo di unità nazionale e sui nomi delle personalità che assumeranno le cariche più alte.

Williams ha aggiunto che "non è possibile trovare soluzioni a un conflitto di dieci anni entro una settimana". La diplomatica statunitense, ex vice dell’inviato Onu Ghassan Salamè dimessosi dall’incarico a marzo, ha rivendicato di aver “ottenuto molto”, dicendosi “molto soddisfatta dei risultati dei colloqui, ma abbiamo ancora molto da fare". Williams spiegato che c'è stato accordo su "tre dossier importanti" durante il Forum politico libico: i doveri dell'autorità esecutiva; i criteri di candidatura e la tabella di marcia. I 75 delegati hanno concordato, invece, la separazione tra il capo del Consiglio presidenziale e il primo ministro. L’inviata Onu ha detto che Unmsil pubblicherà tutti i documenti approvati dal forum, denunciando che il popolo libico soffre di corruzione e cattiva gestione. "Dobbiamo cambiare questa situazione attraverso un governo tecnocratico, indipendentemente da chi lo dirige. I politici libici ora hanno la possibilità di essere sulla scena o di finire come i dinosauri che si sono estinti". Williams ha invitato la classe politica libica ad aderire al "movimento per il cambiamento", sottolineando che l'ostruzionismo non sarà tollerato, minacciando "sanzioni deterrenti contro coloro che ostacolano il dialogo politico e coloro che pagano con denaro per finalità politiche".

Secondo Mohammed al Ra'id, uno dei partecipanti dal Forum del dialogo politico, il mancato raggiungimento di un accordo è dovuto all'insistenza con cui è stata portata avanti la candidatura di una “figura controversa” per la guida del governo libico. "Stasera le sessioni del primo round di dialogo politico si sono concluse in Tunisia senza raggiungere un accordo su un meccanismo per la nomina e l'approvazione dei nomi dei candidati a ricoprire incarichi esecutivi per guidare la fase preliminare", ha scritto al Ra'id su Facebook. "Continueremo i nostri sforzi fino a quando non riusciremo a raggiungere un consenso sulla nomina di figure in grado di unire il governo e tutte le istituzioni e prepararsi a fornire il clima appropriato per condurre elezioni eque".

Fallisce così uno dei due principali obiettivi delle negoziazioni. Resta invece l'intesa sulle elezioni concordate per il 24 dicembre 2021, una data storica perché coincide con il settantesimo anniversario dell’indipendenza del Paese. Per tutta la giornata di ieri si sono susseguite frenetiche trattative a Gammarth, località balneare situata circa 15 chilometri a nord di Tunisi, adiacente a La Marsa, per scegliere entro oggi il nuovo presidente e il nuovo primo ministro della Libia. Le nomine più accreditate, Aguilah Saleh (presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk) per la Cirenaica e Fathi Bashaga (ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale) per la Tripolitania, hanno trovato una forte opposizione. In queste condizioni l’attuale presidente del Consiglio presidenziale e premier del Gna, Fayez al Sarraj, potrebbe restare al suo posto in attesa di nuovi sviluppi. (Lit)
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