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Uruguay: governo mantiene stima crescita 2021 al 4 per cento del pil

Montevideo, 29 ott 2020 19:48 - (Agenzia Nova) - Il governo dell'Uruguay mantiene una proiezione di crescita del pil del 4 per cento per il 2021 nonostante il perdurare dell'emergenza sanitaria nel paese e nonostante la decisione di rinunciare alle entrate del turismo mantenendo chiuse le frontiere durante tutta la prossima stagione estiva. Lo ha affermato oggi il ministro dell'Economia, Suzana Arbeleche, in un'intervista rilanciata dal portale "Subrayado" nella quale ha sottolineato ad ogni modo che non ci sono margini per essere maggiormente ottimisti. "Non ci aspettiamo di più, la grande sfida sarà mantenere la mobilità e i diversi settori in funzionamento, avremo bisogno di nuovi protocolli per continuare a produrre", ha detto Arbeleche. Nonostante vengano mantenute per adesso le stime contenute nella Legge di bilancio presentata recentemente, il ministro ha precisato che queste "sono dinamiche" e che "verranno aggiornate ogni sei mesi". Il titolare dell'Economia ha ribadito inoltre l'esigenza di poter mantenere le politiche sociali nonostante l'incremento del debito pubblico del 10 per cento del pil nel 2020. "La spesa sociale dev'essere indipendente dal ciclo economico, i settori vulnerabili sono prioritari", ha detto.

Il presidente dell'Uruguay, Luis Lacalle Pou, ha annunciato la settimana scorsa che le frontiere del paese rimarranno chiuse all'afflusso di turisti durante la prossima stagione estiva come misura di prevenzione della pandemia del nuovo coronavirus. "La decisione del governo tiene conto di quanto è successo nel mondo quando si sono aperte le frontiere e si è aperto al turismo, dove i casi sono sbalzati", ha detto il presidente. Si tratta di una scelta radicale per il governo dato che il turismo rappresenta una fonte di ingresso importantissima per il paese che, secondo dati ufficiali, nel 2015 è arrivata a generare fino al 7,1 per cento del pil e oltre 100 mila posti di lavoro. "Lo annuncio con tristezza e con molta pena, so che è una decisione che molti non condivideranno", ha proseguito il capo di Stato, sottolineando che è stata "una decisione difficile", che si è cercato di "rimandare il più possibile", ma che alla fine "i dati sono schiaccianti".

Il governo dell'Uruguay stima un calo del prodotto interno lordo del 3,5 per cento nel 2020 come effetto della crisi locale e globale dovuta all'impatto del nuovo coronavirus ed una ripresa ad un tasso in media del 3 per cento a partire dal 2021 nei tre anni successivi. Queste previsioni sono contenute nel progetto di Legge di bilancio 2020-2024 presentato in parlamento, nel quale si proietta anche un deciso calo del livello di inflazione dall'attuale 9,5 per cento al 3,7 per cento nel 2024. L'esecutivo di Lacalle Pou si propone un deciso cambiamento di rotta rispetto all'impostazione delle finanziarie presentate dai precedenti governi del Frente Amplio (2005-2020), puntando ad una progressiva diminuzione del livello di spesa pubblica e di riduzione delle strutture burocratiche ed amministrative, oltre ad un alleggerimento della pressione fiscale sulle piccole e medie imprese. "L'Uruguay ha bisogno di uno Stato più efficiente che offra migliori servizi in relazione alle tasse", si legge nei fondamenti del testo di legge. Nonostante questo la finanziaria prevede il raggiungimento di un avanzo fiscale dello 0,1 per cento solamente nel 2024.

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) prevede d'altra parte per l'Uruguay un calo del pil del 4,5 per cento nel 2020. E' quanto emerge dal rapporto sulle prospettive dell'economia globale World Economic Outlook (Weo) presentato a Washington nel quadro dell'assemblea annuale dell'istituzione. A contenere con successo la contrazione dell'attività economica, segnala l'Fmi, ha contribuito l'efficace politica di prevenzione della pandemia del coronavirus che ha adottato il governo che ha permesso il mantenimento in funzione di gran parte dell'apparato produttivo del paese. Per il 2021 il Fondo prevede una sostanziale ripresa con una crescita stimata al +4,3 per cento. Le politiche adottate dal governo del presidente Luis Lacalle Pou hanno determinato anche un incremento ridotto delle proiezioni sulla disoccupazione, che passerebbe dall'8,9 per cento del 2019, al 9,7 per cento nel 2020. (Abu)
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