GERMANIA

 
 
 

Germania: caso Wirecard, ex dirigente Marsalek confidente dei servizi segreti austriaci

Berlino, 29 ott 2020 20:53 - (Agenzia Nova) - La Procura generale federale della Germania (Gba) dispone delle prove che “il cittadino austriaco Jan Marsalek è stato elencato come confidente da un dipendente dell'Ufficio federale austriaco per la protezione della Costituzione e la lotta al terrorismo (Bvt)”, l'agenzia di intelligence interna dell'Austria. È quanto comunica il ministero dell'Interno tedesco nella risposta a un'interrogazione presentata da Fabio De Masi, deputato di La Sinistra al Bundestag e membro della commissione d'inchiesta del parlamento federale sul caso Wirecard. Si tratta della società tedesca di servizi per la finanza fallita il 25 giugno scorso, dopo essere stata travolta dallo scandalo dei bilanci gonfiati per 1,9 miliardi di euro. Come riferisce il quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”, secondo il ministero dell'Interno tedesco, “finora non vi sono sufficienti indicazioni fattuali che i contatti tra Jan Marsalek e il Bvt costituiscano attività da agente segreto dirette contro la Repubblica federale di Germania o di altro tipo, in grado di costituire reato” per il Gba.

Nato a Vienna nel 1980, Marsalek è stato membro del consiglio di amministrazione di Wirecard fino al 18 giugno scorso, quando è stato licenziato nell'imminenza del crack della società. Marsalek è ritenuto tra i principali responsabili della frode che ha portato al fallimento, su cui la procura di Monaco di Baviera indaga per falso in bilancio, frode, manipolazione del mercato e riciclaggio di denaro. Le irregolarità sarebbero iniziate nel 2015. Secondo gli inquirenti, i danni per le banche e gli investitori ammonterebbero a 3,2 miliardi di euro. Sul caso Wirecard, il Bundestag ha istituito una commissione parlamentare d'inchiesta, i cui lavori sono iniziati oggi. L'obiettivo è chiarire le responsabilità del governo federale nella vicenda. Il ministero delle Finanze e l'Autorità federale per la vigilanza finanziaria (Bafin) sono, infatti, accusati di silenzi e omissioni, poiché non sarebbero intervenuti su Wirecard pur essendo a conoscenza delle irregolarità nei conti dell'azienda. Viennese come Marsalek, l'amministratore delegato Markus Braun si è dimesso il 19 giugno scorso ed in custodia cautelare dal 22 luglio. L' ex Ad si era costituito il 23 giugno, venendo arrestato e rilasciato in meno di 24 ore dietro il pagamento di una cauzione da 5 milioni di euro.

Marsalek, che in più occasioni ha millantato contatti con i servizi di intelligence di vari paesi e di essere egli stesso un agente segreto, ha fatto perdere le proprie tracce ed è attualmente ricercato con un mandato di arresto internazionale, emesso dall'Interpol per frode e falso in bilancio. Secondo il quotidiano “Handelsblatt”, a luglio scorso, l'ex dirigente di Wirecard si trovava in una proprietà a ovest di Mosca “sotto la supervisione” del Direttorato principale per l'informazione (Gru), il servizio segreto militare russo. Marsalek avrebbe portato ingenti somme in bitcoin in Russia da Dubai, dove Wirecard aveva svolto “operazioni dubbie”. Per sua stessa ammissione, Marsalek dovrebbe aver cooperato “a stretto contatto” con il Gru a Palmira in Siria e in diversi siti di investimento in Libia. Inoltre, nei più di 60 viaggi che ha compiuto in Russia negli ultimi dieci anni, Marsalek avrebbe utilizzato sei passaporti. In particolare, l'ex dirigente di Wirecard si sarebbe recato anche in Cecenia, repubblica della Federazione Russa nota per le attività criminali come il riciclaggio di denaro. (Geb)
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